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7 luglio 2025

Omicidio Poggi, MA COSA C’ENTRA LA MORTE DI CHIARA CON QUELLA DI Roberta Ragusa? Testimoni scomodi come per il fratello Marco? Era davvero in hotel in Trentino con i genitori la mattina del delitto o era tornato a Garlasco?

  • di Giulia Ciriaci Giulia Ciriaci

7 luglio 2025

Albina Perri, direttrice di Giallo, denuncia le reazioni violente a ogni tentativo di mettere in discussione la narrazione consolidata sul delitto di Garlasco. Dopo l’ultima intervista pubblicata dal settimanale, i giornalisti sono stati aggrediti per aver solo raccolto un ricordo incerto di un albergatore. La Perri ricorda anche il caso di Roberta Ragusa: allora come oggi, chi portava testimonianze scomode veniva smentito e screditato. Ma alcune di quelle “voci false” hanno portato a una condanna. Forse, dice, basterebbe solo una cosa: dare tempo all’inchiesta. E smettere di trattare chi parla come un bersaglio…

Foto di ANSA

Omicidio Poggi, MA COSA C’ENTRA LA MORTE DI CHIARA CON QUELLA DI Roberta Ragusa? Testimoni scomodi come per il fratello Marco? Era davvero in hotel in Trentino con i genitori la mattina del delitto o era tornato a Garlasco?

Dici Garlasco e pensi al sangue. Alla villetta, alle scale, al corpo di Chiara. Ma il vero spargimento, quello più lento, quello che non si pulisce con la candeggina, è quello delle parole. Perché oggi, a diciotto anni da quel giorno, se provi a raccontare una versione diversa da quella già scritta, non ti aprono un microfono. Ti aprono il fuoco. Albina Perri, direttrice del settimanale Giallo, è abituata a starci dentro, al tritacarne. E infatti non fa giri di parole: “Il caso di Garlasco è sempre più inquinato e chi, come noi, prova ad andare oltre la narrazione che è sempre stata fatta in questi 18 anni viene aggredito. Con una violenza inaudita.” L’ultimo numero del settimanale ha acceso la miccia: un’intervista a un albergatore che, con semplicità, ha detto di non ricordare se Marco, il fratello di Chiara, fosse davvero in hotel con i genitori il giorno del delitto. Apriti cielo. Accuse, attacchi, delegittimazioni. “Noi falsi, l’albergatore falso.” E qui la Perri fa un salto indietro, raccontando un episodio che oggi suona come una profezia. Anni fa, per il caso dell’omicidio di Roberta Ragusa, un giornalista di Giallo intercettò una testimone: Silvia Piampiani, che parlò di macchie di sangue proprio nel punto dove Loris Gozi aveva visto Antonio Logli litigare con la moglie la sera della scomparsa.

Chiara Poggi
Chiara Poggi
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Nessuno volle darle credito. “La Piampiani è una testimone falsa, non è attendibile perché è considerata una persona psichiatricamente instabile”, disse un noto giornalista che oggi, guarda caso, pontifica di deontologia. Giallo invece l’intervista la pubblicò. E ci fece anche il titolo. Furono attaccati allora, come oggi. Ma sapete com’è andata a finire? Silvia Piampiani è stata una delle quattro testimoni chiave per far condannare Logli. E ora come allora, si finge di non capire che la gente non parla perché ha paura di finire nel fango. Perché il “non è attendibile” è diventato la scusa preferita per silenziare chi disturba il racconto. “Ai colleghi e a tutti chiedo di dare alla nuova inchiesta una possibilità. Perché attaccarla a priori? Tempo al tempo…” chiede Albina Perri. Ma intanto chi prova a raccontare qualcosa che non quadra, si prende del bugiardo. E chi magari sa qualcosa, resta zitto. Perché da queste parti, dire la verità è diventato pericoloso.

Antonio Logli, il marito di Roberta Ragusa
Antonio Logli, il marito di Roberta Ragusa

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di Giulia Ciriaci Giulia Ciriaci

nuove ipotesi…

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di Giulia Ciriaci Giulia Ciriaci

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