Ha ragione Carlo Pernat: in questa MotoGP i contratti non valgono più niente. Il manager genovese lo dice da un pezzo, raccontando un paddock in cui ormai da tempo è venuto meno quel codice tra case costruttrici secondo cui “non si andava a bussare alla porta di piloti già sotto contratto con altri marchi”. Rescissioni e separazioni improvvise, però, ci sono sempre state, anche se è vero che adesso accade con una frequenza maggiore rispetto al passato. Ormai, per metterla giù un po’ esagerata, vale tutto davvero.
Ecco, è proprio muovendo da questo che c’è venuto in mente di buttare di provare a immaginare la MotoGP 2026 dopo la rottura tra Jorge Martin e Aprilia. Chi correrà con chi, chi dovrà salutare i vecchi colleghi e chi, invece, potrà aggrapparsi a qualche speranza extrarisultati. Sia chiaro, però, qualcosa arriva da soffiate o indiscrezioni che oggettivamente hanno una base concreta, altro è semplicemente dedotto e altro ancora è totalmente immaginato. Cosa resta fuori? Solo l’impossibile.

Miller, Marini e Morbidelli in scadenza e Fernandez più fuori che dentro
Stando ai contratti, i piloti che l’anno prossimo potrebbero vestire una tuta diversa da quella che indossano sono tre: Jack Miller, Luca Marini e Franco Morbidelli (ci sarebbe anche Johann Zarco, ma l’impressione è che in Honda se lo sposerebbero pure). E’ chiaro, quindi, che a voler immaginare la line up 2026 della MotoGP è da loro che bisogna partire. Per Miller, stando a quanto si dice, c’è un interesse di Honda e c’è, soprattutto, la “protezione” di Carmelo Ezpeleta, che vuole a tutti i costi un australiano nella massima categoria del Motomondiale. Premesso che Miller ha un ottimo rapporto con Paolo Campinoti e che, se qualche risultato significativo dovesse arrivare, Pramac e Yamaha potrebbero anche scegliere di lasciarlo lì dove è, si parla di una offerta di Honda. In MotoGP? In verità no, ma in Superbike, con HRC che, però, contestualmente sta lavorando sul fronte Toprak Razgatlioglu, proponendo al turco un altro anno di SBK e poi il salto in MotoGP dal 2027. Quell’anno metà e metà potrebbe essere la salvezza di Miller, con l’australiano che finirebbe nel box di LCR e Johann Zarco promosso in ufficiale.
Già così in Honda ci sarebbe un (se non due) sedere di troppo, visto che le selle sono quattro in tutto e è chiaro che difficilmente potrà esserci ancora spazio per Luca Marini. L’italiano non ha ottenuto grossi risultati, ma ha lavorato sodo e si è fatto voler bene. Basta? Probabilmente no, con Marini che potrebbe trovarsi nella condizione di cercare fortuna altrove. Al momento grosse possibilità per lui non si vedono, se non quella che potrebbe essere in Aprilia su sponda Trackhouse. Al di là di tutti gli altri movimenti, infatti, è quasi impossibile pensare che Justin Marks, Davide Brivio e la stessa Aprilia rinnoveranno la fiducia a Raul Fernandez, destinato probabilmente a “fare la fine” di tutti quei giovanissimi piloti portati in MotoGP da KTM e bruciati nel giro di pochissime stagioni.
Il terzo in scadenza è, invece, Franco Morbidelli. Uccio già a Le Mans ha detto che l’opzione per il rinnovo scadrà alla fine dell’estate e che c’è la volontà di andare avanti insieme. Un posto in VR46 però c’è da liberarlo (il perché lo spieghiamo più avanti) e quindi i conti non tornano se non ipotizzando altre rescissioni e altri clamorosi colpi di scena. Di sicuro, visto il taglio romantico, profondo e più umano che caratterizza Franco Morbidelli la squadra perfetta per lui sarebbe l’Aprilia, che è fatta della stessa pasta. Insomma, quelli così hanno spesso le terga che bruciano per le bastonate prese, ma pure gli occhi di chi può permettersi di guardare tutti in faccia senza dover abbassare mai lo sguardo. Proprio come Aprilia.

