Per vivere a lungo, non bisogna bere vino. Parola di Luigi Garattini, presidente e fondatore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri: recentemente ospite di Che Tempo Che Fa e La Volta Buona infatti, lo studioso ha illustrato i suoi tre “no”. Si tratta di carne rossa, burro e vino; è proprio sul vino che si è espresso in particolare, dichiarando che da quando l'Oms ha inserito l'alcol nella lista delle sostanze cancerogene, lui nemmeno lo regala più.
Vino si o vino no allora? E cosa direbbe in proposito una persona che, di professione, si occupa proprio di vino? Dato che se ne discute molto, ne abbiamo parlato con Luca Gardini, sommelier ed esperto di comunicazione nel settore food, nonché curatore della Guida ai 1000 Vini d’Italia de L’Espresso e della Guida ai Ristoranti, nel 2025 scelto come personaggio dell'anno dalla rivista Food and Travel Italia.
Ma davvero per vivere a lungo, bisogna bandire il vino come sostiene Garattini?
Non posso parlare da un punto di vista medico, perché non ne ho le competenze. Posso dire però che tutti gli eccessi fanno male: alcol, grassi, zuccheri. Ma quando c'è qualità, assunti in maniera equlibrata, quegli stessi elementi fanno bene. E poi il vino è anche altro...
Cosa?
In Italia il vino è legato anche a un turismo, il cosiddetto enoturismo, in cui le persone seguono i percorsi del vino visitando luoghi, cantine, spazi. Il vino dunque è anche arte, cultura. Senza dimenticare che il vino è agricoltura, il lavoro delle persone e non si tratta solo del bicchierino: dietro c'è un ecosistema, in Italia abbiamo aree in cui i vigneti coprono la maggior parte del territorio. Penso alle Langhe, all'Etna, alla zona del Chianti ad esempio.
Quindi non possiamo abolire il vino anche per una questione economica?
Parlare di “abolirlo” mi sembra eccessivo: un bicchiere a pranzo e uno a cena non hanno mai fatto male: Addirittura ci sono alcuni studi che hanno documentato il contrario: il resvetrarolo contenuto nell'uva ad esempio, fa bene. Lo ripeto: da un punto di vista fisico e medico fanno male tanto cose, se assunte in modo eccessivo.
Ora che ne è stata autorizzata la vendita, il vino senz'alcol potrebbe essere una soluzione?
Non lo chiamerei vino, ma più una bevanda di frutta. Io non credo molto nel vino senz'alcol, però può essere interessante vedere se possono aprirsi nuovi mercati. Ma comunque, se parliamo del prodotto in sé, non è vino.
Quindi non lo consiglierebbe come soluzione alternativa?
Piuttosto meglio un cocktail analcolico, un bel succo di frutta, un bell'infuso: ci sono tante soluzioni senza alcol, però non andiamo a snaturare quello che è cultura da secoli e che è anche lavoro. Io dico sempre che se esiste una cosa al mondo, un motivo c'è: vale anche per il vino.
Del resto noi italiani abbiamo una lunga tradizione in fatto di vino...
L'Italia ha un grande patrimonio riguardo al bere. Ti dirò di più: la cucina italiana è diventata patrimonio Unesco, ma non dimentichiamo che ad accompaganre il cibo, a fianco della cucina, c'è il bere.