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28 febbraio 2025

Capezzone torna Libero? “Addio a Sechi”: scontro e “borsettate” tra i due direttori, “s’è bruciato il würstel” nel gruppo Angelucci? E Senaldi (secondo Lettera43 di Madron)...

  • di Redazione MOW Redazione MOW

28 febbraio 2025

Rottura imminente a Libero? Secondo indiscrezioni, lo scontro tra Capezzone (direttore editoriale) e Sechi (direttore responsabile) avrebbe raggiunto il punto di non ritorno, con titoli contestati e tensioni crescenti. Intanto, gli Angelucci impongono tagli e stop allo smart working, mentre il condirettore Senaldi avrebbe provato (invano) a mediare. Ma sarà vero? E cosa succederà?
Capezzone torna Libero? “Addio a Sechi”: scontro e “borsettate” tra i due direttori, “s’è bruciato il würstel” nel gruppo Angelucci? E Senaldi (secondo Lettera43 di Madron)...

Nel quotidiano Libero si starebbe consumando uno scontro interno che potrebbe portare a un imminente addio di Daniele Capezzone, direttore editoriale ex firma de La Verità. Secondo Lettera43, Capezzone starebbe (metaforicamente?) svuotando il suo ufficio e portando via scatoloni di libri, un gesto che in redazione sarebbe stato interpretato come il preludio alla rottura definitiva con il direttore responsabile Mario Sechi. Le tensioni tra i due sarebbero diventate ormai incontenibili, con scontri frequenti su scelte editoriali e titoli in prima pagina.

Guerra sui titoli: il würstel bruciato e le borsettate alla sinistra

Sempre secondo il sito diretto da Paolo Madron, due titoli avrebbero segnato il punto di non ritorno nella guerra fredda tra Capezzone e Sechi. Il primo, “S’è bruciato il würstel”, in riferimento ai risultati elettorali in Germania, non avrebbe incontrato il favore di Capezzone. Il secondo, “Borsettate alla sinistra”, sul caso Santanchè, avrebbe suscitato ulteriori malumori. A quel punto, Sechi avrebbe chiuso la discussione con un secco: «Mi vuoi insegnare tu come si fa un giornale?».

"Borsettate alla sinistra": uno dei titoli che sarebbero stati discussi tra i due direttori di Libero
"Borsettate alla sinistra": uno dei titoli che sarebbero stati discussi tra i due direttori di Libero

Senaldi nel ruolo di paciere, ma senza successo?

Il condirettore Pietro Senaldi avrebbe provato a mediare tra i due contendenti, ma senza successo. Secondo Lettera43, Capezzone non avrebbe simpatia per il collega e non avrebbe gradito il suo tentativo di mettere pace.

Ma il malcontento non si fermerebbe ai singoli dissapori tra direttori. Il gruppo Angelucci, proprietario di Libero, Il Giornale e Il Tempo, starebbe attraversando una fase di riorganizzazione che starebbe creando tensioni anche a livello gestionale.

Un supplemento economico che divide?

Tra le questioni più spinose ci sarebbe il progetto di un nuovo supplemento economico, che coinvolgerebbe tutte le testate del gruppo. Secondo Lettera43, il vicedirettore de Il Giornale, Osvaldo De Paolini, starebbe lavorando al progetto con ambizioni importanti, ma ci sarebbero dubbi sulle risorse necessarie per sostenerlo. Sechi, in particolare, sarebbe preoccupato per il rischio di sottrarre ulteriori forze a una redazione già in affanno.

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Angelucci come Trump? Stop allo smart working e via le auto aziendali?

Sempre secondo Lettera43, gli Angelucci avrebbero adottato un approccio “trumpiano” alla gestione aziendale, abolendo lo smart working e imponendo ai dipendenti di rientrare in sede, scatenando il malcontento di chi si era abituato a lavorare da remoto. Ma non sarebbe finita qui: anche l’uso delle auto aziendali per i giornalisti de Il Giornale (altro di proprietà Angelucci) starebbe per essere tagliato, in seguito al trasferimento della redazione dalla storica sede di via Negri, nel cuore di Milano, alla periferia del quartiere Isola.

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