Vuoi arrivare in alto. Lì dove ci sono Nike, Adidas. Hai il prodotto e sai come raccontarlo ma devi farlo girare forte, raccontare cosa ti separa dal brusio di fondo e farlo sentire alla gente. Macron è questa roba e sì, se volete vedere una di quelle storie che finiscono sul catalogo Netflix potete farlo in tempo reale senza che debba per forza raccontarvelo qualcun altro. Probabilmente è più facile contare le gocce nel mare che i brand impegnati nell’abbigliamento sportivo, questa storia però è diversa. Ci piace per l’approccio, sta in piccole cose tutte assieme diventano grandi. Una: quando a Bologna nasce un bambino, il club rossoblù - assieme a Macron - gli regala una maglietta, l’iniziativa si chiama “Sin dall’inizio forza Bologna”. È così dal primo gennaio 2025.


Un’altra: un paio di giorni fa Macron ha firmato una partnership con la FMI, la Federazione Motociclistica Italiana, per vestire i Talenti Azzurri, ragazzi supportati dalla Federazione per emergere nelle corse. Che sia velocità, motocross o trial cambia poco, anzi nulla. E così vedi questi ragazzi qui, disposti a tutto per inseguire quel sogno enorme, un film, con le loro divise nuove, che vorrà dire poco rispetto a un risultato in pista ma vuol dire tutto quando hai bisogno di sentirti parte di qualcosa. Di avere un’identità che ti aiuti a prendere sul serio te stesso. Sono cose piccole appunto, eppure assieme Macron ci restituisce un’idea grande: emergere a botte di poesia. Non è un’esagerazione. Se il tuo marketing lo fai con un regalo a chi viene al mondo e a ragazzi che hanno scommesso su loro stessi contro tutto il resto vuol dire che ci credi.
Si poteva dare un paio di scarpe a John Travolta per farlo ballare sul palco dell’Ariston, oppure far passare Diletta Leotta davanti a un cantiere edile. È sempre una questione di scelte, poca roba magari, eppure le scelte fanno l’essere umano. Non è un caso se Macron veste e supporta la nazionale italiana rugby e se quello della palla ovale è uno degli sport in cui investe di più: la coerenza è un investimento a lungo termine ma puntualmente paga.
La strada di Macron è iniziata con l’abbigliamento sportivo e sta proseguendo più avanti, così come il concetto di sport che diventa sempre più ampio. Il Team Yamaha in MotoGP, per esempio, ha lasciato VR46 per passare a Macron, che oltre a impegnarsi nel motomondiale produce anche l’abbigliamento per Lamborghini. Roba della Valley, di quella che abbiamo in Italia però: motori, idee.
C’è tanta retorica sugli italiani che fanno bene ma non fanno abbastanza, che hanno sì le idee e lo stile, poi però si perdono in un paese dominato dalla burocrazia. Pensare che Macron possa in qualche modo confrontarsi i grossi marchi dello sport e dello streetwear sembra impossibile, a meno di sapere che nel vecchio millennio era proprio Macron a produrre le maglie dell’NBA, per il football americano, per il baseball. La coerenza ripaga sulla lunga distanza. Un marchio come questo ce lo racconta.

