La miccia l’ha accesa Michele Fischietti, vocal coach, quando in un reel su Instagram ha demolito senza pietà Malena La Pugliese: “Bastava farsi penetrare in 4K che il giradischi te lo regalano col tappeto rosso”. Da lì in poi, la slavina: accuse di cachet esagerati, DJ professionisti costretti a fare karaoke ai matrimoni, il mantra che oggi non conta più suonare ma “vendere figa”. L’ex attrice hard ha risposto piccata, Rocco Siffredi ci ha messo le sue emoji, e anche Alex Neri dei Planet Funk ha buttato il carico: “Finirà spero molto presto questa moda del cazzo”. Una rissa verbale che ha messo sul tavolo una domanda: chi ha il diritto di salire in console? Serve talento, studio, gavetta… o basta l’immagine giusta e milioni di followers? Per capirci qualcosa abbiamo chiamato Benny Green, al secolo Serena Benedetta D’Anna. Anche lei da poco deejay, anche lei con un passato ingombrante alle spalle, e quindi la persona perfetta per dire la sua sulla faccenda. Con lei abbiamo parlato di Malena, dei Dj professionisti che rosicano, di maschilismo, influencer strapagati, cachet, e di cosa vuol dire oggi mettersi davvero dietro una console.

Benny, tu fai anche la deejay? Come hai iniziato?
Sì, sono già un po' di mesi che studio. Ero anche abbastanza diffidente inizialmente, proprio perché sapevo di non essere una professionista, non era mai stato il mio settore. Però poi mi sono avvicinata a un'agenzia di professionisti, cioè gente che comunque gira anche all'estero. Ho una casa di produzione alle spalle, per cui mi hanno incitata, avendo comunque sempre amato la musica. E bene o male ho sempre gravitato, comunque, tra la danza e gli spettacoli. La musica fa parte ormai di me. Ho detto: “Bene, proviamo, mettiamoci in gioco”. E in effetti, studiando, mi sono proprio accorta, grazie anche a loro, che il senso del ritmo ci fosse. Quindi bisognava comunque studiare per acquisire la metodologia.
Ma quindi è vero che c'è questa tendenza a inserire le ex porno star nel settore?
C'è questa tendenza, però, se tu ci pensi (ecco perché io mi arrabbio) dietro a queste considerazioni, che io posso anche capire e intuire, ci sono i DJ del settore. Perché comunque si avverte una competizione non ad armi pari in certe cose, no? E quindi magari loro rivendicano la loro professionalità. Però, se tu ci pensi, perché nessuno dice nulla riguardo a tutti gli uomini influencer, pseudo-influencer, che escono dai reality? I reality sono strapagati, tipo Raul adesso da Temptation Island, che ha già iniziato con un calendario pienissimo e con serate strapagate: fatemi capire quando ha studiato. Cioè, nessuno parla di queste cose. Damante, lasciamolo. Cioè, è un trend che comunque va avanti da sempre. Come una Taylor Mega. Come anche nel nostro caso, uno sfrutta sì la propria immagine per andare in un locale, ma ormai non è più come dieci anni fa, che andavi e facevi solo presenza, comunque devi offrire uno show, una prestazione. E questa prestazione può essere musica, intratteniment… ma qualcosa si deve giustamente saper fare. E allora, vorrei dire a questi signori: fatemi capire cosa si dovrebbe fare. O si balla, o si canta, o si suona. Però perché ci si accanisce solo contro le creator, le influencer, le ex attrici hard? Sempre donne. Sono sempre queste reazioni maschiliste. Perché nessuno, in questo momento, si scaglia contro i cachet folli degli ex tronisti, degli ex Temptation Island e quant’altro?

In molti si sono scagliati contro Malena, tua ex collega, per aver scelto di fare la deejay. La accusano di non aver studiato per farlo...
