image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
  • MotoGp
  • Tennis
  • Formula 1
  • Calcio
  • Volley
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
  • motogp
  • tennis
  • Formula 1
  • calcio
  • Volley
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Sport

Gli arbitri di Serie A sono nel caos e ora vige la legge del più forte. I giocatori commentano sui social, i dirigenti mandano pec e gli allenatori si lamentano. Ma da tutto questo chi ci guadagna?

  • di Domenico Agrizzi Domenico Agrizzi

  • Foto: Ansa

8 gennaio 2026

Gli arbitri di Serie A sono nel caos e ora vige la legge del più forte. I giocatori commentano sui social, i dirigenti mandano pec e gli allenatori si lamentano. Ma da tutto questo chi ci guadagna?
La pressione sui direttori di gara è tanta. Il clima è insostenibile. Dopo Napoli-Hellas Verona l’attaccante Rasmus Hojlund ha commentato via social il gol che gli è stato annullato per fallo di mano. Con gli arbitri già nel caos la situazione rischia di precipitare. Servono chiarezza, un regolamento aggiornato e senso di responsabilità di club e allenatori. Perché nella confusione totale vincono sempre i più forti. E nessuno vuole che questo accada

Foto: Ansa

di Domenico Agrizzi Domenico Agrizzi

Nel caos regna un’unica legge: la forza. Lo scenario è la Serie A, i protagonisti i calciatori, i personaggi secondari (ma nemmeno troppo) gli allenatori e i dirigenti e i villain gli arbitri. Purtroppo, ormai, i ruoli all’interno della storia sembrano stabiliti. Le maschere dei cattivi sono state assegnate per gli errori commessi e la perseveranza delle storture. Prima si è evocata l’oggettività, nei tocchi di mano per esempio, manifestata dal principio dell’immediatezza: se prima di un gol un giocatore colpisce la palla con braccio o mano si deve fischiare. Il caso di Davis contro la Lazio è un precedente pericoloso: quanto tempo deve passare perché l’immediatezza si concretizzi? Scalvini nella penultima giornata segna all’Olimpico, l’Atalanta vince uno a zero e la Dea si conferma in un momento positivo. Ma quel risultato è frutto di un altro errore: Scalvini tocca con il braccio e spinge la palla in rete. Perché non fischiare? L’oggettività da cui eravamo partiti sembra essere venuta meno. Lo scatto verso l’interpretazione diventa palese nel rigore tolto a Dusan Vlahovic in Fiorentina-Juventus: il Var interviene dopo che l’arbitro Doveri aveva già fischiato. Il regolamento però prevede che questo sia possibile solo in caso di errore “chiaro ed evidente”. Ancora una questione di definizioni e di scatole cinesi: cos’è chiaro, cos’è immediato, cos’è oggettivo. Una matriosca di problemi da far risalire a Cartesio, ben oltre l’ambito calcistico. Ma non c’è tempo di perdere tempo in disquisizioni, ogni tre giorni c’è una partita e il regolamento - e la sua interpretazione - deve stare al passo.

Napoli-Hellas Verona
Napoli-Hellas Verona, altra partita controversa Ansa

Servono uomini d’azione in questi casi. Amministratori delegati, direttori sportivi e allenatori in seguito a una partita con errori sfavorevoli corrono ai microfoni per dire che “serve rispetto” per i tifosi e per la società, chiedono chiarezza, trasparenza e un metro comune. Fino a qui è il solito copione. Nelle ultime giornate, con la pressione sugli arbitri ai massimi storici, uno spettro ha cominciato ad aggirarsi per la Serie A: la malafede. Tra i tifosi il fantasma aveva sempre vagato, seppur le apparizioni fossero meno frequenti, ma ora invece qualcuno lo ha evocato di nuovo e con forza. Gli errori cominciano a essere troppi e non può essere un caso. Quella richiesta di rispetto si è tradotto in comunicati social e pec inviate alla Lega. Altro peso che il designatore Gianluca Rocchi e i direttori di gara devono gestire. Il carico ce lo ha messo Fabio Capello, nome tutelare del calcio italiano e opinionista di Sky: “Gli arbitri sono una mafia”. Poi il mister ha chiarito che intendeva semplicemente evidenziare la chiusura del mondo arbitrale. Ma il danno era fatto. L’ex arbitro Mazzoleni intervenuto a Giornale Radio ha detto che “se l’Aia avesse un’associazione più di peso, un personaggio del genere andrebbe querelato”.

Fabio Capello
Fabio Capello: "Gli arbitri sono una mafia" Ansa

Il Napoli ha pareggiato in casa con l’Hellas Verona. Un risultato poco soddisfacente, visto che domenica c’è la trasferta a San Siro contro l’Inter, ma anche questa gara è stata viziata da un fischio controverso: Rasmus Hojlund salta nell’area avversaria insieme al difensore veronese, la palla ricade, il norvegese controlla, calcia e segna. Ma la sfera avrebbe toccato il braccio dell’attaccante azzurro, quindi il gol è annullato. Hojlund oggi ha pubblicato una storia su Instagram in cui dice di non aver nemmeno sfiorato il pallone con la mano. Perfetto: se anche i calciatori cominciano a fare l’Open Var sui propri profili il regno dell’anarchia è arrivato.

