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Stellantis in crisi: meno 27% di produzione. L'auto italiana è SULL'ORLO DEL BARATRO?

  • di Beniamino Carini Beniamino Carini

9 luglio 2025

Stellantis in crisi: meno 27% di produzione. L'auto italiana è SULL'ORLO DEL BARATRO?
Nei primi sei mesi del 2025 la produzione di Stellantis in Italia è crollata del 27%, con punte drammatiche in stabilimenti come Modena e Melfi. Il sindacato Fim-Cisl denuncia ritardi negli investimenti, licenziamenti e uso massiccio di ammortizzatori sociali. Una crisi annunciata, frutto di scelte industriali miopi più che di colpe europee

di Beniamino Carini Beniamino Carini

Il motore s’è spento. Stellantis in Italia non arranca: sta crollando. Nei primi sei mesi del 2025 il colosso dell’auto ha messo in fila un altro mezzo disastro: -27% di produzione rispetto al 2024, che già non era stato un anno da bottiglie stappate. Appena 221.885 veicoli usciti dagli stabilimenti italiani, e se si guardano solo le auto la musica è ancora più stonata: -33,6%. Un’autostrada in discesa, senza freni. E la crisi – diciamolo – non è piovuta dal cielo. Altro che Green Deal o “l’Europa cattiva”, come ha provato a dire il ministro Urso: Stellantis il disastro l’ha firmato con le sue mani. Anni di scelte sbagliate, investimenti rinviati, modelli riciclati e stabilimenti sempre più vuoti. Basta farsi un giro tra i capannoni per capire l’aria che tira. A Modena, regno di Maserati, la produzione è crollata del 71,9%: appena 45 auto in sei mesi. Gli operai? In gran parte in solidarietà, fabbrica semi-spenta. A Melfi si lavora poco più della metà del tempo. A Mirafiori si fanno promesse (la Fiat 500 ibrida, tanto per cambiare), ma intanto si licenzia e si produce il 21,5% in meno. E a Pomigliano, dove regna la Panda, il calo è del 24%. La tanto decantata piattaforma Stla Small, base dei modelli compatti del futuro? Arriverà, forse, nel 2028. Una vita.

John Elkann
John Elkann Ansa

E la gigafactory di Termoli? Una soap opera. Doveva aprire nel 2026, poi slittata, ora tutto fermo. Il sindacato è su tutte le furie e ha chiesto un incontro urgente con il ministro. Peccato che gli incontri, da soli, non rimettano in moto i robot. La verità? Stellantis è rimasta ferma mentre il mondo correva. Mentre la Cina innovava e gli Usa sfornavano Tesla come patatine, l’ex Fiat si aggrappava ai soliti modelli truccati con un po’ di ibrido e tanto marketing. Risultato: quote di mercato perse, un indotto che soffoca e previsioni da brivido. La FIM-CISL stima che nel 2025 si arriverà a 400.000 veicoli totali, contro i 475.000 dell’anno scorso. E se il trend continua, tra qualche anno rischiamo di ricordare le auto italiane come oggi ricordiamo le cabine telefoniche: simboli di un passato glorioso, abbandonati per sempre. Il motore dell’Italia industriale sta tossendo, non rimane che sperare nel nuovo Ad Antonio Filosa.

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