image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
  • MotoGp
  • Tennis
  • Formula 1
  • Calcio
  • Volley
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
  • motogp
  • tennis
  • Formula 1
  • calcio
  • Volley
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Attualità

Certezze del nuovo anno? L’aumento dei pedaggi delle autostrade e la “libertà” di restare in coda. Ma dove vanno a finire quei soldi?

  • di Matteo Mattei Matteo Mattei

2 gennaio 2025

Certezze del nuovo anno? L’aumento dei pedaggi delle autostrade e la “libertà” di restare in coda. Ma dove vanno a finire quei soldi?
Tra i pochi rituali che in Italia resistono al passare del tempo, uno spicca per la sua puntualità implacabile: l’aumento dei pedaggi autostradali. Il 2025 è iniziato all'insegna dei rincari. E così, anche quest'anno, viaggiare sulle nostre autostrade rischia di trasformarsi in un lusso sempre più difficile da sostenere. Ma davvero stiamo pagando per avere un servizio migliore o, ancora una volta, per continuare a finanziare una tradizione tutta italiana?

di Matteo Mattei Matteo Mattei

Anno nuovo, vita vecchia. Se c’è una irritante pratica che negli ultimi anni in Italia è ormai consuetudine, è quella dell’aumento dei pedaggi autostradali. Proprio come i noiosi cenoni natalizi o i fastidiosi botti di Capodanno, anche il caro-autostrade arriva puntuale al primo gennaio, come un parente che non hai invitato ma che comunque si presenta. È il regalo che nessuno chiede, ma che puntualmente ci ritroviamo sotto l'albero appena scartati i panettoni. Peggio del tipico bagnoschiuma o dei classici calzini della zia.

Le tariffe, manco a dirlo, sono lievitate ancora una volta. La motivazione? Ovviamente, i "maggiori costi di gestione e manutenzione". Una formula ormai scolpita nella pietra, perfetta per giustificare rincari che sembrano non avere mai fine. E mentre il resto del mondo discute di sostenibilità e innovazione nei trasporti, noi ci troviamo ancora a fare i conti con l’ennesimo aumento, come se viaggiare in autostrada fosse un lusso riservato sempre più a pochi eletti. Le prime stime parlano di incrementi medi intorno all'1,8%, ma su alcune tratte il rincaro è più significativo. E così, se già piangevamo per i pedaggi tra Milano e Napoli o tra Pescara e Bologna, prepariamoci ad allegerire ulteriormente il portafoglio. Il risultato? Un viaggio in autostrada comincerà ad assomigliare sempre di più a una mini crociera: cara, interminabile e con qualche coda di troppo. Per non parlare poi della pausa caffè, fare pranzo o cena fino al rifornire il carburante sulla rete.

https://mowmag.com/?nl=1
Sempre più soldi "lasciati" in autostrada dagli automobilisti
Sempre più soldi "lasciati" in autostrada dagli automobilisti

Naturalmente gli aumenti sono indispensabili per garantire la sicurezza e il mantenimento delle infrastrutture, ci mancherebbe. Ma con tutto il rispetto, basta percorrere pochi chilometri per notare che molte tratte sembrano più cantieri eterni che future modernissime vie di comunicazione. Tra restringimenti di carreggiata, tratti chiusi, manto stradale rovinato non drenante, code non segnalate e segnaletica improvvisata, la sensazione è che stiamo pagando di più per avere sempre di meno. E non venga mai l'idea di percorrere la tratta del medio Adriatico perché lì, fuori dal periodo delle festività, tra gallerie a corsia unica e code c'era e ci sarà piena "libertà" di partecipare alla coda.

Sempre più automobilisti si chiedono dove vadano a finire tutti questi soldi. Per anni si è parlato di grandi progetti infrastrutturali, ammodernamenti e nuove tratte. Eppure, di queste "grandi opere" si è visto ben poco. Certo, ogni tanto qualche nuovo tratto o viadotto viene inaugurato in pompa magna, ma nel frattempo il resto della rete autostradale sembra procedere a rilento. E mentre eravamo impegnati a ingurgitare panettoni, pandori e torroni, in TV abbiamo visto pubblicizzare il nuovo logo e la nuova campagna istituzionale del principale gruppo gestore della rete autostradale d'Italia. Con il claim studiato apposta per restare in testa in loop mentre si cerca di trovare sonno sdraiati a letto con il famigerato cinghiale sullo stomaco, “la libertà è movimento” ricorda la possibilità di scegliere il proprio percorso, secondo le proprie esigenze e i propri tempi. Se Gaber cantava libertà è partecipazione, noi confermiamo che la partecipazione è solo nel gestire il tempo in fila o il ritardo a lavoro.

