Perdere tutto in un attimo per un errore. Un padre e la sua colpa. Il desiderio di chiudersi in una gabbia e buttare la chiave fuori. Ecco tutto questo è, più o meno, in estrema sintesi, Otec (Father), il nuovo film di Tereza Nvotová presentato alla Mostra del cinema di Venezia nella sezione Orizzonti. Noi nel nostro spazio MOW a La Terrazza By Atlas Concorde abbiamo intervistato la regista Tereza Nvotová e l’attrice protagonista Dominika Morávková e ci siamo fatti spiegare da loro la “tragedia” dietro una storia come questa. Morávková ci ha detto di “essere dovuta andare a fondo con quelle emozioni”, così tanto che a fine riprese ci ha raccontato di “essersi presa del tempo per prendersi cura di se stessa”. Dominika che interpreta una donna, una moglie che deve capire, giudicare e rielaborare tutto quello che è successo a suo marito, alla sua famiglia, a lei. Ma esattamente come scrivono nella scheda di presentazione del film, può l’amore sopravvivere a ciò che nessun cuore è stato creato per sopportare?

A Nvotová piacciono i momenti intermedi. “Questo è un fiilm che parla di un tragico errore. Se immaginiamo film come questo di solito contiene gente che piange, tanta sofferenza, funerali e cose del genere ecco io non volevo questo. Quello che mi interessava di più è il tipo di storia sotto la storia della tragedia, come possiamo affrontare una situazione del genere che 'sbriciola' completamente il nostro universo. Dobbiamo ricostruirci in qualche modo. Mi interessava vedere queste stesse persone, protagoniste del raccoonto, quando tornano a casa dopo la tragedia, come si comportano con loro stesse”, ci ha detto. I momenti veri, reali. Perché Father è un film che in effetti parla di errori assurdi sì, e ne abbiamo visti tanti al cinema, ma forse come ci ha detto la sua regista la disperazione di questo padre è ben poco fantascientifica. In Otec non basta però lo sguardo di sé, c'è anche quello dell'altro, degli altri, occhi affilati come coltelli, come in ogni racconto che porta il peso della colpa. Tutti ci guardano, tutti ci giudicano e oggi nell’era della gogna mediatica cosa è cambiato? Secondo Tereza Nvotová alla fine noi impariamo chi siamo da come sbagliamo, anche se, in Terrazza ci ha confessato di non poter “immaginare cosa significhi essere adolescente oggi e avere tutti gli errori commessi resi pubblici con il mondo”. È uno posto strano questo nostro mondo iper connesso. Davvero migliore?