Ok che Malena abbia iniziato questo percorso. Io non metto becco sulle sue capacità, perché non lo so. Sarà pure libera lei di scegliere di farlo. Se è brava, io penso che poi a un certo punto la gente, dopo che ha visto l’immagine, il personaggio, una o due volte, vuole anche capire se poi lo sa fare. E allora, a quel punto, ognuno sceglie se fare veramente musica o stare per finta dietro a una console col sync a schiacciare i tasti. Può essere una scelta, ma tanto poi è il pubblico che sa giudicare, no? A quel punto non puoi più far finta. Malena poi vive un po’ nel suo mondo. Probabilmente forse perché siamo simili come fascia di età, non lo so, però ogni tanto mi dà una presenza inquieta che in realtà non è. Perché io, anzi, ho sempre avuto rispetto delle sue scelte e quant’altro, anche se divergono un po’ dalle mie. Ultimamente, sai, le classiche video-storie indirette, che io capivo che erano dirette a me, come se qualcuno le volesse rubare questa sua nuova qualifica. Ma non è né la prima né l’ultima. Cioè, la Bulgari lo fece anni fa, prima di noi, e tanti altri lo faranno. E se altri colleghi, tipo la Martina, iniziassero a fare serate come DJ nei locali, io penso che riempirebbero più di un DJ super qualificato.
Pensi che lei provi astio nei tuoi confronti, perché pensa che hai voluto imitarla?
Sì, noi siamo andate anche molto d’accordo, poi ci siamo schierate diversamente sulla posizione Rocco per motivi X. Però io ho notato (e te ne accorgi un po’ dai social) che nel momento in cui io mi sono esposta con veramente grande umiltà, ma sul serio, anche a livello di stories, con questa mia nuova professione, perché è una professione che impari, lei mi ha subito risposto indirettamente sui social con un polemico attacco. Tipo: io sono l’unica, c’è chi lo fa davvero, diffidate dalle imitazioni. Ma che vuol dire? Imitazioni di che? Non siamo Black Coffee, né io né lei né mai lo saremo. Siamo due persone che stavano in ambito spettacolo, restano nello stesso ambito spettacolo, scegliendo di non stare magari più dietro un set. Quindi libera scelta. Però non ho capito bene perché alterni amicizia e astio. Non si sa bene. Forse deriva un po’ da certe cose analoghe che involontariamente ci hanno posto come due personaggi simili. Ma lei ha avuto molta più notorietà di me, quindi non mi interessa assolutamente. Io non volevo essere una Malena. Però queste sue frasi un pochettino le ho sempre sentite, del tipo: “Eh, ma Malena è una sola, va più forte in questo, va più forte in quello, è la numero uno”. Ma non è così. Il suo è uno slogan. Ma quante attrici hard oggi l’hanno superata, che fanno veramente i numeri sulle piattaforme? Per cui lei ha avuto accesso alla TV, ma non è l’unica. Io mi difendo nel mio piccolo, perché qualche concetto sensato lo so dire, e su questo ne faccio un punto di vanto. Quindi quello che vorrei dire è che né lei né altri dj possono dire che nessuno copia la loro professione. Perché chi ovviamente sta dietro a una console da quando aveva 15 anni ha una manualità, ha anche una conoscenza degli strumenti vecchi. Lo scratch, lo schiacciare… Non è questo quello che uno pensa di poter fare. Però si inizia con quella professione facendo dei corsi e poi, secondo me, si rimane a un livello che sia giusto. Cioè, dare un prodotto discreto e nello stesso tempo, magari, col personaggio che si è, creare quel mix di allusioni e sensibilità. È normale che sia così. Ormai il trend è delle dj donne.
Quindi cosa ne pensi di quello che ha detto il vocal coach Michele Fischietti sul fatto che "la gente non vorrebbe ascoltare la voce, ma vedere la faccia, o meglio il culo" e che "non è suonare, non è cantare, ma è vendere la figa”?
