Possiamo dire che sono bastate cinque puntate di The Beauty (ispirata all'omonima graphic novel) per arrivare alla sempiterna e banale conclusione che Ryan Murphy è un genio (sue alcune delle più grandi serie mai scritte: American Horror Story, Glee, Monster, Pose) e che non ci siamo affatto stancati di discutere sul concetto di Bellezza. È il tema del nostro secolo (e sono passati più di dieci anni dall'ultima stagione della serie di Ryan Murphy sulla storia di due chirurghi plastici, Nip/Tuck). Tanto è vero che ambiamo tutti - come nel film/cugino della serie, The Substance di Coralie Fargeat - a essere “la migliore versione di noi stessi”. Ecco, The Substance, ma anche La morte ti fa bella e i film di Cronenberg, perché di storie di body horror, di bellezza e di limiti, in fondo, ne abbiamo viste diverse. Eppure, non per questo The Beauty è poco interessante, anzi. Riesce, laddove molti hanno fallito. Procede nell'esaminare le cose, nei punti in cui altri avevano solo mostrato la superficie. Comincia così il primo episodio della serie Fx scritta da Murphy insieme a Matthew Hodgson: 'grande cinema' e per qualche istante, una perfetta Bella Hadid. Il mondo dell’alta moda è sconvolto da una serie di morti avvenute in circostanze raccapriccianti e due agenti, Cooper Madsen (Evan Peters) e Jordan Bennett (Rebecca Hall), vengono inviati a Parigi per capire cosa sta succedendo. Un virus, dicono. Un virus sessualmente trasmissibile che trasforma le persone comuni in esseri umani esteticamente perfetti, esposti però a conseguenze atroci.
Al centro di The Beauty c'è ancora la questione della perfezione, ma ha un ruolo importante anche il sesso. Come sussurra l’agente Madsen alla sua collega, in uno dei primi episodi della serie, “Ogni nostra azione ha a che fare con la sete, inestinguibile e universale di sedurre quel tanto da guadagnarsi una scop*ta”. Da subito, infatti, vediamo i due protagonisti impegnati nel loro amplesso, un ragazzo darsi piacere da solo, lo stesso, poco dopo, condividere il letto con qualcuna. Lui, il ragazzo, che vorrebbe essere solo bello per piacere alle donne. E alcune (bellissime) persone morte in un modo indescrivibile. In tutto questo il sesso è centrale, è paradigmatico, sembra essere, in fondo, il senso e il significato. Si trasforma nella punta della piramide, si posizione al livello più alto della gerarchia delle necessità. Fare sesso è la realizzazione, ma a causa del virus anche il mezzo per sancire la fine di un'esistenza. Trasformazioni, esplosioni, una soluzione in mano a un uomo potentissimo. E la convinzione intrinseca che essere perfetti equivalga a star bene. Eppure, come spiegherà il personaggio di Franny Forst (Isabella Rossellini), quel concetto di "vita da sogno" rincorso per anni tra diete e interventi, somiglia più a una "gabbia dorata".
The Beauty (gli episodi escono ogni giovedì su Disney Plus per un totale di undici puntate) è una serie su cose già sentite, ma dette meglio. Con un cast incredibile (presenti anche Anthony Ramos, Jeremy Pope, Aston Kutcher, Isabella Rossellini) riesce a scandagliare la SETE di Bellezza tra la gente comune in un presente in cui gli interventi di chirurgia estetica sono in aumento e ritocchini, filler, botox, sembrano abbattere sempre più velocemente le barriere di classe. Quello che in The Substance era un "antidoto" per pochi, si trasforma nel veleno di molti. Se quella di Elisabeth Sparkle era una "sostanza" a uso personale, in The Beauty viviamo in una pandemia che pian piano massacra la gente. Dopotutto non serve esser ricchi né potenti per sentire dentro quel bisogno naturale d’essere innaturale. In apparenza migliori o forse solo simili.