Chi è la “vera famiglia” di Michael Jackson? Sono i Cascio, origini italiane, gente del New Jersey che prima aveva un ristorante e poi è diventata parte del mondo più privato del re del pop. Tanto che Jackson passa spesso da casa loro, sta con i bambini. L’attenzione rivolta ai figli dei Cascio, però, avrebbe superato i limiti. Per decenni i bambini avrebbero subito molestie da parte del cantante, definito di recente al Daily Mail un “predatore seriale”. Un’accusa che più volte è stata mossa nei confronti di Jackson: già nel 2003, infatti, il documentario Living with Michael Jackson aveva raccontato la storia di Gavin Arvizo, che in tribunale confessò di essere stato molestato dalla star quando aveva poco più di dieci anni. In quel caso Jackson venne assolto. Nel 2019 un altro documentario, Leaving Neverland, riporta la testimonianza di due uomini, Wade Robson e James Safechuck, entrambi vittime di presunti abusi quando erano dei minori. Quello è il momento che cambia tutto: Aldo Cascio, uno dei figli della “vera famiglia”, capisce che le presunte attenzioni ricevute da Jackson in realtà erano violenze. I Cascio, dopo anni di silenzio, hanno deciso di parlare. Lo hanno fatto in maniera dettagliata, descrivendo molti aspetti del modus operandi di Jackson e delle strategie usate per molestare i minori senza essere scoperto. Accuse che chiaramente dovranno essere discusse di fronte alla giustizia. Ora hanno parlato, ma nel 2019 avevano firmato un accordo per non divulgare informazioni riguardanti la loro vita con il re del pop. In altre parole: sarebbero stati pagati per rimanere in silenzio. Così almeno dice il loro legale, Howard King. Quell’accordo è oggi oggetto di disputa tra la famiglia e il Michael Jackson Estate, società che controlla il patrimonio della star. Abbiamo contattato proprio l’avvocato Howard King, che si sta occupando del caso e che assiste la famiglia Cascio. Ci ha inviato uno scambio di lettere tra lui e il difensore dell’Estate, Martin Singer, uno dei più quotati nel mondo dello showbiz, definito “l’incubo dei degli studios e dei tabloid” o “il sicario legale più importante di Hollywood”. Nella conversazione, Singer sostiene che l’uscita integrale dell’intervista rilasciata al Daily infrangerebbe quanto stabilito dal contratto firmato nel 2019: la penale ammonterebbe a oltre 3 milioni di dollari, ovvero la cifra - riporta Singer – ottenuta dalla famiglia, più gli interessi. L’avvocato californiano afferma che la cosa “è molto seria” e che una volta uscita l’intervista non ci sarà altra strada per i Cascio se non pagare. Inoltre, sottolinea che il tribunale avrebbe già stabilito che l’accordo precedentemente firmato è valido, e che la vicenda dovrà risolversi in arbitrato.
Ma l’avvocato King replica con una lettera in risposta alla “minaccia di mandare in bancarotta” la famiglia Cascio: King afferma che nonostante la conoscenza dei presunti abusi di Michael Jackson su minori (non solo sui Cascio) e la descrizione accurata della metodologia, Singer e l’Estate stiano continuando senza “nessun senso di decenza e integrità” questa battaglia legale. Una condotta che punterebbe a distogliere l’attenzione dalle molestie e dalla complicità dell’Estate attraverso le dichiarazioni pubbliche in cui i Cascio vengono descritti come “bugiardi” e “ricattatori”. King risponde dicendo che la famiglia non verrà tenuta in silenzio: “Non esiste obbligo per i fratelli Cascio coinvolti nella causa federale ad andare in arbitrato, né esiste un accordo valido che liberi Michael Jackson o il suo Estate da responsabilità per i crimini o per l’insabbiamento”. Insomma, niente risoluzione tra privati. I Cascio andranno avanti. Già nella causa depositata il 27 febbraio Jackson veniva definito “un predatore seriale di bambini che, nel corso di più di un decennio, ha drogato, violentato e aggredito sessualmente ciascuno dei querelanti, a partire da quando alcuni di loro avevano solo sette o otto anni”.
King prosegue, accusando Singer e l’Estate di voler “riscrivere la storia” e ricordando che sia nel 2019 (nelle carte del processo si parla di “cinque pagamenti annuali di circa 690.000 dollari” offerti) che nel 2024 sarebbe stato proprio l’Estate a contattare i Cascio per concordare una “compensazione adeguata” per ciò che avrebbero subito. L’incontro del 2024, alla presenza dello stesso King, avrebbe puntato a costruire una narrazione della famiglia Cascio come composta da “ricattatori” per mitigare l’effetto della resa pubblica delle accuse: il vero scopo dell’Estate, infatti, secondo King sarebbe stata la “glorificazione” del re del pop nel film che uscirà a breve (Michael, biopic interpretato dal nipote di Jackson). La lettera si chiude così: “Contesteremo con forza in tribunale la validità della presunta liberatoria nascosta nel contratto ‘Life Rights’ del 2019, che secondo noi il Jackson Estate ha indotto in maniera fraudolenta i Cascio a firmare”.