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21 aprile 2023

Ok, ma chi ca**o è Artem Uss, l’imprenditore russo evaso e scappato in auto dall’Italia, figlio del governatore vicino a Putin?

  • di Roberto Vivaldelli Roberto Vivaldelli

21 aprile 2023

Artem Uss è evaso dagli arresti domiciliari che stava scontando nel Milanese ed è fuggito in auto dall’Italia. Gli Stati Uniti volevano l’uomo d’affari, anche se apparentemente non ne avevano diritto. La mancata consegna del faccendiere russo alle autorità americane potrebbe aver irritato - e non poco - Washington. E ora? Ecco chi è Artem Uss, cos’è successo e le implicazioni politiche del caso
Ok, ma chi ca**o è Artem Uss, l’imprenditore russo evaso e scappato in auto dall’Italia, figlio del governatore vicino a Putin?

Artem Uss è evaso lo scorso 22 marzo dai domiciliari, che stava scontando in un’abitazione a Basiglio (nel Milanese) di proprietà della moglie. Uss era stato arrestato il 17 ottobre scorso a Malpensa: sull’imprenditore russo pendeva un’accusa, avanzata dagli Usa, di aver violato l’embargo nei confronti del Venezuela, trafficando petrolio estratto nel Paese sudamericano. Due giorni prima della fuga, la Corte d'Appello di Milano aveva detto sì all’estradizione negli Stati Uniti. Come spiega Errico Novi su Il Dubbio Nordio, tuttavia, si è trovato nella sgradevole condizione di dover gestire «sollecitazioni indebite da parte degli Usa, alle quali ha replicato in una propria missiva del 6 dicembre 2022». Sull’imprenditore russo, infatti, come riportato dal Corriere della Sera, gravava una precedente richiesta di estradizione trasmessa all’Italia dalla Russia, risalente al 9 novembre 2022. Sulle base delle convenzioni internazionali, il ministro Nordio avrebbe dunque dovuto estradare l’imprenditore in Russia, e non negli Stati Uniti, nonostante le forti pressioni provenienti da Washington. Certo, Mosca ha presentato richiesta di estradizione per salvare l’imprenditore vicino al Cremlino, ma il ministro italiano non avrebbe potuto scendere del merito e avrebbe dovuto consegnare Uss a Mosca, e non a Washington. Almeno in teoria. Nella pratica la «fedeltà atlantica» del governo Meloni verso Washington avrebbe potuto prevalere.

Artem Uss
Artem Uss

Chi è Artem Uss

Il 40enne imprenditore russo è figlio del governatore siberiano Alexander Uss, vicino al presidente Vladimir Putin. Come spiega La Repubblica, Artem Uss sarebbe stato aiutato nell'evasione da un gruppo operativo composto da meno di dieci persone, pare 6 o 7 in tutto, alcune già identificate e indagate (quattro o cinque in totale) e altre da identificare e forse anche dai servizi russi. Uss ha lasciato l’Italia in automobile, cambiando più auto e con documenti falsi. Sarebbe arrivato in Slovenia attraverso il confine triestino. Giunto in Serbia - Paese storicamente amico della Federazione Russa - sarebbe rientrato in patria in aereo.

Le possibili implicazioni internazionali del caso

La mancata consegna del faccendiere russo alle autorità italiane potrebbe aver irritato - e non poco - Washington, posto che gli Stati Uniti, come spiegato poc’anzi, non avevano alcun diritto di ottenerne l’estradizione. Il resto fa parte del teatrino della nostra politica che litiga sul dito (la fuga) ma non vede la luna (le pressioni americane).

Carlo Nordio e Giorgia Meloni
Il ministro Nordio con Giorgia Meloni

La polemica politica

Sul caso si è infiammato lo scontro politico. Il ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha sottolineato che il collega ministro della giustizia Carlo Nordio (che ha avviato una discussa azione disciplinare a carico dei giudici della Corte d'Appello di Milano che si sono occupati di Uss) «ha fatto bene a intervenire. Se c’è stata una mancanza dei magistrati - ha detto al Tg1 - è giusto che sia intervenuto». Nordio gode della piena fiducia della maggioranza: tant’è che avrebbe avuto un incontro chiarificatore con il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dal quale sarebbe emerso un sostegno su tutta la linea da parte del capo del governo.

Di tutt’altro avviso Giuseppe Santalucia, presidente dell'Associazione nazionale magistrati, che in un’intervista a La Stampa si è detto «sconcertato» per «l’invasione di campo inaccettabile e senza precedenti, che apre uno scontro tra poteri costituzionali, mina lo stato di diritto ed evoca quanto accade in Paesi come Polonia e Israele». Per il presidente facente funzioni del Tribunale di Milano Fabio Roia, intervenendo all'assemblea straordinaria indetta dalla giunta milanese dell’Anm, quella di Nordio è una «deriva pericolosa», un’azione che «scardina il principio di separazione dei poteri». Contro il ministro della giustizia anche la segretaria del Pd, Elly Schlein: «Abbiamo già chiesto un'informativa urgente al ministro Nordio, perché ci è parso non solo grave quanto è accaduto con l'evasione di Uss, ma ci è parso grave anche l'imbarazzante scaricabarile che abbiamo visto da parte del governo» ha sottolineato.

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