Io non sono d’accordo. Può sembrare quello, ma intanto vendere la propria intimità non è che lo fai perché vai a suonare in un locale. Vai lì, e sicuramente tanti uomini vanno perché sono incuriositi dal fatto che hanno visto prima dei video, la creator, i fans e quant’altro. Ma poi, quando sei lì, qualcosa devi fare. Cioè, va bene tutto, ma a meno che non ti mettano una chiavetta registrata e qualcuno maneggi al posto tuo, che è una cosa ridicola e che puoi fare una o due volte… qualcosa devi saper fare. Per cui, questo astio nei confronti delle creator, è un astio che dovrebbe rivolgere un po’ a tutti quelli che sfruttano la loro immagine. E questo ti dicevo all’inizio: non solo contro le donne di questo campo, ma anche contro gli influencer. Perché non se ne parla? Perché lui non ne ha parlato? Allora loro cosa vanno a vendere? La loro faccia, il fatto che siano uomini belli, muscolosi e quant’altro. È lo stesso principio.
I produttori accusano il fatto che hanno studiato per tanti anni, hanno fatto sacrifici, e poi vengono sorpassati da coloro che hanno followers e fama...
Eh, ho capito, ma ad oggi tutto funziona così. Lo strumento principale di marketing è diventato il web, ma in tutti i settori: medico, estetico, vendita di prodotti, e-commerce, anche il giornalismo. Ma perché non è solamente un “mostro”, il web è un mezzo di comunicazione. Quindi, se è di larga scala, vuol dire che è come se x persone avessero visto quel programma, letto quell’articolo, seguito quel personaggio. Più di quanto avrebbero fatto se fosse comparso in TV a fare qualunque tipo di programma del suo settore. Quindi, se la si pensa così, è normale che chi ha tanto seguito venga conosciuto e venga cercato. Poi, lì, secondo me, devono essere un po’ le persone. Ovvio che essendo un mezzo “free”, tutti possono averne accesso. E tanti magari senza nessuna qualità in particolare. Però anche solo (e io sono estremamente sospettosa di alcune cose) saper creare tutti i giorni due o tre contenuti che un minimo facciano ridere, sorridere o criticare… è comunque una capacità. Che siano cose simpatiche, criticabili o polemiche. Io non sono ostile neanche ai tiktoker, a tutti coloro che fanno parte di questo mondo. Perché se sono riusciti a catturare due o tre milioni di persone, vuol dire che qualcosa psicologicamente l’hanno suscitato. Poi, il trash c’è dappertutto, ma anche nella TV. Giusto? Io capisco loro che, comunque, dicono: “Noi facciamo qualità”. Ma io sono convinta che la gente che va ad ascoltare una persona che suona da anni, che ha fatto solo questo e magari ha mille followers sui social, va ad ascoltarla, ma si aspetta anche un prodotto di qualità elevatissima. Che sicuramente lui gli darà. Cosa che, io credo, io non darò mai. A meno che non migliori tantissimo, non diventi strabrava nell’arco di un anno. Però, comunque, quello che io voglio dare è un prodotto buono. Quindi, orecchiabile, scegliendo della musica seguita. Perché mi piace molto ascoltare, quindi mi aggiorno. Ma perché la gente non dovrebbe venire, anche perché incuriosita da me, che prima mi vedeva in un contesto e ora mi vede in un altro? È marketing. Quindi funziona un po’ tutto così. Secondo me dobbiamo pensare meno a quello che fanno gli altri e più a quello che facciamo noi, in prima persona.

Due prodotti diversi, quindi: uno basato principalmente sull'intrattenimento, l'altro sulla qualità?
