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16 luglio 2026

Svelato il mistero di Pecco Bagnaia sui ritiri a Jerez, Le Mans e Assen? Forse, di certo come direbbe la Ferragni c’è un “errore di comunicazione”

  • di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

16 luglio 2026

Signori, habemus comunicato stampa: mercoledì Pecco Bagnaia è stato operato per sindrome compartimentale, adesso avrà davanti tre settimane di recupero prima di tornare a Silverstone. Il che getta una luce totalmente nuova sui due ritiri di quest’anno (più la caduta a Le Mans) a causa di un non meglio specificato problemi ai freni
Svelato il mistero di Pecco Bagnaia sui ritiri a Jerez, Le Mans e Assen? Forse, di certo come direbbe la Ferragni c’è un “errore di comunicazione”

“Francesco Bagnaia è stato sottoposto con successo nel pomeriggio di oggi a un intervento di fasciotomia endoscopica all'avambraccio destro”, si legge sul comunicato di Ducati Corse arrivato nel pomeriggio di ieri. Che continua: “L'operazione, eseguita dall'équipe medica guidata dal Professor Luigi Tarallo presso la Clinica Ortopedica del Policlinico di Modena, diretta dal Professor Fabio Catani, si è conclusa regolarmente e senza complicazioni”.

Le ultime quattro righe di comunicato ci fanno sapere, poi, che l’obiettivo è rientrare a Silverstone, per il GP di Gran Bretagna previsto dal 7 al 9 agosto. Ora: che alcuni piloti preferiscano non parlare dei propri malanni non è una sorpresa, che Pecco Bagnaia sia tra questi lo è anche meno.

Eppure, buttando giù due ipotesi senza malizia, l’operazione sembra spiegare molto bene i guai avuti da Bagnaia in frenata per buona parte della stagione, guai che l’hanno costretto al ritiro a Jerez per poi provocargli una scivolata a Le Mans (così raccontò lui dopo la gara) e un secondo ritiro ad Assen per problemi analoghi. Pecco ha sempre parlato di “problema in frenata”, oppure di “non riuscire a fermare la moto”, motivo per cui abbiamo iniziato a parlare di problema ai freni. Difficile pensare al contrario, a maggior ragione dopo che Brembo ci ha fatto sapere che Bagnaia ha iniziato a usare un disco diverso rispetto a tutti gli altri piloti, un 355 millimetri “low mass” da poter utilizzare anche in circuiti su cui normalmente si impiegano i 340 mm.

Bagnaia Assen 2026
Pecco Bagnaia ad Assen, per il GP d'Olanda.

Brembo tuttavia ha sempre smentito l’esistenza di un problema tecnico , mentre Ducati si è trincerata dietro a un “no comment”. Dal box, in via informale, si parlava di una leva del freno difficile da sfruttare in alcune occasioni, troppo rigida. Che è più o meno quello che succede quando un pilota soffre di sindrome compartimentale, ovvero quando i muscoli dell’avambraccio si gonfiano per il troppo stress e smettono di lavorare.

Normalmente la sindrome compartimentale si sviluppa quando il pilota guida contratto, forzando, il che succedeva soprattutto con il cambio di categoria dalla Moto2 alla MotoGP, con un cambio moto o con un cambio di approccio nella guida. Evidentemente Bagnaia è incappato in questo problema mentre cercava di ritrovare velocità sulla sua Ducati, che però potrebbe essere diventata più fisica da guidare proprio per tutti: Marc Marquez aveva raccontato, dopo il GP di Ungheria, di aver avuto lo stesso limite al braccio per la prima volta in carriera proprio a Balaton, dove aveva dominato.

Potrebbe darsi quindi che la Desmosedici GP26 sia una moto più rigida da far girare rispetto a quella dello scorso anno, oppure più semplicemente che avere le Aprilia così vicine stia spingendo i piloti Ducati a fare un lavoro extra.

Resta poco meno che incomprensibile, almeno da fuori, la gestione di tutta la vicenda nel lato del box di Bagnaia: perché non dirlo prima? E perché, se è sempre stato un problema di sindrome compartimentale, non intervenire prima? Forse è stato scoperto tardi, forse non è solo questo il tema, forse i tempi di recupero imponevano comunque una pausa come quella che è appena iniziata. Forse più semplicemente si tratta, ancora una volta, di quello che Chiara Ferragni chiamò un “errore di comunicazione”, che a conti fatti ha danneggiato un po’ tutti: il pilota, la sua squadra e il fornitore. Ora Bagnaia ha tre settimane per recuperare, prima di buttarsi nell’ultima parte di stagione con Ducati e chiudere un cerchio iniziato otto anni fa.

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