Finalmente, il miracolo s'è compiuto: per finire in prima serata, Paolo Bonolis s'è tolto di torno quell'accollo che rispondeva al nome di Ciao Darwin e adesso, felice come un bambino in un negozio di giocattoli, se la gode. Mediaset infatti, si è ricordata di avere il più bravo di tutti e, dopo anni, lo ha tolto dalla conduzione urlata per metterlo dove più gli piace: la musica. Così, all'idea di non dover più narrare le gesta di tizi che cascano tra il fango o devono rispondere a quiz di cultura general in un tubo che si riempie d'acqua, Bonolis ha già iniziato le prove di Sanremo. Quel Festival che, come va ripetendo da anni, condurrebbe solo se fosse svecchiato e non si tenesse più all'Ariston: esattamente quello che è Taratatà-Al centro della musica, show in onda per due puntate su Canale 5 (lunedì 9 e 16 febbraio) .
Il programma non è in realtà nuovo al piccolo schermo, dato che si tratta di un format trasmesso da Rai 1 dal 1998 al 2001. È invece nuova la ventata di freschezza che ha portato sulla rete ammiraglia Mediaset, la cui prima serata si perde tra soap turche, gli immarcescebili programmi della De Filippi e qualche tentativo di tornare a puntare sulla fiction, come nel caso di A testa alta e Colpa dei sensi.
Taratatà non è la solita serata musicale in cui ogni cantante arriva, si esibisce con un brano, se è fortunato un paio di parole di circostanza con i conduttori, e poi tanti saluti. Alla ChorusLife Arena di Bergamo infatti, gli artisti si scatenano: a Taratatà puoi sentire Giorgia e Max Pezzarli cantare insieme Hanno ucciso l' Uomo Ragno, Ligabue ed Elisa in A modo tuo, Biagio Antonacci ed Emma su Se io se lei.
L'atmosfera è calda: il pubblico dagli spalti si fa sentire ed è difficile non far partire il karaoke da casa. Perché quello che fa Taratatà, oltre a mettere al centro la musica come da titolo, è rendere protagonista anche il pubblico. Bonolis lo ripete in continuazione che ci sono 4500 spettatori: che la telecamera inquadra continuamente, che il conduttore raggiunge per sedersi sui gradini, che i cantanti coinvolgono appena possono. E poi si canta: si canta tantissimo, si duetta, si gioca con la musica senza rimanere ingabbiati nell'esecuzione veloce di un pezzo. L'ospite arriva sul palco, si intrattiene, si esibisce insieme ai colleghi. Giorgia, Emma, Ligabue, Biagio Antonacci, Max Pezzali, Elisa tirano fuori anni di repertorio dal cassetto, ricordandoci che potenza di fuoco può essere un artista quando ha una band e un contesto adatti a sostenerlo.
Accantonate le inquadrature intime del format originario, qui Mediaset pensa in grande: a uno show che vada oltre la semplice serata musicale. Bonolis fa le prove per Sanremo? Forse. Di certo è chiaro che una messa in scena come quella di Taratatà in formato Canale 5, guarda oltre: non all'unplugged o alla musica per appassionati, quanto piuttosto a uno spettacolo inteso come evento.
Difetti? La durata, con l'inevitabile conseguenze di dover ammazzare il ritmo per tirare fino all'una di notte. L'escamotage per prendere tempo? La panchina, quella su cui i protagonisti si siedono per alternare un momento di raccoglimento allo spettacolo: il filo conduttore della provincia si rivela un pretesto debole, le conversazioni girano a vuoto.
A proposito di prove per Sanremo: Bonolis sulla panchina ci ha piazzato Panariello per testare lo sketch comico, e nonostante il momento del tutto fuori contesto, il resto della puntata aveva girato talmente bene, che persino questo intermezzo sembrava credibile nell'economia generale della serata.
Taratatà è il programma di cui Canale 5 aveva bisogno, perché spezza la consuetudine della rete e dimostra che c'è ancora vita nelle desolanti lande televisive. Bravi, bene: adesso però, toglieteci di torno quella panchina.