I sindacati si fanno sentire. Di nuovo. Stavolta sono i lavoratori di Acea spa riuniti nel sindacato Fesica-Confsal che hanno scritto al Comune di Roma. È una questione formale e di sostanza, relativa al rinnovamento del CdA di Acea, società che offre servizi essenziali nella Capitale in ambito idrico, dell’energia elettrica, illuminazione e gas. Una potenza da 190 milioni di euro di fatturato nel 2024 e più di 800 persone impiegate. È l’ennesima contestazione sindacale nelle partecipate dal Comune. Le condizioni di lavoro e lo stress accumulato dai dipendenti della Fondazione Musica per Roma avrebbero infatti creato una situazione insostenibile. Sul fronte degli appalti, pende un ricorso al Tar del Lazio (attesa la sentenza a giugno) sull'affidamento del catering a Palombini Srl: contestati l'esclusione di otto società candidate dalla documentazione e l'assenza della clausola sociale a tutela dei lavoratori. Il ristorante SparTito, chiuso a luglio 2025, avrebbe licenziato il personale senza preavviso. Al Museo Aristaios, invece, la centralina d'allarme sarebbe fuori uso da mesi, con le società di sicurezza che hanno declinato ogni responsabilità. Opaca anche la governance: sulla Coordinatrice generale Marina Libonati si trovano pochissime informazioni nella sezione Amministrazione Trasparente. I sindacati, in primis Filcams Cgil Roma Lazio, hanno inviato l'8 maggio 2026 un esposto all'amministratore delegato Raffaele Ranucci. A tutto questo si aggiunge la lettera inviata dal sindacato Fesica-Confsal al sindaco Gualtieri in cui si parla, appunto, del rinnovo del CdA di Acea, di cui il Comune è azionista di maggioranza. Segno ulteriore che nelle partecipate dall’amministrazione romana qualcosa non funziona.
Tra le proposte per i nuovi consiglieri “figura anche l’attuale Amministratore Delegato”, ovvero Fabrizio Palermo: “Tale scelta impone una riflessione attenta su questioni che riguardano non solo la governance aziendale, ma anche il rapporto di fiducia tra istituzioni, lavoratori e cittadini”. “È noto che, nel corso del suo mandato triennale, l’Amministratore Delegato abbia ricoperto contemporaneamente anche il ruolo di Direttore Generale, accentrando su di sé le principali funzioni gestionali e operative dell’azienda”, scrive Fesica. Una fiducia materializzata nella conferma di Palermo nel CdA che “non sembra sia stata adeguatamente corrisposta, alla luce soprattutto degli ultimi eventi che hanno evidenziato il chiaro orientamento dell’Ad a ricoprire incarichi esterni alla società, ritenuti di maggiore prestigio”. A peggiorare il quadro, “già caratterizzato da elementi di ambiguità e da una trasparenza non sempre adeguata, si inserisce anche la decisione di posticipare al mese di giugno 2026 l’Assemblea dei soci” in cui si sarebbe dovuto procedere con “l’approvazione del bilancio e al rinnovo delle cariche sociali”. “Una scelta”, quella di rimandare l’Assemblea, “difficilmente riconducibile all’interesse aziendale e che appare piuttosto funzionale all’attesa di possibili incarichi alternativi previsti per il mese di aprile, poi non concretizzatisi”. Nel messaggio firmato da Fesica si parla della presenza di Palermo nel nuovo CdA come di una “soluzione di ripiego” e che non rispetterebbe “l’esigenza di assicurare alla società una guida pienamente motivata e orientata esclusivamente al perseguimento dell’interesse aziendale”. Acea, invece, “necessita di un rinnovamento al proprio vertice” per “individuare figure in grado di garantire dedizione piena al ruolo”. E c’è poi il tema dello stipendio: “Il cumulo delle funzioni di Amministratore Delegato e Direttore Generale comporta, di fatto, un raddoppio del trattamento economico, già oggi attestato su oltre 1,3 milioni annui”, oltre a un possibile incremento di cui si parla, successivo all’insediamento, “poco comprensibile e giustificabile nel contesto attuale”.
Alla fine della lettera la richiesta è diretta: “Riteniamo che il rinnovo del CdA rappresenti un passaggio cruciale, da affrontare con senso di responsabilità e con una chiara volontà di discontinuità rispetto al passato”. Un tema, quello del rapporto tra Acea e sindacati, da cui dipende la credibilità del Sindaco. Le decisioni che verranno prese in merito al CdA della partecipata “contribuiranno a determinare il livello di fiducia nei confronti dell’azionista di maggioranza soprattutto in vista delle prossime elezioni amministrative comunali del 2027”.