Sta scadendo il tempo. Il ministero della Cultura ratifica definitivamente la nomina del nuovo Sovrintendente, Fulvio Macciardi, uomo vicino all’ecosistema di Fratelli d’Italia, che sulla cultura sta provando a ottenere posizioni e punti di appoggio forti, insomma, sta cercando di conquistare le casematte del potere, come avrebbe voluto Gramsci (e come ha sostenuto, nel suo libro in proposito, l’attuale ministro Alessandro Giuli). Con atto di nomina del 28 agosto, documento che va a sostituire quello del 5 agosto, il MiC conferma la scelta di Macciardi, l’ex numero uno del Teatro comunale di Bologna che ha fatto sbottare Manfredi, dicono, mai visto così irato prima d’ora. Il 26 agosto aveva provato a trovare una quadra con il Consiglio d’indirizzo, quadra che non è stata trovata. O forse sì, ma a un livello diverso, quello politico come vi abbiamo spiegato qui. Ma c’è un altro elemento.
Che fine faranno i favoriti di Manfredi ora? Da nomine, gli incarichi speciali di Emmanuela Spedaliere e Ilias Tzempetonidis sono vincolati al mandato di Lissner. Questo vuol dire che quando scadranno a dicembre 2025, la Direttrice generale e il Direttore casting dovranno lasciare i loro ruoli inventati da Lissner. Emmanuela Spedaliere tornerà dunque a essere solo Direttrice marketing, ma Tzempetonidis? Attualmente sono i due personaggi più potenti dopo Manfredi ma le cose stanno per cambiare. Vale la pena allora di chiedersi non solo come si sia arrivati alla nomina del dirigente greco (vi abbiamo spiegato tutto qui), ma anche quale sia il senso di questa storia.

Stephan Lissner, oltre a essere Sovrintendente, accentrò su di sé anche la carica di Direttore artistico (accorpando così due compensi diversi e arrivando a 250 mila lordi all’anno). Bene. Poi, però, nomina altre due figure sotto di lui, fuori dall’organico previsto dallo Statuto, il cui ruolo non è molto chiaro. Una di queste è Emmanuela Spedaliere, Direttrice generale, che ha funzioni sostanzialmente in linea con quelle del Sovrintendente, che comunque resta, per Statuto, l’unico a poter firmare atti di nomina e a prendere decisioni definitive e in totale autonomia.
L’altra figura è Ilias Tzempetonidis, che diventa Direttore casting, un incarico che da si show televisivo più che di ente lirico sinfonico. Ma di fatto cosa fanno queste due figure? Spedaliere, come detto, svolge parte del lavoro del Sovrintendente; Tzempetonidis, invece, è di fatto un Direttore artistico. Entrambi, strapagati (150 mila euro la prima, 96 mila il secondo), affiancano di fatto Lissner nelle due cariche per cui viene pagato, senza sconti. Sono quattro stipendi (di cui due solo per Lissner) per svolgere due funzioni. Focus su Tzempetonidis: non potendo nominare un secondo direttore artistico, Lissner ha dovuto trovare un escamotage, quello appunto della creazione della figura di Direttore casting.
Ora, però, con il nuovo sovrintendente, queste cariche dirigenziali dovranno essere eliminate, come da direttiva ministeriale. Ma Tzempetonidis, di fatto il terzo in comando dopo Lissner e Spedaliere, e attualmente “reggente” della Fondazione per scelta di Manfredi. Se la partita per il nuovo Sovrintendente è persa, quella per il futuro Direttore artistico, attualmente mancante, in Fondazione è tutta da vedersi. E il più papabile, per via dell’eccentrica decisione di inventare un nuovo livello nella gerarchia della Fondazione, potrebbe essere proprio Tzempetonidis, un uomo di Manfredi sotto a un uomo di FdI. Tutti contenti. Andrà così? Chiedo.
