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29 settembre 2025

Voi che attaccate Lewis Hamilton perché ha bidonato la Ferrari per stare con il suo cane, fatevelo dire chiaramente: non avete capito un caz*o

  • di Alice Cecchi Alice Cecchi

29 settembre 2025

Sono stati dei giorni difficili per Lewis Hamilton, alle prese con la morte del suo compagno di vita per tredici anni, Roscoe. Il pilota della Ferrari, per stare vicino al suo fido negli ultimi giorni, ha saltato i test del Mugello e la sfilata della Milano Fashion Week: tutti sconvolti, ma la verità è un’altra

Foto di ANSA

Voi che attaccate Lewis Hamilton perché ha bidonato la Ferrari per stare con il suo cane, fatevelo dire chiaramente: non avete capito un caz*o

Per Lewis Hamilton Roscoe non era “solo un cane”. Era il bulldog inglese che da dodici anni accompagnava Lewis Hamilton in giro per il mondo, nei box della Formula 1 come sui jet privati, nelle foto di Instagram come nei momenti più intimi. Un’ombra fedele che ha letteralmente visto le sue vittorie, le sue cadute e le sue rinascite. Negli ultimi mesi, però, il bulldog del britannico ha iniziato a stare male: malattie respiratorie e acciacchi che, per chiunque abbia un cane anziano, significano solo una cosa, il conto alla rovescia è iniziato. Hamilton lo ha portato con sé fino all’ultimo respiro, standogli vicino durante il coma che gli era stato indotto. Fine di un’epoca, e soprattutto fine di un rapporto che, per lui, era molto più di un animale domestico.

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Sui social questo momento delicato del sette volte campione del mondo è stato vissuto tra attacchi e prese in giro, oltre ai soliti discorsi per cui un pilota non dovrebbe preoccuparsi di queste questioni ma solo scendere in pista e correre. Anche perché, proprio in questi giorni, Sir Lewis sarebbe dovuto essere al Mugello per dei test con la rossa, poi a Milano per la sfilata della MFW, ma ha preferito rimanere vicino al suo amico a quattro zampe. “Ha bidonato la Ferrari”, “Meglio un cane che i tifosi”, “Questo è professionismo?”, “E allora Vettel piangeva per meno”: un coro di accuse che hanno trasformato una scelta intima in un caso da bar.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Lewis Hamilton (@lewishamilton)

C’è chi ha gridato allo scandalo per i test saltati al Mugello, chi ha storto il naso per l’assenza alla Milano Fashion Week. Come se la carriera e l’immagine contassero di più. E allora sì, va detto senza giri di parole: se pensi che Hamilton abbia sbagliato, sei tu a non aver capito. Perché ci dimentichiamo troppo spesso che i piloti non sono cyborg programmati per vincere, sorridere e, ad oggi, fare foto come i più bravi influencers, ma sono persone. E, paradossalmente, Lewis Hamilton - il sette volte campione del mondo, l’uomo da milioni di euro, il simbolo di glamour e successi - aveva probabilmente solo un vero punto fermo nella sua vita: Roscoe. Quell’amico silenzioso che non lo ha mai giudicato, che non lo ha mai tradito, che non gli ha mai chiesto niente se non presenza. E allora, se per una volta ha scelto il suo cane al posto della Ferrari, della moda e dei riflettori, non ha fatto un torto a nessuno. Ha semplicemente ricordato che, dietro al casco e ai titoli, c’è altro.

Roscoe nel paddock
Roscoe nel paddock. ANSA
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