Quello che gli opinionisti non dicono lo fanno gli ex calciatori. Non tutti, s’intende, ma alcuni sì. Specie quelli che nella vita continuano ad essere ciò che sono stati in campo: leali, sinceri, schietti e anche un po’ scomodi. D’altronde si sa, quando si squarcia il velo di Maya non sempre tutto è come ce l’eravamo immaginati nella caverna dei nostri sogni e la visuale sulla realtà non sempre è color rosa glitter. A non lasciarsi ‘glitterare’, né snaturare è oggi Emiliano Viviano, il portiere toscano passato per Inter, Milan, Fiorentina, Arsenal tra le altre, e famoso per il suo stile un po’ ruvido con il quale difendeva i suoi pali. Il quarantenne di Fiesole oggi non difende più fisicamente una porta da calcio, ma sa ancora come difendere i pali di certi principi morali. Che non fa rima con moralismo, tutt’altro. Con la stessa schiettezza con la quale si distingueva sul rettangolo di gioco, il Viviano che ha dismesso i guantoni e indossato la coppola, suo nuovo inseparabile accessorio, prende posizione su quanto accaduto nel derby d’Italia tra Bastoni, Kalulu, La Penna, la dirigenza bianconera e i tifosi e lo fa a modo suo. Nessun dolcificante per edulcorare un concetto che l’ex portiere sgancia come un gancio dritto dritto in bocca al perbenismo pullulato in ogni dove nei giorni immediatamente successivi ad Inter-Juventus. Zattera di salvezza buttata dal toscano in mezzo al mare di perbenismo, moralismo e puritanesimo che ha mandato allo sbaraglio qualunque imbarcazione salpasse verso un porto che non prevedesse la gogna mediatica e la richiesta d’impiccagione di Alessandro Bastoni. “La morale tenetela per voi” ha tuonato il portiere ai microfoni di Cose Scomode, podcast di Aura Sport, dove il classe ’85 ha sbugiardato la fastidiosa maschera di stucchevole ipocrisia indossata da buona parte degli italiani dopo la simulazione di Alessandro Bastoni che ha portato all’espulsione di Pierre Kalulu e la conseguente esultanza dell’interista. Un caso prettamente calcistico diventato di dominio statale, lasciando praticamente il povero Papa Leone a restare l’unico grande della Terra ad astenersi dall’intervenire nel grande dibattito nazionale. Il Carnevale non implica necessariamente un obbligo a indossare una maschera, ma naso e parrucca sembrano essersi comodamente adagiati sui volti di molti, e non solo tifosi, ma anche addetti ai lavori, riscopertisi grandi mentori d’etica e pedagoghi.
C’è chi chiede addirittura l’esclusione del 95 di Chivu dalla Nazionale di Gattuso, fingendo di non sapere che se quel gesto Bastoni l’avesse commesso con la Nazionale oggi sarebbe dipinto a mo’ di eroe e magari di affresco nella basilica di San Lorenzo in Lucina. Esattamente come è stato applaudito a gran voce e hashtag Chiellini nella trattenuta a Saka in finale di Euro20 o come nel post finale di Berlino 2006, quando Marco Materazzi veniva ricoperto d’oro da qualunque italiano lo incontrasse per aver provocato Zidane che poi ha reagito con la famigerata testata che gli è costata l’espulsione e i rigori finali. “Se fosse stato italiano della Nazionale italiana e ci avesse permesso di vincere il Mondiale era un eroe”, ha tuonato Viviano che poi cita proprio l’episodio di Matrix al Mondiale: “Per anni è stato detto grandissimo Materazzi per anni che ha fatto innervosire Zidane e non c’era ai rigori. In quel caso era giusto perché ci andava bene”.
E sulla stessa frequenza d’onda di coerenza, l’ex portiere spiega il perché oggi il mondo in merito all’argomento Bastoni si sia diviso in interisti e anti-interisti: nessuno fa niente per gli altri e chi fa la morale, specie in tv, lo fa per darsi un tono, dicendo ciò che fa comodo dire e non ciò che sia più corretto dire. Che in questo caso fa rima con ciò che voglio screditare. Moralismo abbracciato a demonizzazione mediatica che finiscono con l’essere bullizzati dalla furia dell’ex estremo difensore sofferente dinnanzi alla fatica di legittimare l’incoerente e ipocrito puritanesimo di chi dimentica però che, mentre oggi si grida allo scandalo e alla ghigliottina per una simulazione che non fa onore ma neanche così orrore per come è stata dipinta, per anni ha difeso chi “si è venduto partite e gioca ancora”. Una provocazione che stavolta Viviano, che nel celebre spokon avrebbe il ruolo di Benjamin Price, spara come Holly Hutton dritto all’incrocio dei pali della porta avversaria: di potenza e imprendibile.