Rasmus Hojlund
La storia di Rasmus Hojlund

I giocatori hanno la loro quota di responsabilità, simulazioni palesi e ridicole sono ordinaria amministrazione sui campi italiani. Gli arbitri abboccano, magari per riparare a decisioni precedenti sbagliate o perché influenzati dal nome sulla maglia e lo stadio che fischia. Le responsabilità sono largamente condivise. Antonio Conte dopo il pareggio con l’Hellas ha detto una cosa giusta, difendendo l’arbitro Marchetti e tutti i direttori di gara: “Sono in buona fede”. Bene così. Massimiliano Allegri e Cristian Chivu, allenatori di squadre pesanti, hanno parlato in maniera simile nelle ultime settimane. È l’atteggiamento giusto per alleggerire il clima. L’alternativa è decisamente più rischiosa: tutti parlano e criticano, scatenando reazioni dei tifosi, influenzando (indirettamente) il direttore di gara designato per la partita successiva, provando (involontariamente) a guadagnarci qualcosa. L’Aia deve fare qualcosa se non altro per fermare questa deriva. Perché nel mondo senza regole l’unico principio che conta è quello della forza.

More

No Conte, la colpa delle polemiche stavolta non è dei giornalisti e nemmeno dell’Italia provinciale

di Domenico Agrizzi Domenico Agrizzi

Facile così

No Conte, la colpa delle polemiche stavolta non è dei giornalisti e nemmeno dell’Italia provinciale

Lazio-arbitri: è guerra. La squadra di Lotito manda una pec alla Serie A. Ma ha senso che ogni società protesti per sé dopo ogni errore dei direttori di gara?

di Domenico Agrizzi Domenico Agrizzi

Bastonati

Lazio-arbitri: è guerra. La squadra di Lotito manda una pec alla Serie A. Ma ha senso che ogni società protesti per sé dopo ogni errore dei direttori di gara?

Gli ultras del Milan sbottano sui social: “Disertiamo le trasferte a Como e Firenze”. Ma cos’è successo stavolta? Ecco le ragioni dei Banditi della curva Sud

di Domenico Agrizzi Domenico Agrizzi

Aridaje

Gli ultras del Milan sbottano sui social: “Disertiamo le trasferte a Como e Firenze”. Ma cos’è successo stavolta? Ecco le ragioni dei Banditi della curva Sud

Tag

  • arbitri
  • Lega Serie A
  • Calcio
  • Napoli

Top Stories

  • “Marquez ha scelto la GP25 per penalizzare Bagnaia”: Chris Vermeulen potrebbe averci appena spiegato l’enorme differenza tra Marc e Pecco

    di Cosimo Curatola

    “Marquez ha scelto la GP25 per penalizzare Bagnaia”: Chris Vermeulen potrebbe averci appena spiegato l’enorme differenza tra Marc e Pecco
  • Eccola là: Alvaro Bautista sbugiarda Honda su Jorge Martìn e su come è andata veramente

    di Emanuele Pieroni

    Eccola là: Alvaro Bautista sbugiarda Honda su Jorge Martìn e su come è andata veramente
  • Perché “Pacio” Pacini è stato daspato per cinque anni? E come mai ora è indagato nel processo Doppia Curva? L’ultimo guaio per gli ultras della Sud

    di Domenico Agrizzi

    Perché “Pacio” Pacini è stato daspato per cinque anni? E come mai ora è indagato nel processo Doppia Curva? L’ultimo guaio per gli ultras della Sud
  • Il presunto addio al pugilato di Anthony Joshua e l’ultima frontiera del marketing. Mayweather, Fury, Tyson, Paul: la strategia dei finti ritiri ha rotto la boxe

    di Michele Larosa

    Il presunto addio al pugilato di Anthony Joshua e l’ultima frontiera del marketing. Mayweather, Fury, Tyson, Paul: la strategia dei finti ritiri ha rotto la boxe
  • Marc Marquez, Valentino Rossi e la MotoGP come il crimine: beccatevi la storia di Ryan James Wedding, l'ex olimpico dello snowboard che fa dannare l'FBI

    di Emanuele Pieroni

    Marc Marquez, Valentino Rossi e la MotoGP come il crimine: beccatevi la storia di Ryan James Wedding, l'ex olimpico dello snowboard che fa dannare l'FBI
  • Questo Marc Marquez sorride e parla di tutto: la paura della morte, il dolore al braccio, il ritiro, Valentino Rossi e quella fame lì

    di Cosimo Curatola

    Questo Marc Marquez sorride e parla di tutto: la paura della morte, il dolore al braccio, il ritiro, Valentino Rossi e quella fame lì

di Domenico Agrizzi Domenico Agrizzi

Foto:

Ansa

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Ma davvero fate? Rubato l’ultimo kart di Jules Bianchi, l’appello straziante del padre e la solidarietà di Leclerc

di Luca Vaccaro

Ma davvero fate? Rubato l’ultimo kart di Jules Bianchi, l’appello straziante del padre e la solidarietà di Leclerc
Next Next

Ma davvero fate? Rubato l’ultimo kart di Jules Bianchi, l’appello...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy