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15 gennaio 2025

Australian Open, Jannik Sinner vince ma non basta: ecco il “segreto” su cui punta il numero uno al mondo (con Cahill e Vagnozzi) per arrivare in finale

  • di Giulia Sorrentino Giulia Sorrentino

15 gennaio 2025

Jannik Sinner vince in Australia, ma non smette ma il lavoro di rifinitura. Infatti, per vincere l’Australian Open, c’è un dettaglio che potrebbe fare la differenza. Quale il suo punto debole su cui lavora con Vagnozzi e Cahill? La sua strategia per questo primo Slam della stagione non riguarda solo la condizione fisica o la tattica di gioco: c'è un aspetto chiave su cui si sta concentrando, qualcosa che potrebbe rivelarsi decisivo nei momenti più cruciali dei match. E questo, più di ogni altra cosa, dimostra quanto l'azzurro stia cercando di perfezionarsi, colpendo laddove conta davvero
Australian Open, Jannik Sinner vince ma non basta: ecco il “segreto” su cui punta il numero uno al mondo (con Cahill e Vagnozzi) per arrivare in finale

Sinner, vittoria al primo turno dell’Australian Open, ma niente applausi troppo facili per lui: “Lavoro sempre per migliorare”, dice con la stessa determinazione che lo ha portato a scalare le classifiche. Dopo aver battuto Nicolas Jarry, Jannik sottolinea con entusiasmo di sentirsi “fortunato”, e non è un modo di dire. Perché il suo team è davvero la sua forza, quella spalla che lo ha sostenuto nei momenti più difficili e che l’ha accompagnato verso traguardi straordinari, come il suo Slam e la posizione di numero uno al mondo. Da quando è arrivato Mark, il nuovo coach psicologico, Jannik si sente più completo, più a suo agio, pronto a sfidare i propri limiti con una marcia in più. L’intesa con il suo staff è immediata e palpabile, tanto da far sembrare che non si tratti solo di tennis, ma di una vera e propria squadra che sa come tenere alta la tensione, ma anche come stemperarla. Ecco, quindi, che dopo ogni allenamento, tra sudore e sforzi, arriva il momento della “petanque” con le linee del campo e la pallina da tennis che deve centrare il “punto” a suon di pallate calibrate.

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Simone Vagnozzi e Jannik Sinner
Simone Vagnozzi e Jannik Sinner

Durante la preparazione per l’Australian Open, il focus è stato, ed è tuttora, sul servizio, un aspetto del suo gioco su cui Sinner sta lavorando senza sosta per perfezionare ogni dettaglio. Con l’aiuto del suo team, ha messo a punto un servizio più variegato. Un uomo che non si accontenta, dal continuo work in progress per perfezionare ogni singolo dettaglio. Sa di avere ancora margini di miglioramento ed è proprio lì che non vuole farsi trovare impreparato. Il suo coach Simone Vagnozzi aveva spiegato i cambiamenti che insieme a Darren Cahill erano stati inseriti nel servizio di Sinner: “Quando siamo arrivati e va ai piedi parati, ma con Darren pensavamo che il foot-up fosse il movimento migliore. Abbiamo abbassato il lancio di palla e ci abbiamo lavorato tanto da quella sconfitta a Parigi. Adesso Jannik ha più torsione sulle spalle, spinge di più, le sue percentuali sono migliorate molto. Già a Shanghai ha tenuto percentuali molto buone, ma pensiamo che la sua prima palla possa ancora stabilizzarsi”. Il servizio va ancora migliorato: nella partita contro Nicolas Jarry, ha infatti, l'azzurro ha messo in campo il 57% di prime palle, realizzando però comunque l'ottanta percento di punti con la prima. Sono poche le rifiniture da mettere in atto, ma il suo team ha già individuato quali sono i punti su cui lavorare.

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