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Roberto Salis su Chico
Forti che torna in Italia:
“Spero che per Ilaria
non servano 24 anni….”

  • di Giulia Sorrentino Giulia Sorrentino

2 marzo 2024

Roberto Salis su Chico Forti che torna in Italia: “Spero che per Ilaria non servano 24 anni….”
Abbiamo chiesto a Roberto Salis, padre di Ilaria, detenuta in Ungheria, se la notizia del ritorno in Italia di Chico Forti possa essere un segnale confortante anche per la vicenda della figlia. Ma la risposta che ci ha dato è lapidaria: “I due casi non sono collegati e sono diversi l'uno dall'altro”. E mentre spera che “avvenga un pochino prima dei 24 anni, perché se fossero questi termini non ci sarebbe neanche bisogno del governo”, ci ha detto di essere certo che le istituzioni sono al lavoro: “Non credo che non stiano facendo nulla…”

di Giulia Sorrentino Giulia Sorrentino

La storia di Ilaria Salis che tanto aveva scosso le nostre coscienze sembra essere caduta nel dimenticatoio, anche se, fortunatamente, non per tutti. Non appena ci è giunta la notizia del rientro in Italia di Chico Forti, abbiamo pensato a Ilaria e a suo padre Roberto Salis. Ciò che li unisce non è né il tipo di reato né il percorso giudiziario, come ci tiene a sottolineare lo stesso Salis, che abbiamo contattato, nel momento in cui ci dice che: “Da una parte c'è un cittadino italiano che è stato processato per un omicidio ed è stato ritenuto colpevole con una pena all'ergastolo. Nel caso di Ilaria abbiamo una persona che non ha ancora fatto il processo, che è accusata di reati per i quali lei si dichiara innocente”. Ma ciò che, almeno secondo noi, unisce queste due vicende è la speranza di un ritorno in patria di entrambi. Speranza che per Roberto “cresce o si abbassa in funzione di quello che viene fatto per Ilaria, non in funzione di quello che viene fatto per Forti”. Ma il governo sta ancora lavorando sul caso di Ilaria Salis? E come mai una parte dell'informazione vuole sminuire le azioni del governo? Riferendosi a una certa stampa il padre di Ilaria ci ha precisato che “Ho chiesto anche espressamente, quando mi è stato possibile, di abbandonare questi atteggiamenti che non servono assolutamente a nulla”.

Le manifestazioni per Ilaria Salis
Le manifestazioni per Ilaria Salis

Roberto Salis, come ha appreso la notizia del rientro in Italia di Chico Forti? Le ha dato speranza per sua figlia Ilaria?
Sono due casi completamente diversi. È sicuramente una buona notizia per lui, nonché per tutto il paese. Ma non vedo una correlazione netta e definita con il caso di mia figlia. La mia speranza cresce o si abbassa in funzione di quello che viene fatto per Ilaria, non in funzione di quello che viene fatto per Forti.

Mi riferivo al fatto che, come il governo non si è voltato dall'altra parte con Chico, probabilmente non lo sta facendo neanche con Ilaria.

Spererei che avvenisse un pochino prima dei 24 anni, perché se fossero questi termini non ci sarebbe neanche bisogno del governo, dato che è la pena massima che viene richiesta per mia figlia e quindi mia figlia dopo 24 anni uscirebbe anche senza nessuna azione. Sono due casi completamente diversi: da una parte c'è un cittadino italiano che è stato processato per un omicidio ed è stato ritenuto colpevole con una pena all'ergastolo. Nel caso di Ilaria abbiamo una persona che non ha ancora fatto il processo, che è accusata di reati per i quali lei si dichiara innocente, il processo è stato istruito in modo criticabile e le accuse che noi conosciamo in questo momento non sono più di tanto fondate. Il reato che ha commesso mia figlia in Italia non sarebbe punibile, perché non c'è querela da parte della controparte o, anche se ci fosse querela, sarebbe considerato punibile con tre anni, mentre lì viene tenuta in detenzione cautelare, nonostante non ci sia la querela da parte della controparte. Viene minacciata con pene per 24 anni, quindi otto volte maggiori di quelle che sono previste in Italia. Sono quindi due casi completamente diversi che vanno affrontati in modo completamente diverso.

Roberto e Ilaria
Roberto e Ilaria

Ma questo non ha acceso in lei la speranza che il nostro governo non dimentichi i cittadini italiani detenuti all'estero?

Io lo so benissimo che il governo sta lavorando per mia figlia, per cui io non ho questo dubbio. Non è che io creda che il governo non sta facendo nulla. Secondo me, fino a metà gennaio non si è fatto quello che si poteva fare, ma adesso mi pare che ci siano delle azioni in corso. Alla fine, quello che contano sono i fatti e le chiacchiere non servono a nulla. Bisogna fare i fatti da un punto di vista diplomatico e continuare a sensibilizzare l'opinione pubblica su alcune storture che ci sono In Europa e in particolare in Ungheria per quanto riguarda lo stato di diritto.

Quindi mi può confermare che il governo non ha abbandonato Ilaria Salis?

Ma questo non l'ha mai detto nessuno. I ministri mi hanno ricevuto, so che l'ambasciatore si sta muovendo, abbiamo degli scambi di messaggi con il ministero. Su cose di questo tipo c'è il fare o non fare, non c'è il provare. Provare a dare una mano a Ilaria non serve a nulla, bisogna ottenere qualcosa.

Mi riferivo a una certa stampa che per andare contro il governo utilizza la vicenda di Ilaria Salis nei termini di cui sopra.

Io non ho passione e nessun interesse, ma anzi credo che sia controproducente per mia figlia, scatenare delle polemiche politiche. Io chiedo e ho chiesto anche espressamente, quando mi è stato possibile, di abbandonare questi atteggiamenti qui che non servono assolutamente a nulla. Bisogna che il governo italiano si faccia sentire in tutte le sedi possibili, perché le dichiarazioni del ministro degli Esteri ungherese sono inaccettabili per arroganza, violazioni del diritto e per l'interferenza diretta con la magistratura del suo paese. Il potere esecutivo in Ungheria non può interferire con il potere giudiziario e poi venire in Italia a dire che ci sono i giornalisti italiani che stanno interferendo con il potere giudiziario ungherese. Queste sono affermazioni inaccettabili che devono essere rimandate al mittente con grande sdegno, non solo dall'Italia, ma anche dall’Europa tutta. Queste cose, nella comunità europea, con le regole che ci siamo dati sullo stato di diritto, non devono essere tollerate.

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