Ma davvero il pesto è un antibiotico naturale? Sul Corriere della Sera Matteo Bassetti ne ha elogiato i benefici; l'immunologo infatti, non solo ha raccontato qual è la sua ricetta personale, ma ha anche spiegato che quella del pesto è una "ricetta funzionale, ricca di molecole bioattive in grado di sostenere sistema immunitario, cuore e metabolismo". Ogni componente è caratterizzata da proprietà benefiche che, tutte insieme, costituiscono l'esempio perfetto di equilibrio tra micro e macronutrienti e composti fitochimici attivi.
Noi di MOW ne abbiamo parlato con chef Guido Mori, docente e fondatore dell'Università della Cucina Italiana, noto anche in rete per la sua attività di "smontatore" dei falsi miti culinari e di tante preparazioni che diventano virali nei social.
"Non esiste uno studio, almeno da una ricerca in ambito clinico, su evidenze scientifiche del pesto in quanto pesto: va diviso per componenti per capire come funziona", spiega Mori. In particolare, nel basilico "c'è una presenza di acidi fenolici, un contenuto piuttosto significativo di vitamine e fibre: è un alimento ricco di antiossidanti".
Il basilico è ricco di polifenoli, flavonoidi, acidi fenolici, svolge un'importante un'attività antiossidante: basti pensare che ha un potenziale all'interno della farmacologia, particolarmente quella collegata alle erbe. Tutto quel potenziale dunque, si ritrova in questo caso, nell'alimento. Sono poi tantissimi gli studi sull'olio che, lo sappiamo, nelle giuste quantità, è una vera e propria fonte di salute. Quello utilizzato per il pesto inoltre, è solitamente olio extravergine d'oliva che, continua Mori, diminuisce le infiammazioni, il rischio cardiovascolare e ha un'ottima protezione metabolica.
Passiamo quindi agli altri ingredienti, cioè aglio, pinoli e formaggio. L'aglio ha solforati bioattivi, i pinoli hanno grassi insaturi e il formaggio ha anche più proteine, cioè è una salsa fresca con un sacco di roba che fa bene essere mangiata.
In definitiva, il pesto "non è una panacea di nulla, non cura niente". Perché per entrare all'interno dell'ambito del concetto di cura, è necessario che l'alimento contenga principi attivi in maniera pesata rispetto al peso dell'organismo che li sta mangiando e al ruolo che devono avere all'interno della cura.
Riassumendo il tutto quindi, il grosso di quello che fa bene nel pesto è collegato all'uso dell'olio extravergine d'oliva che è principalmente collegato all'abbassamento del rischio cardiovascolare e agli antiossidanti.