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È "the revenant" o c'è altro? Pecco Bagnaia fa il Marc Marquez e domina il sabato di Sepang davanti ai Gresini (che fanno festa con Dall’Igna)

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

25 ottobre 2025

È "the revenant" o c'è altro? Pecco Bagnaia fa il Marc Marquez e domina il sabato di Sepang davanti ai Gresini (che fanno festa con Dall’Igna)
Da ultimo e esasperato a primo e gasatissimo. A Sepang è andato in scena il sabato che nessuno si aspettava, con un Pecco Bagnaia capace di conquistare la pole partendo dalla Q1 e poi non lasciare neanche le briciole agli avversari nella Sprint. La chiave di tutto? "Una modifica, ma cosa è non ve lo dico". Intanto in casa Gresini (nonostante un giallo) è esplosa la doppia festa per Alex Marquez vicecampione del mondo e Fermin Aldeguer rookie dell'anno

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

Sembrava Marc Marquez con la Ducati Desmosedici di Marc Marquez. Come se fosse bastato girare il 9 di 93 e trasformarlo nel 63 di Pecco Bagnaia. Sì, l’italiano del Team Lenovo, dopo due fine settimana d’inferno, ha lasciato solo le briciole a tutti gli altri, centrando prima la pole nonostante il passaggio dalla Q1 e con un solo tentativo a disposizione e poi dominando la Sprint dal primissimo fino all’ultimo giro. Qualcosa, inutile girarci intorno, a Sepang è successo, esattamente come dicevano in molti nel paddock, lasciando intendere che Ducati e Bagnaia avrebbero giocato un qualche asso rimasto nella manica per una intera stagione. Questione di settaggi? Questione di componenti? Difficile da dire e probabilmente nessuno lo chiarirà mai. Quello che è certo, invece, è che Bagnaia ha confermato quello che ormai dice da un anno: non è questione di tecnica, ma di feeling. Ecco, quando il feeling c’è, c’è anche il solito Pecco (che così s’è ripreso anche la terza posizione in classifica generale).

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“Certo che sono felice – ha detto il 63 nell’intervista a caldo del parco chiuso, dopo aver sussurrato a qualcuno dei suoi di aver anche fatto i conti con un problema all’abbassatore – anche il team si merita davvero questo risultato: soffro io, ma soffrono anche loro. Non è facile, nulla è chiaro. Dalle difficoltà a essere così competitivi. Dobbiamo capire cosa è successo, non penso che si sia mai vista una situazione del genere. Dobbiamo capire cosa sta succedendo e continuare a lavorare come questo fine settimana. Sto provando qualcosa di nuovo che mi dà più feeling con la moto”.

“E’ stato veramente bravo” – ha detto Gigi Dall’Igna, riferendosi a Bagnaia, prima di raggiungere di corsa il box del Team Gresini, dove nel frattempo era già cominciata una festa grazie al secondo posto di Alex Marquez, che così è matematicamente vicecampione del mondo, e grazie al terzo posto di Fermin Aldeguer, che così è matematicamente rookie dell’anno. Per quest’ultimo, tra l’azzurro Gresini e il rosa delle maglie che nel suo box hanno sfoggiato per celebrare il successo, c’è stato anche il giallo, visto che subito dopo la bandiera a scacchi è arrivata la comunicazione di accertamenti per valutare la regolarità della pressione gomme. “Essere rookie dell'anno – ha commentato Aldeguer - era uno degli obiettivi di questa stagione. Oggi ce l'abbiamo fatta, eravamo molto vicini già in Australia, ma la gara non è andata bene. Sono felice di questa posizione. Oggi è stata una Sprint folle, anche per la pressione dell'anteriore. Io ho cercato di metterci tutto, ho pensato che fosse un problema di elettronica, non so se sarà confermato. Intanto grazie a tutti, alla famiglia, a Ducati, alla squadra”.

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“Sono stato nervoso tutta la gara – ha invece detto Alex Marquez - molto rigido, ma alla fine ci siamo arrivati. Siamo vicecampioni del mondo, con Marc che è in prima posizione anche se a casa. Adesso me la godo, abbiamo ancora tre gare davanti a noi per fare prove per l'anno prossimo e per godercela". Tre Ducati davanti a tutti, quindi, in una Sprint che ha regalato emozioni già nei primissimi giri, quando s’è creato gran traffico alle spalle di Pecco Bagnaia, con Alex Marquez a darsele da subito con Pedro Acosta (poi costretto a portare a casa il risultato a causa delle gomme che non ne potevano più e subire quindi anche il sorpasso di Fermin Aldeguer) e un Joan Mir in stato di grazia (prima di cadere tradito anche lui dalle gomme). Quinta piazza, invece, per Franco Morbidelli, scattato dalla quarta casella, ma costretto alla rimonta a causa di una partenza difficile. Subito dietro l’italobrasiliano ha invece messo le sue ruote Fabio Quartararo, a sua volta seguito da Marco Bezzecchi, protagonista di una importante rimonta che però non lo lascia di certo contento.

A terra, mentre era in lotta per la decima posizione, ma comunque per la prima volta in questa stagione, anche Luca Marini, mentre a chiudere la top ten, dietro Bezzecchi, sono stati Johann Zarco con la Honda del team LCR, Enea Bastianini con la KTM di Tech3 e Fabio Di Giannantonio con l’altra Ducati del Team Pertamina Enduro VR46. La Sprint dei collaudatori che si sono ritrovati in gara come wildcard o come sostituti, invece, è stata stravinta da Pol Espargaro, che ha chiuso undicesimo, mentre in coda Lorenzo Savadori con l’Aprilia s’è lasciato alle spalle Augusto Fernandez con la Yamaha M1 V4 e Michele Pirro con la Desmosedici del Team Lenovo.

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La classifica della Sprint di Sepang

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