“Un direttore può fare tutto, può far cessare istantaneamente tutto questo”. E perché non fa nulla? Silenzio. È la domanda da cui partiamo, perché nella telefonata scegliamo di iniziare dalla fine di una storia che vi abbiamo già raccontato, la nostra seconda inchiesta sul sistema cultura in Italia, il “racket delle masterclass”. Non c’è nulla di difficile: dei docenti, in vari conservatori di Italia, spingono i propri studenti a partecipare a delle lezioni private (spesso a pagamento) in vista degli appelli d’esame, con la promessa che questo migliorerà le loro valutazioni. Non solo la legge impedisce ai docenti di conservatorio di tenere lezioni, a pagamento o non, ai propri studenti, fuori dal piano didattico, ma invitare i propri allievi a questi corsi in cambio di voti in più agli esami è concussione. Queste dinamiche sono radicate, onnipresenti, e noi abbiamo raccolto le testimonianze di tantissimi studenti in tutta Italia. Non solo, vi abbiamo anche mostrato cosa ci ha detto un direttore di conservatorio, che ha confermato tutto. Ora aggiungiamo un tassello, la testimonianza di un ex direttore di conservatorio che ci ha raccontato cosa è successo quando ha provato ha cambiare le cose.
Vedi anche
Parte una nuova inchiesta di MOW: vi sveliamo il racket delle masterclass in conservatorio. Per superare gli esami di settembre gli allievi vengono “invitati” a seguire i corsi estivi a pagamento dei docenti
È stato direttore per molto tempo. Ne avrà viste tante di storie così.
Era una situazione di incertezza e in un certo senso di anarchia. Per me vale, come dovrebbe essere per tutti, quanto scritto nell'articolo 54 della Costituzione, e cioè che il dipendente pubblico deve svolgere la sua attività con disciplina e onore. Per questo provai a risolvere la questione quando gli studenti e le loro famiglie iniziarono a segnalarmi i docenti che obbligavano gli allievi a partecipare a delle masterclass per passare gli esami.
Cosa le raccontavano?
Mi dicevano che se non avessero seguito le lezioni private, il docente avrebbe reso loro la vita impossibile. Mi arrivarono molte denunce anche dalle famiglie del precedente conservatorio dove lo stesso docente insegnava.
E lei a quel punto cosa ha fatto?
Ho portato avanti una contestazione di addebiti, che sarebbe servita per procedere con una sanzione disciplinare.
Cosa successe?
Gli amici del docente iniziarono a darmi degli avvertimenti. In particolare uno di loro venne da me in direzione e mi disse: “Tornerai a essere solo un collega, aspettati delle cose”.
Vedi anche
Ecco la bomba sul racket delle masterclass nei conservatori. Un direttore ci conferma tutto: “Dovrei indagare su tanti docenti, ma non posso”. Vi facciamo sentire gli audio in esclusiva
Delle cose.
Sì, un’intimidazione mafiosa. Quella minaccia era disgustosa.
E lei cosa ha fatto?
Sarà per genetica, visto che anche mio padre era così, ma l’ho invitato a uscire dal mio ufficio e sono andato avanti.
Cosa è successo poi?
Non è successo assolutamente niente perché, ripeto, la gente sa che sono un combattente e se qualcuno mi fa qualcosa non è che porgo l'altra guancia.
Quando ha realizzato quello che stava accadendo cosa ha pensato?
In quel momento ho cominciato a vedere l'istituzione conservatoria in modo diverso. È davvero un giardino delle delizie per illeciti e questioni poco trasparenti. Ripeto, un direttore può scegliere di far finire tutto, ma è difficile perché intorno non hai molti alleati.
Si è mai confrontato con i direttori di altri conservatori?
Ogni due, tre mesi si fa una conferenza dei direttori a Trastevere, al ministero. Qualcuno tra i più anziani mi ha dato dei consigli, ma molti mi hanno detto di lasciare stare. I motivi sono sempre gli stessi: dover preservare il consenso per essere rieletti per un secondo mandato, non inimicarsi i colleghi. Mi dicevano: “È una battaglia persa in partenza, tanto fanno quello che vogliono”. Io ci ho provato, ma devi avere l’appoggio degli studenti, che per paura spesso non si espongono.
Gli incontri erano al ministero. Ne hai mai parlato con il Mur?
Questa è la cosa peggiore. Il ministero è completamente assente, non fa controlli e anche quando sa non agisce, nonostante la legge.