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Il 7 ottobre e l’attacco di Hamas diventano una serie: Red Alert su Paramount+. Ma chi l’ha finanziata? Dal produttore di Tarantino al Jewish National Fund-Usa

  • di Domenico Agrizzi Domenico Agrizzi

  • Foto: Paramount+

7 ottobre 2025

Il 7 ottobre e l’attacco di Hamas diventano una serie: Red Alert su Paramount+. Ma chi l’ha finanziata? Dal produttore di Tarantino al Jewish National Fund-Usa
Due anni dal 7 ottobre e l’attacco di Hamas nel sud di Israele. Le conseguenze di quell’operazione sono state terribili, ma il conflitto ha radici profonde. Red Alert, serie disponibile su Paramount+, prova a raccontare quei momenti. Ma chi l’ha prodotta? Ecco spiegato tutto qui

Foto: Paramount+

di Domenico Agrizzi Domenico Agrizzi

Il 7 ottobre 2023 è un falso inizio. Nella storia le singole date contano sì, ma non bastano per spiegare un territorio, un conflitto, le lotte dei popoli e le loro rivendicazioni. Due anni fa Hamas attaccava il sud di Israele portando a termine l’operazione diluvio di al-Aqsa, in cui morirono più di 1200 persone e oltre 250 vennero rapite. Da lì si è scatenata la reazione israeliana, i bombardamenti sulla popolazione civile, la fase più terribile di un genocidio che secondo molti era già in corso da decenni. Quell’operazione terroristica, lo ha detto per esempio anche Francesca Albanese nel suo J’accuse, non può essere compresa senza aver prima chiaro il contesto di apartheid a cui era costretto il popolo palestinese. Comprendere, appunto, senza giustificare. È complesso ma necessario. Su Paramount+ è ora disponibile in streaming la serie Red Alert, diretta da Lior Chefetz, che racconta proprio i fatti del 7 ottobre 2023. Nel lancio ufficiale leggiamo che la serie vuole raccontare come quell’attacco abbia “trasformato il sud di Israele in una zona di guerra, mettendo alla prova l'umanità e forgiando l'eroismo attraverso il caos”. La vicenda parte dai racconti dei sopravvissuti e delle famiglie colpite.

Chi ha prodotto Red Alert?

Paramount+ ha acquistato i diritti di Red Alert e l’ha resa disponibile agli abbonati. “Questa serie”, ha dichiarato il ceo di Paramount David Ellison, “cattura cinematograficamente il terrorismo che ha sconvolto il mondo il 7 ottobre con straziante precisione e ispira attraverso queste storie vere di eroismo e dolore”. Ma chi si è occupato della produzione di Red Alert? In primis la Keshet Media Group (Kmg), principale società dell’industria dell’intrattenimento israeliana e leader nel broadcasting televisivo in patria: il Keshet 12 è il canale più seguito. Fondata nel 1993, è stata fino al 2017 finanziata da Moshe Wertheim (morto in quell’anno), imprenditore e businessman considerato, da giovane, operativo del Mossad e proprietario di Coca-Cola Israel. Dal 2002 il Ceo del Keshte Media Group è Avi Nir, che ha parlato così a proposito del progetto: “È fondamentale che il mondo sia testimone di quel giorno orribile, un giorno che deve ancora finire per molti di noi. Ringraziamenti e scuse vanno agli eroi, agli ostaggi e alle vittime del 7 ottobre”. Variety lo ha inserito continuativamente dal 2017 nella lista delle 500 persone più influenti del business dell’intrattenimento. In passato, comunque, Kmga aveva già prodotto diverse serie incentrate sulle guerre che hanno coinvolto Israele, come Prisoners of war, che racconta la prigionia di tre soldati israeliani rimasti prigionieri tra Siria e Libano per 17 anni, e When heroes fly, basta sulla guerra del 2006 in Libano. Nel 2019 viene presentata su Hbo la serie Our Boys basata sulla vera storia del rapimento e dell’uccisione del sedicenne palestinese Mohammed Abu Khedeir, fatti avvenuti nel 2014. Abu Khedeir fu assassinato da tre civili israeliani. Il ragazzo venne bruciato vivo. L’attuale presidente Benjamin Netanyahu dichiarò che Our Boys proponeva una prospettiva “antisemita” sulla vicenda.

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Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu Ansa

Il produttore di Pulp Fiction e altri finanziatori

Parte del progetto Red Alert è anche Lawrence Bender, produttore di Pulp Fiction, Kill Bill Vol.1 e Vol. 2 e Inglourious Basterds di Quentin Tarantino. Proprio il regista era stato criticato per la sua visita, a ottobre 2023, all’esercito israeliano. Tarantino e Daniella Pick, sua moglie (conosciuta durante la promozione, in Israele, di Inglourious Basterds) vivono a Tel Aviv. Bender ha definito Red Alert una serie “profondamente personale”, che “racconta la storia del mio popolo e di un giorno che ha cambiato tutto. Ciò che lo rende così potente è che non è solo dramma: è realtà”. Altro partner nell’iniziativa è il Jewish National Fund-Usa Israel Entertainment Fund (Ief), che come leggiamo sul sito punta a rinforzare “la sua visione strategica per le comunità della frontiera meridionale di Israele (i kibbutz al confine della Striscia, ndr), promuovendo il progresso economico e creativo e coinvolgendo talenti e imprese locali”. Inoltre, Russel Robinson, Ceo del Jewish National Fund-Usa ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di partecipare a questo progetto innovativo, che riteniamo influenzerà in modo significativo la percezione globale mostrando ‘l'Israele positivo’ che tutti conosciamo e apprezziamo”.

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Quentin Tarantino e sua moglie Daniella Pick Ansa

Quattro episodi compongono Red Alert. I quattro episodi l’attacco del 7 ottobre di Hamas viene raccontato attraverso le testimonianze reali di chi ha vissuto quei momenti. Red Alert è anche il titolo di un romanzo del 1958 di Peter George, ex luogotenente della Royal Air Force britannica. Da quel testo Stanley Kubrick prese ispirazione per Il Dottor Stranamore. Era il tempo della Guerra Fredda. Kubrick ci ha costruito sopra una satira tra le più riuscite della storia del cinema. Troppo presto, per noi, per parlare già di satira. La tragedia, il genocidio e il 7 ottobre sono ancora troppo vicini.

Una scena di Red Alert
Una scena di Red Alert Paramount+
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