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4 novembre 2024

Valencia, perché così tanti sono morti in auto durante l'alluvione? I parcheggi cimitero e l'orrore scoperto dei sub: “Centomila veicoli coinvolti”

  • di Domenico Agrizzi Domenico Agrizzi

4 novembre 2024

I sub sono all’opera per cercare le vittime rimaste sommerse dall’alluvione che ha colpito Valencia. Parcheggi sotterranei, sottopassaggi, piani interrati: luoghi inondati e che sono ancora pieni di fango. Ma la maggior parte delle vittime pare si trovasse ancora in auto nel pieno dell’emergenza: com’è mai? Eppure, le indicazioni sono chiare in quelle situazioni: non uscire e non mettersi in macchina. Colpa dei ritardi nella comunicazione dell’allerta? E per gli esperti i veicoli coinvolti sarebbero circa 100mila…
Valencia, perché così tanti sono morti in auto durante l'alluvione? I parcheggi cimitero e l'orrore scoperto dei sub: “Centomila veicoli coinvolti”

“Il maledetto messaggio di emergenza ci è arrivato quando stavamo per morire. C’erano già due metri d’acqua”: così Luis Miguel Sáez, un residente di Benetússer, vicino Valencia, ha descritto quei momenti prima dell’alluvione. Ciò che si nota immediatamente è il gran numero di macchine appoggiate una sopra l’altra. Molti dei morti (per ora 217) si trovavano in auto durante l’emergenza, probabilmente per spostarla e metterla al sicuro. Eppure, in quelle situazioni l’indicazione è di non uscire e di non salire sul proprio veicolo. Gli esperti hanno spiegato che l’acqua, appena raggiunge l’assale, l’asta che collega le ruote, rende l’automobile incontrollabile. Cos’è successo, quindi? Sembra che la comunicazione dell’emergenza, e la conseguente indicazione di non mettersi in macchina, sia arrivata tardi. La lentezza della risposta degli organi preposti, infatti, è uno dei temi più dibattuti in questi giorni. Sonia Luque, responsabile della Red de Empresas de Auxilio en Carretera (REAC), associazione che comprende le aziende spagnole che operano nel soccorso stradale, ha stimato che le auto coinvolte potrebbero essere 100mila. Il primo ministro Pedro Sanchez ha detto che per ora i veicoli rimossi sono stati 2mila, ma le operazioni procedono a rilento a causa dei tempi tecnici di ogni rimozione (un carro attrezzi impiega circa mezz’ora per ogni auto) e delle strade ancora ostruite o inutilizzabili.

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I maggiori danni, ovviamente, si osservano nei sottopassaggi, nei parcheggi interrati o nei garage. Emblematico in questo senso il parcheggio sotterraneo del centro commerciale Bonaire di Aldaia, che ha una capacità di 1800 posti. Dentro l’edificio, durante l’emergenza, si pensa ci fossero circa 650 persone, addetti ai lavori esclusi. “Non siamo ancora in grado di dire quante auto sono parcheggiate, sono in corso le ispezioni dei sub per identificare eventuali vittime rimaste intrappolate”, ha dichiarato il portavoce dell’Ume, l’unità militare di emergenza a cui appartengono i sub che stanno operando. Ulteriori difficoltà potrebbero concretizzarsi se il fango si indurisse.

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