Roberto Vannacci è un vecchio generale ma un giovane leader, una combo pericolosissima, e per un liberale persino tossica. Come tale è sicuramente competente in fatto di disciplina e riesce a gestire un vocabolario relativamente accettabile rispetto a quello di molti suoi competitor. D’altro canto sta vivendo ora la primavera delle sue sventure, un po’ come un novello giovane Werther, uno Jacopo Ortis della nostra politica.
La sua avanzata, sua e delle sue valchirie con tasso alcolemico superiore ai livelli consentiti, è tra rovi e rose, come si addice a un uomo romantico come lui, in equilibrio tra titanismo e nostalgia canaglia. Certo, qualche segnale da barbagianni c’è e lui deve farci i conti.
Mentre continua a crescere nei sondaggi (e per un leader in ascesa è sicuramente l’unica cosa che conta), qualche cappella l’ha infilata anche lui, a partire dalla battutaccia sulle donne che preferisce senza gonna. Sarà la carriera tra camerati, ma se ti fa ridere una battuta pensa quanto poco gentil sesso, letteralmente, hai visto in vita tua (è una battuta Generà).
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“Voglio una donna”, ma con la gonna o senza? Tajani la veste, Vannacci la spoglia onorando il berlusconismo. E se Vecchioni diventasse l’inno di una possibile coalizione?
Noi ne abbiamo scritto, perché la nostra Marika Costarelli è andata un po’ in confusione: ma questa destar le gonne le vuole lunghe (Tajani), corte (come ai tempi di Berlusconi), o non le vuole per niente (Vannacci?)
Poi abbiamo scritto della guerra dei loghi, tra Futuro Nazionale (il ladro) e Nazione Futura (la vittima), il think tank di destra di cui è presidente Francesco Giubilei.
In Sardegna poi lo scaricano in 500 per andare con Marco Rizzo. Marco Rizzo, mica Winston Churchill.
Poi l’esempio di Ulisse come uomo del patriarcato mediterraneo: evidentemente Vannacci vuole gli eroi astuti che si fingono pazzi per evitare la guerra e tradiscono le mogli.
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Lasciamo stare il passato, come che i gay in Italia stan bene come stanno perché possono guidare. O che un leader di partito dà un’indicazione politica e se ne frega di fare i conti per evitare di promettere aria fritta. O che il dizionario Zingarelli è per lui lo Zingaretti (troppo Montalbano la sera?).
Vannacci, giovane e inesperto, è forte di passione e scarso di competenza, come un nuotare che vuole vincere una gara senza tecnica ma sbracciando più di tutti. Il bello è che qualcosa potrebbe pure ottenerlo, persino il terzo posto o quarto posto nei sondaggio (ora è all’8%). Evidentemente agli italiani piace ancora la schiuma sugli occhi.