Nel luglio 1983, Sabrina Calitti, ex allieva della scuola di musica Ludovico Da Victoria, testimoniò che l'ultima volta che vide Emanuela Orlandi fu al momento dei saluti sul portone della scuola. Tuttavia, poco dopo, vicino alla fermata dell’autobus in corso Rinascimento, la Calitti affermò di non aver visto la ragazza scomparsa. Quella dichiarazione, seppur inizialmente lasciata fuori dal quadro delle indagini ufficiali, ha assunto un'importanza fondamentale negli anni, diventando un elemento chiave nella ricostruzione degli ultimi attimi di Emanuela. Recentemente, la Commissione d’inchiesta che indaga sul caso Orlandi e quello di Mirella Gregori, aveva programmato di ascoltare nuovamente Sabrina Calitti. Ma l’audizione, che avrebbe dovuto chiarire ulteriormente il mistero sugli ultimi momenti della ragazza prima della sua sparizione, è stata annullata. Il presidente della Commissione, Andrea De Priamo, ha confermato che la Calitti ha disdetto l'impegno "per motivi strettamente personali", senza proporre una nuova data, suscitando perplessità, dato che la convocazione era stata concordata. La posizione di Sabrina Calitti è stata sempre singolare: è l’unica tra le compagne di Emanuela che ha negato di averla vista alla fermata dell’autobus. Questo dettaglio è cruciale, considerando che altre ragazze della scuola avevano invece confermato di aver visto Emanuela lì. La scomparsa di Emanuela, avvenuta proprio davanti alla fermata, a pochi passi dalla scuola di musica collegata al Vaticano, ha alimentato fin da subito numerose ipotesi.


Il fatto che il monsignore Don Pietro Vergari, che gestiva la scuola, fosse stato indagato per il sequestro della ragazza, aggiunge un ulteriore strato di mistero a questa vicenda. Nel frattempo, altre testimonianze hanno gettato luce su nuovi dettagli. Un articolo di Fqmagazine ha riportato una dichiarazione del vigile urbano Alfredo Smabuco, deceduto recentemente, che parlava di un uomo con una BMW, noto come "l'uomo della BMW", visto parlare con Emanuela non solo all'ingresso, ma anche all'uscita della scuola. Un episodio che potrebbe essere cruciale per comprendere gli ultimi attimi della ragazza. Le dichiarazioni della Minardi, amante di Enrico “Renatino” De Pedis e testimone chiave del caso, hanno riportato in auge le indagini, rivelando che fu lei stessa a trasportare Emanuela con la BMW dal bar Gianicolo al Vaticano, dove, secondo la sua testimonianza, la ragazza fu consegnata a un prelato. A distanza di anni, però, molte domande rimangono senza risposta e, a commentare la mancata audizione di Sabrina Calitti anche il fratello Pietro: “Per indisponibilità si può chiedere di rinviare, è capitato. Purtroppo non serve continuare a chiamare chi non può dare contributi importanti. Lei dice di non aver visto Emanuela alla fermata, il contrario di quanto dissero le altre due compagne. E' possibile anche perché lei dice di aver salutato Emanuela al portone della scuola e si è incamminata. Emanuela avrà aspettato qualche minuto perché l'uomo Avon le disse che l'avrebbe aspettata fuori scuola per darle i volantini e materiale da far vedere a casa. Non vedendolo sarà tornata alla fermata dove l'aveva incontrato prima di entrare a scuola e la Calitti ormai era già andata via e per questo ricorda di non averla vista alla fermata. Emanuela non doveva prendere l'autobus doveva andare a piedi dalla parte opposta ad un appuntamento con la sorella, evidentemente è tornata su Corso Rinascimento sperando di incontrare la persona che le aveva offerto il lavoro. Sarebbero ben altre le persone da ascoltare e una lista ce l'hanno. C'è qualcuno soprattutto tra i consulenti che cerca di tenere l'attenzione sulla pista amicale, termine che piace a tanti”.