Honda il "botto Martin", ma saranno Yamaha e Aprilia le grandi protagoniste
Passando alla piega moderna dei contratti che si possono rompere in ogni momento, gli altri scenari di mercato che si vanno configurando diventano decisamente suggestivi. Fonti vicine a Yamaha ripetono da un po’ che la storia tra il Team Monster Energy e Alex Rins è al capolinea e che (addirittura c’è chi ipotizza già prima della fine di questa stagione) il 2026 dello spagnolo, che si trascina dietro un “invalidante” problema alla gamba, sarà lontano dalla MotoGP o, al limite, sopra una moto diversa dalla M1. Di sicuro Rins piace molto a Massimo Rivola e il fatto che in passato abbia lavorato con Davide Brivio in Suzuki rende credibili le voci di continui contatti tra il pilota, Noale e gli USA (il Team Trackhouse è americano). Si mormora che anche Joan Mir – che avrebbe un altro anno con Honda – abbia strizzato l’occhio al box americano di Aprilia, visto che c’è la possibilità – dopo il caso Martin – che Massimo Rivola provi a portarsi in ufficiale Ai Ogura.
A fare il mercato in questa fase potrebbero essere Aprilia e Yamaha, con i giapponesi che di sicuro confermeranno Fabio Quartararo, ma potrebbero avere ben tre selle da mettere a disposizione, visto che anche quella di Miguel Oliveira, nonostante un contratto fino al 2026, non è così al sicuro. Trattative in corso ci sono sicuramente con Enea Bastianini (questa è una certezza, non una supposizione) che è sì legato a KTM, ma ha un contratto che potrebbe permettergli di liberarsi abbastanza facilmente (soprattutto se il suo capomeccanico, Alberto Giribuola, non rinnoverà con KTM).
In questo scenario, chi non pensa di sicuro al mercato in ingresso è KTM, che ha bisogno di salvarsi e quindi – ammesso che riesca a sopravvivere – di alleggerire le uscite di qualche ingaggio. Enea Bastianini, quindi, quasi certamente andrà via (puntando come prima scelta – con tutta probabilità – alla sella ufficiale dell’Aprilia) e difficilmente in Austria riusciranno a trattenere anche Pedro Acosta.

C’è solo un “anti Marquez”, tutti lo vogliono, ma lui vuole solo il “giallo quasi rosso”
Eccolo, il nome pregiato è proprio il suo: Pedro Acosta. Solo che se tutti lo vogliono è lui a non volere nessuno. O, meglio, a volere solo la Ducati. Il terreno per strappare Pedro a KTM (anche lui ha ancora un anno di contratto) lo hanno tastato tutti, ma il giovane fenomeno spagnolo – stando a quanto si dice – è stato chiaro: mi muovo da KTM, che mi ha cresciuto e a cui devo tutto, solo e esclusivamente per una Ducati. Parole che potrebbero suonare come musica meravigliosa alle orecchie di uno come Gigi Dall’Igna che figuriamoci se chiude le porte a un Acosta. L’unica possibilità, però, al momento è in VR46, con il 37 che finirebbe su una Desmosedici gialla prima di un futuro passaggio su quella rossa della squadra ufficiale. Sarà Morbidelli a lasciargli il posto? Oppure si aprirà qualche altro scenario? E’ qui che si torna all’affermazione di Pernat, “i contratti non valgono più niente”, per provare a immaginare cosa altro potrebbe succedere.
Pecco Bagnaia via da Ducati prima del tempo per accasarsi in Honda in un dream team con Jorge Martin? Ok immaginare e far volare la fantasia, ma qui siamo alla fantascienza più fervida. Fabio Di Giannantonio corteggiato da altri marchi? Ci starebbe, ma il rapporto con VR46 e Ducati sembra ottimo. E stesso discorso viene da farlo per Alex Marquez con il Team Gresini, ma con la precisazione che Alex, al contrario di Di Giannantonio, non ha un contratto direttamente con Ducati e non guida una Desmosedici uguale a quella degli ufficiali. E’ legato per un altro anno al Team Gresini, ma se dovesse vincere il mondiale o arrivare a ridosso del vincitore è molto probabile che qualcuno busserà alla sua porta offrendogli un posto in una squadra ufficiale e un ingaggio da pilota ufficiale.
