Jeremy Clarkson non capisce Lewis Hamilton. Ho meglio, non capisce come sia possibile che un pilota possa, nell’arco di poche ore, essere sia fortissimo che scarsissimo, almeno secondo Jezza. Nella sua rubrica sul The Sun parla dei risultati del weekend in Cina, dalla performance pazzesca nella Sprint Race fino al quinto posto nella classifica finale del Gran Premio. Ma prima una premessa: “È importante per tutti in Formula Uno che la Ferrari vada bene perché tutti gli altri team sono aziende, e la Ferrari è più di questo. È il cuore e l'anima”. Da qui l’interessa per Hamilton: “Era fondamentale che il nuovo arrivato della squadra, Lewis Hamilton, uscisse dalle trappole come se fosse stato sparato da una pistola. E quanto sarebbe bello se fosse accaduto in Cina, di fronte a una folla che lo considera un dio”. In parte, in realtà, pare sia andata così Ma le aspettative sarebbero state soddisfatte solo a metà: “Mi ha fatto impazzire, lo ha fatto. Per la Sprint Race di Shanghai il veterano ha conquistato la pole position e poi si è staccato dal gruppo per vincere anche la gara”.

Peccato la curva discendente nella seconda metà del weekend: “Ciò che è interessante e preoccupante è che poche ore dopo, dopo aver fatto notizia in tutto il mondo, Lewis è riuscito a qualificarsi per l’evento principale solo al quinto posto. E durante la gara è stato così lento che ha lasciato che il suo compagno di squadra lo sorpassasse. E poi è stato squalificato”. Un po’ come vedere un film, adorare il primo tempo e volersi alzare a metà del secondo per uscire dal cinema: “Com'è possibile?” si chiede Jezza: “Posso capire che un'auto possa essere veloce su una pista e il weekend successivo, su una pista diversa, essere inutile”. Ma non sembra essere questo il caso: “Passare da eroe a zero sulla stessa pista? Nello stesso giorno? Non ha senso”. Insomma, Clarkson non capisce Hamilton. E voi?
