Roma, Ponte Milvio. Lì i tifosi laziali, accanto ai lucchetti degli innamorati, cantano contro il presidente Claudio Lotito: vogliono che se ne vada. Nel quartiere Colli Albani, invece, gli ultras biancocelesti hanno aperto il pub Maledetti Laziali, vicino alla ex sede degli Irriducibili, gruppo della curva Nord guidato da Fabrizio Piscitelli, Diabolik, fino al suo omicidio. Sempre lì ci sono la sede di Forza Nuova e la Bisteccheria d’Italia. Il ristorante è il tema più discusso degli ultimi giorni: Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia, fino al 26 febbraio scorso era in società con Miriam Caroccia, figlia di Mauro Caroccia, ritenuto prestanome di Michele Senese, “O Pazz”. Michele Senese, nella Roma che mastica calcio, porta a fare subito un collegamento: Piscitelli Diabolik. E anche ora che Piscitelli non c’è più, quel filo non si sarebbe ancora rotto. Il Fatto Quotidiano ha rivelato che la famiglia di Ettore Abramo, detto “Pluto”, l’erede in curva di Daibolik, sarebbe coinvolta nel mondo dietro alla Nord. La figlia di Pluto, Alessandra Abramo, sarebbe nella società “Noi Oltre 365”, che fornisce il materiale del merchandising della Voce della Nord, gruppo della tifoseria organizzata biancoceleste attivissimo nella protesta contro Lotito. Sono loro a fare i comunicati e a spiegare i motivi dello scontro con la dirigenza. Sempre la “Noi Oltre 365”, poi, avrebbe permesso l’apertura del pub ai Colli Albani. Secondo il Fatto, quindi, un legame tra i Senese alla Nord esisterebbe ancora.
Ettore Abramo era amico e fedelissimo di Diabolik, e anche lui avrebbe avuto rapporti con il clan Senese. Pluto è stato condannato nell’inchiesta “Grande Raccordo Criminale”, in cui era finito anche Piscitelli, e poi arrestato il 5 dicembre scorso nell’ambito di un’inchiesta sui business dei Senese. “Affari di famiglia”: così si chiama l’indagine in cui è finito Caroccia, volto della Bisteccheria d’Italia. Quelli di Abramo sono anche affari di stadio.
E sempre la mobilitazione contro Lotito è la ragione dell’operazione dei Carabinieri in una stamperia a Marino dove veniva prodotto materiale per la protesta come manifesti e volantini. Dietro alla tipografia ci sarebbero gli stessi proprietari del pub Mcm Lazio Beer&Shop, a Frascati, e di un altro negozio di materiale relativo alla curva, sulla Tuscolana. Il presidente ha sporto denuncia per stalking e minacce. Da una parte la manifestazione di dissenso è legittima, dall’altra – come scrive Repubblica - l’eco dell’azione della curva laziale ha attirato le attenzioni degli investigatori, che hanno individuato una “capacità organizzativa” tale da “risultare particolarmente compatibile con la rinomata organizzazione di tipo militare dei gruppi di tifo ultras, ed in particolare con quello dei cosiddetti Ultras Lazio, eredi degli Irriducibili di Fabrizio Piscitelli”.