A Roma, sponda giallorossa, i soldi non mancano. Su questo aspetto si possono dormire sonni tranquilli dalle parti del Colosseo. Il presidentissimo Thomas Daniel Friedkin, per gli amici Dan, ha un patrimonio di quasi 8 miliardi di dollari secondo Forbes, grazie alla sua attività di produttore cinematografico, ma soprattutto per effetto dell’eredità di famiglia, il Friedkin Group, esclusivista della vendita di vetture Toyota negli stati di Texas, Arkansas, Louisiana, Mississipi e Oklahoma.

La vita però non è un film e nemmeno il calcio. Di esempi ricchissimi e fallimentari ce ne sarebbero molti da elencare, perché in questo gioco del pallone è importante avere l’argent come ci direbbe il tiktoker Gianluca Xu, ma non basta. Oggi la Roma calcio del sogno americano è un progetto che appare incompiuto, ancora il mezzo a un mare di dubbi, portato a riva dall’uomo dei miracoli Sir Claudio Ranieri. Il capitano della barca giusto, dopo l’esonero ancora tutto a capire di Capitan Futuro Daniele De Rossi e la deriva del periodo con Juric.
Ranieri, però, non è a tempo indeterminato e ha già messo le cose in chiaro: “vi porto in salvo e poi tanti saluti alla panchina”, meglio la scrivania per chi, dopo i 70 anni, vuole abbassare i giri del motore. Giusto perché è la Roma che lo chiede, altrimenti l’idea sarebbe stata quella di godersi la pensione. Roma è la Città Eterna, il più importante brand globale in tutti i settori possibili. Gli americani lo sanno. Perché, gestire società di calcio come il Cannes in serie B in Francia o l’Everton, i cugini sfigati di Liverpool che lottano per non retrocedere dalla Premier League, non è come prendersi la responsabilità di un club che conta quasi 2 milioni di tifosi. Caldi, appassionati e legati ai colori giallorossi come fosse il loro sangue. Qui, insomma, quando si parla di calcio non si scherza. Non è solo uno spettacolo, molto di più. La Roma deve tornare grande, questo si chiede ai cancelli di Trigoria.

Intanto il campionato di quest’anno potrebbe finire con il sapore dell’impresa. Ranieri alla guida, uno che di miracoli se ne intende, ha accompagnato la squadra all’ultimo miglio della stagione con 14 risultati utili consecutivi e ben sette vittorie di fila nel 2025. La classifica sorride: stessa posizione della Lazio e solo quattro lunghezze di distacco dal Bologna, oggi ultima formazione italiana in Champions League, insieme a Inter, Napoli e Atalanta. Un recupero che ha dell’incredibile se si pensa come era messa la Roma sotto l’albero di Natale con la Caporetto del sergente Juric.
Ben 15 punti recuperati alla rivale Lazio, 19 alla Fiorentina, 14 al Milan, 12 all’Atalanta, 10 alla Juventus, 7 al Bologna. E ora avanti tutta, fino alla fine, per vedere che succede perché nel football moderno il piazzamento in classifica significa soldi. Tanti. E conquistare un posto in Europa fa la differenza.
Però poi c’è da organizzare il futuro. E qui sono ancora dolori. Finito il periodo Mourinho, non si è mai avuto l’impressione di un progetto tecnico definito. Prima grana: l’allenatore. Pare che il compito di sceglierlo sia stato affidato anche questo a Ranieri. Le voci più insistenti portavano a Gasperini, smentito in conferenza stampa dal collega di Testaccio. La piazza chiede il grande nome, il gestore che, a detta del racconto mainstream, ti assicura una stagione dignitosa. E qui i papabili si snocciolano, uno su tutti “Acciughina” Allegri riabilitato dall’opinionismo pallonaro dopo il tracollo del professor Thiago Motta alla Juventus. C’è invece chi giura di contatti tra Davide Ancelotti, stretto collaboratore di papà, per riportare nella capitale Carletto che di giallorosso si era vestito da calciatore. Forse troppo.
Poi c’è una pista più concreta, anche questa nel segno dell’amarcord, che porta a Vincenzo Montella. L’aeroplanino nei mesi scorsi era stato vicino a sedere sulla panchina della Roma ma non si era riusciti a sbloccare la questione contrattuale che lega l’allenatore alla nazionale turca. Così ora pare si potrebbe tornare a parlarne.
Ranieri ha comunicato ufficialmente che il nome sarà svelato al termine del campionato e che fino a oggi nessuno lo avrebbe beccato. Tattica? Forse. Per questo le ricerche e i rumors hanno dato forza all’ipotesi più futurista e meno ruffiana per strizzare l’occhio ai tifosi di Francesco Farioli, il giovane coach italiano (35 anni) che tutto il mondo segue con stupore nel suo percorso ormai quasi definitivo verso il miracolo compiuto alla guida dell’Ajax.
La connessione con la Roma è legata al direttore tecnico francese Florent Ghisolfi che con Farioli aveva lavorato in Ligue 1 al Nizza nel campionato 2022/23. Ma la domanda sorge spontanea: Ghisolfi sarà ancora a Roma la prossima stagione? Forse. Ci aspettiamo colpi di scena perché chi si occupa di cinema sa come sorprendere e cambiare narrativa all’improvviso. Qualcuno ha anche parlato del progetto tecnico tutto americano con la proposta dei Friedkin di affidare la Roma all’allenatore Steven Cherundolo che sta vincendo tutto il MLS con il Los Angeles. Un po’ to much.
E Dybala? C’è da capire come e quando rientrerà dall’ennesimo infortunio e a questo punto pare probabile un suo addio a fine stagione con il tentativo di riportare in Italia Federico Chiesa, oggi panchinaro professionista al Liverpool.
Un rebus difficile da risolvere, con un unico punto focale: Claudio Ranieri. Che lui sì, la Roma la ama davvero.
