Marc Marquez è ancora veloce, anzi velocissimo sulla sua Ducati. Eppure sono passati esattamente quattro mesi dall’infortunio subito a Mandalika lo scorso anno e la sua condizione fisica è lontanissima dall’essere ottimale. Difficile avere un quadro chiaro, difficile capire quanto il suo enorme talento stia mascherando i problemi al braccio dopo l’ennesimo intervento chirurgico, stavolta alla spalla destra: “Ho detto a Ducati che avevo bisogno di prendermi la mattinata per me, per ritrovare confidenza, perché ero ottimista ma quando ho iniziato a guidare è stato uno sforzo più duro del previsto”, ci ha spiegato alla fine della primo giorno di test, chiuso però in prima posizione. “È un test di preparazione tecnica, però nel mio caso anche un test di preparazione fisica".
L’obiettivo, ci aveva anticipato a Madonna di Campiglio, è quello di trovarsi perfettamente in forma per la prima gara dell’anno, in Thailandia, prevista tra meno di un mese. A Campiglio però aveva anche detto che difficilmente avrebbe avuto problemi da subito in Malesia, cosa che invece è successa: “So che al primo giorno mi sentirò benissimo, come tutti i piloti, ma devo aspettare di vedere cosa succede tra il primo e il secondo giorno”, erano state le sue parole durante la conferenza stampa di due settimane fa.
A Sepang infatti, Marc ha parlato di una prima giornata più complicata del previsto: “Devo dire che questa mattina sentivo di avere dei limiti, guidavo molto rigido. La verità che oggi ho fatto run di due o tre giri, non volevo fare di più o massacrarmi il primo giorno, capirò meglio a che punto siamo il terzo giorno, quando avremo fatto run un po’ più lunghi”.
Il che fa ancora più impressione se pensiamo che in realtà si aspettava addirittura di stare peggio: “Se due mesi fa mi avessero detto che sarei arrivato così a Sepang avrei firmato due volte, perché sto molto meglio di quanto mi aspettassi fisicamente”. Meglio ma non abbastanza, quindi. Il talento per mettersi davanti a tutti nel giro di due passaggi - un po’ alla Stoner maniera - c’è ancora, questo dicono i tempi. E lui è bravissimo a nascondere i problemi, se non addirittura a trasformarli in opportunità. Eppure se la gara si corresse oggi sarebbe difficile pensarlo abbastanza competitivo da giocarsi la vittoria.
Quindi come sta Marc Marquez? Relativamente bene, perché i tempi vengono (anche se con gomma morbida, sfruttata da pochi) sta recuperando un po’ alla volta senza forzare e la moto gli obbedisce ancora. Se l’anno scorso è riuscito a vincere il titolo mondiale senza grossa fatica, è facile immaginare che in questa stagione dovrà fare i conti con sé stesso e col suo corpo, senza forzare o prendere rischi.
E il rinnovo con Ducati? Marc ha ripetuto in più occasioni di essere “sempre più vicino a chiudere”, anche a proposito dei dettagli che restano da sistemare di cui ci aveva parlato Gigi Dall’Igna a Madonna di Campiglio. La sensazione è che Marc Marquez e Ducati abbiano già trovato il loro accordo per 2027 e 2028 e che stiano solo aspettando il momento giusto per rendere nota la notizia, che potrebbe arrivare alla fine dei test di Sepang o, più verosimilmente, nella prima settimana di gara della stagione, prevista per l’ultima settimana di febbraio. Una volta ufficializzati i rinnovi, iniziati con Marco Bezzecchi e l’Aprilia, cominceremo a vedere i cambi di casacca di cui si è parlato moltissimo questa settimana.