Io conosco i miei limiti, quindi non mi aspetto di diventare Marco Carola domani. Però, anche se li apprezzo e li ammiro tantissimo, voglio migliorare quello che faccio io. Sicuramente se tutto questo lo vedi in termini economici, e per loro è una barriera di guadagno, posso capire il grado di arrabbiatura. Ma vado anche a controllare i cachet dei tronisti, allora. Io inizierò, ora inizio il 4 ottobre, con dei cachet assolutamente tranquilli, alla portata di qualunque tipo di locale. Perché riconosco che sono una principiante del settore, quindi non vado assolutamente a vendere le chiappe. Ma poi io credo anche questo: che ormai anche il punto della console è diventato un punto di show. Non è più chiuso, come negli anni Ottanta, dietro un pannello di vetro. Quando io, spettatore, vado ad ascoltare la musica, vado anche a guardare quello che succede. Tant’è che vengono utilizzate spesso anche ballerine che accompagnano i movimenti del dj, o ballerini, o effetti di luce, qualcosa di spettacolare da vedere, come nei concerti musicali. Per cui è ovvio che l’occhio vuole anche la sua parte. Se tutto questo lo fa una donna piacevole o con un abbigliamento che colpisce, perché no? Cioè, perché non dovrebbe essere carino da vedere? Esattamente come quando lo fa un uomo che va a suonare in canottiera, tutto muscoloso, super figo. Le donne ci vanno perché il dj è figo. È sempre stato così. È un po’ la teoria dell’animatore dei villaggi. Quindi trovo molto ipocrita il discorso che stanno facendo.
Al di là del rapporto che hai con lei, tu stai difendendo Malena dalle critiche.
Penso che lei abbia tutto il diritto di reinventarsi in questo modo. Ripeto, io non metto becco sulle sue capacità, non lo so. Quindi, se un domani dovesse essere un flop, io direi che è un flop, assolutamente. Lei dovrebbe imparare a essere meno critica verso il prossimo, perché nessuno la perseguita o la imita in tutto quello che fa. Tutto qui. Più che altro, tutte facciamo dei percorsi simili, perché il mercato dello spettacolo vuole questo. Quindi non è che lei è vittima di un sistema. È un percorso in cui l’informazione e i social ci portano. È anche vero che, parliamoci chiaro, siamo donne di 40 anni che hanno gravitato comunque in quest’ambito. Cosa facciamo, poi? Finita la bambagia dei social e delle piattaforme, che si fa? Andiamo a fare l’ingegnere? È normale che si rimanga in un campo simile. Poi, ovviamente, ognuno può dimostrare le sue qualità. Che possa essere questo, o che possa essere chi inizia un percorso, per dire, anche letterario. Magari chi ha capacità inizia a scrivere senza avere dei ghostwriter alle spalle. Perché anche lì ci sarebbe da fare lo stesso discorso. Ognuno dimostra le sue capacità.
E invece, riguardo al commento di Rocco Siffredi, cosa ne pensi? Perché lui le ha mandato un messaggio di supporto. E lei ha detto: “Pensasse a lui, che sta pieno di problemi e procure”.
Io penso che la loro sia una situazione dove si sono schierati l’uno contro l’altro. Per i motivi che sappiamo. Io, l’ultima volta, quando ho visto Rocco, gli ho dato il mio supporto. Non ho capito, credo che non lo capirò mai, questa involuzione nell’opinione di Malena. Non l’ho proprio capita. Anche perché lei era entusiasta di tutto il percorso che aveva fatto con lui. Per cui non ho veramente, psicologicamente, capito queste sue scelte. Se non magari dettate da una voglia di hype del “controcorrente”. Non lo so. È l’unica cosa che mi viene in mente.
Vedendo il commento di lui, sembra quasi che neanche lui lo abbia capito.
Sì, ma è vero. Infatti se ne parlava. Lui è assolutamente tranquillo, non nutre nessun tipo di nervosismo perché lei si sia schierata contro Rocco, anche nella vicenda legale. Ma non penso che l’abbia capito nemmeno lui. Ma penso nessuno. A volte sono consigli sbagliati che vengono dati a chi poi ha la responsabilità di esporsi sui social. Magari dice una cosa per un’altra.
