Una recensione, poi un’altra. Un appellativo, poi una definizione. Selvaggia Lucarelli nella sua newsletter ha deciso di raccogliere una serie di passaggi tratti dalle ultime recensioni televisive di Aldo Grasso sul Corriere della Sera, segnalando alcuni toni e ricorrenze che non le sono passati inosservati. “Ero rimasta, qualche settimana fa, a una recensione su Splendida cornice in cui definiva la psicologa Ameya Canovi ‘una pseudoqualcosa d’origine brasiliana’. Giuro, ha scritto esattamente così. E non sul taccuino che porta nel taschino assieme al fazzoletto per la forfora sulla giacca, ma sul Corriere della Sera”, scrive Lucarelli. Secondo lei, quella definizione, così come l’intero pezzo, sarebbe stata “imbarazzante”. In particolare, si riferisce al rimprovero rivolto a Geppi Cucciari per aver portato “troppa cultura in tv” e alla critica sull’uso di termini troppo complessi, come “defusione”. “Insomma, come si permettono queste donne di fare approfondimento culturale, anziché un balletto. Anzi no, non gli va bene neppure il balletto”.

Lucarelli ricorda un’altra recensione, sempre firmata da Grasso, dedicata a Ballando con le stelle, in cui si parlava di “baruffa fra comari” che avrebbe preso il posto della danza. “La baruffa secondo Grasso è sempre tra comari che rovinano un programma di danza (ha capito tutto del format). Se si accapigliano Friedman e Barbareschi o Mammucari e Caprarica invece sono virili confronti tra maschi, suppongo, mica roba da pollaio”. Altro esempio citato? Roberta Bruzzone. Grasso, parlando di lei in tv, aveva scritto: “Roberta Bruzzone che parla di narcisismo. Basta vedere come si presenta in scena, il suo stile dark, il tatuaggio, l’abito con una scritta ben visibile sulla manica destra, per capire che il narcisismo dev’essere materia di suo grande interesse”. E Lucarelli commenta sarcastica che “se una psicologa non si veste in tailleur grigio smog è chiaramente un caso clinico”. Poi si arriva a Boomerissima, il programma di Alessia Marcuzzi. Secondo il critico, la prima puntata aveva “ospiti da Pro Loco”. Lucarelli era tra gli ospiti: “Grasso mi detesta da sempre. Dal 2009, per la precisione, quando mi dedicò un pezzo in cui mi definiva vacua e ‘una certa Selvaggia Lucarelli’. La scala del maschilismo va da ‘vispa’ a ‘una certa’, ricordatevelo”.

E prosegue: “In quella puntata c’erano Geppi Cucciari, Paola Iezzi, Asia Argento e la figlia Anna Lou, Salvo Sottile, Herbert Ballerina, Catrogiovanni. Fatemi sapere quale Pro Loco riesce ad avere questi ospiti per la festa del santo patrono, grazie”. Secondo Grasso, nella seconda puntata “corrono ai ripari” con ospiti più forti: Panatta e Bertolucci, definiti “duo comico irresistibile”. Amanda Lear “viaggia su altri livelli”, mentre Eleonora Abbagnato viene citata senza aggettivi, e Alba Parietti solo per dire che doveva regolare i conti con “qualcuna” (Lucarelli, di nuovo, ma senza nominarla). Ema Stokholma è tra le “note di colore”, con “la sua inevitabile infanzia difficile”. Arriva ancora su Alessia Marcuzzi: Grasso scrive che il suo unico programma riuscito è Colpo di Fulmine, datato 1997. “Nel frattempo ha condotto Le Iene, Festivalbar, Temptation, Gf, Isola, Zelig, ma per il critico le è riuscito solo Colpo di Fulmine a 25 anni, poi il nulla. Anzi no, secondo Grasso, per i successivi 27 anni di tv, lei deve ringraziare i Gialappi (tre maschi, guarda un po’)”. “Per la cronaca Marcuzzi ha condotto Mai dire Gol per appena due anni, 98/99 e 99/2000. Quindi, chissà, per i successivi 25 anni Marcuzzi chi deve ringraziare”. Poi la chiusa: “Ah, che vacuo maschilismo mascherato da critica tv”.