“Sento che Pecco è pronto, lo vedremo presto”. Non l’ha detto Nostradamus, ma Claudio Domenicali, con il CEO di Ducati che “c’ha preso” di brutto e in tempi non sospetti. E’ uno dei retroscena svelati dall’episodio appena pubblicato di Inside in cui si racconta tutto, ma tutto davvero, dei fine settimana di gara di Pecco Bagnaia e Ducati. Sì, proprio in questo episodio si svela il retroscena di Pecco che ignora le parole del suo capomeccanico Gabarrini, “fai due giri con le gomme da bagnato e poi vieni a cambiare moto nel box”, per inseguire Marc Marquez quando, a pochissimi minuti dal via di Austin, s’è messo a correre per provare il colpaccio e partire dalla corsia box con la moto da asciutto.

Il punto, però, è che isolare questo retroscena da tutto il resto non rende onore a dodici minuti e qualche secondo di gusto vero. Perché un conto è seguire le corse, anche da vicinissimo, e un altro è stare letteralmente addosso al pilota. E è qualcosa che, sia perdonata la pesante ambizione, può anche aiutare a capire tanto di più sulla verità di un campione, Pecco Bagnaia, del suo compagno di squadra, Marc Marquez, e dell’ambiente, Ducati, dentro cui inseguono l’obiettivo di essere ancora campioni del mondo. Perché chi immagina musi lunghi, sotterfugi, sguardi di traverso e cose narrate così, in verità deve ricredersi davanti a due ragazzi che a prendersi troppo sul serio quando non stanno sopra le loro Desmosedici non ci pensano neanche da lontano. E, anzi, giocano insieme alle donne che amano, che a loro volta si prestano, anche mentre sono immersi nelle mille cose da fare di un fine settimana come quello del Texas. Sia prima che dopo la pista e “la battaglia”.

Umanità, quindi, raccontata prima ancora della performance, che comunque c’è e deve esserci come centro di tutto. Ma che è qualcosa di perseguito senza sangue sugli occhi e senza bava alla bocca, come verrebbe naturale immaginare. Con tanto di Davide Tardozzi sempre in versione “animatore che ci crede veramente” e persino un Gigi Dall’Igna sorprendentemente rilassato e pronto a buttarla in caciara nel perfetto stile “italiano in America”.
Il resto sono solo retroscena. Belli. Sorprendenti. Alcuni fighi proprio, ma semplicemente pezzi di qualcosa che chiunque può andare a guardarsi in qualunque momento (qui sotto il video integrale), mentre la conclusione da trarre resta una sola: alla bellezza quando è autentica e genuina, anche di due rivali che si giocano tutto mentre si giocano pur la vita, non c’è niente da costruire intorno. Perché i racconti “conditi” hanno senso quando la storia è così è così, ma quando la storia è potente veramente, l’unica cosa da fare è esserci e godersela. Anche portando il cursore su Play di un video da dodici minuti che basta da solo per, come diceva Gianna Nannini, farci volare come fosse l’America.