Anche in questo 2025 ci sarà comunque chi, per risparmiare, deciderà di affidarsi alle strade statali. Qui il viaggio diventa un’impresa, oltre ad altre code infinite, semafori interminabili collegati a telecamere e limiti di velocità, le buche larghe come crateri ti fanno sentire un escursionista più che un automobilista. Ma almeno, alla fine, risparmi quel pugno di euro di pedaggio, anche se i livelli di cortisolo raggiungono punte da record. E per fortuna che la generazione dei nostri nonni era cresciuta col mito che la strada statale fosse qualcosa di mitico come i ponti radio, custoditi per essere sempre liberi e fruibili. Oggi possiamo smentite le loro tesi visto che anche lì i cantieri sono sempre più fissi che temporanei.

Tra ricavi da record e dividendi generosi, le società che gestiscono le autostrade sembrano vivere in un mondo parallelo, dove la crisi economica è un concetto distante. A pagare, come sempre, sono i cittadini, costretti a fare i conti con rincari che si sommano a quelli già annunciati per luce, gas e carburante. E se c’è una certezza per il nuovo anno, è che questo trend non si fermerà. Tra pochi mesi, probabilmente, qualcuno ci parlerà di "nuovi adeguamenti tariffari", come se aumentare fosse la cosa più naturale del mondo. Al contrario invece, nessuno ci dirà mai che le tariffe scenderanno anche solo di 10 centesimi. Intanto, chi viaggia per lavoro o per necessità dovrà continuare a mettere mano al portafoglio, mentre i grandi proclami sulla mobilità sostenibile rimarranno, ancora una volta, lettera morta.

In un Paese dove tutto cambia, ma nulla cambia davvero, possiamo almeno consolarci con una certezza: gli aumenti delle autostrade sono l’unica tradizione che non rischia di scomparire. E mentre noi continuiamo a pagare, forse è il caso di cominciare a sognare un 2025 con meno rincari e più strade libere. Ma per ora, l’unica strada libera sembra quella che porta a un divieto di accesso o una strada senza uscita.

https://mowmag.com/?nl=1

More

C’è un legame tra l’attentato Isis con l’auto sulla folla a New Orleans e l’esplosione del Cybetruck Tesla davanti all'hotel di Trump? Dal noleggio di mezzi e pick-up elettrici al servizio militare: tutte le “coincidenze”. E Musk…

di Redazione MOW Redazione MOW

Un caso?

C’è un legame tra l’attentato Isis con l’auto sulla folla a New Orleans e l’esplosione del Cybetruck Tesla davanti all'hotel di Trump? Dal noleggio di mezzi e pick-up elettrici al servizio militare: tutte le “coincidenze”. E Musk…

Davvero i Fondi internazionali come BlackRock, Blackstone, KKR e Macquariesono sono in fuga dall’Italia come scrive Dagospia? C’entrano Autostrade, Unicredit e gli extraprofitti delle banche…

di Beniamino Carini Beniamino Carini

lo spiegone

Davvero i Fondi internazionali come BlackRock, Blackstone, KKR e Macquariesono sono in fuga dall’Italia come scrive Dagospia? C’entrano Autostrade, Unicredit e gli extraprofitti delle banche…

Perché tedeschi, austriaci e olandesi non pagano le multe prese in Italia? Colpa della visibilità delle targhe e di un cavillo...

di Redazione MOW Redazione MOW

impuniti

Perché tedeschi, austriaci e olandesi non pagano le multe prese in Italia? Colpa della visibilità delle targhe e di un cavillo...

Tag

  • Automotive
  • Auto
  • Autostrada
  • Autostrade per l'Italia
  • pedaggi
  • soldi
  • Viaggi

Top Stories

  • [VIDEO] Delitto di Garlasco: “Hanno tutti paura di una famiglia e di una persona”. Le nuove cannonate di Alessandro De Giuseppe (Le Iene) anche su “telefonate per incastrare”, “DNA comparso”, uomini dello Stato e testimoni “che hanno parlato”

    di Emanuele Pieroni

    [VIDEO] Delitto di Garlasco: “Hanno tutti paura di una famiglia e di una persona”. Le nuove cannonate di Alessandro De Giuseppe (Le Iene) anche su “telefonate per incastrare”, “DNA comparso”, uomini dello Stato e testimoni “che hanno parlato”
  • Delitto di Garlasco: cosa c’è oltre Stasi, Sempio e la pista familiare? Le misteriose feste in villa di cui (forse) s’è parlato troppo poco

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: cosa c’è oltre Stasi, Sempio e la pista familiare? Le misteriose feste in villa di cui (forse) s’è parlato troppo poco
  • Delitto di Garlasco e “sistema Bruzzone”: Bacco sbotta contro la criminologa (che forse ha esagerato)

    di Michele Larosa

    Delitto di Garlasco e “sistema Bruzzone”: Bacco sbotta contro la criminologa (che forse ha esagerato)
  • [VIDEO] Delitto di Garlasco: ma l’avete letto il labiale di De Giuseppe (Le Iene) a Zona Bianca? Signori, viene giù tutto davvero

    di Emanuele Pieroni

    [VIDEO] Delitto di Garlasco: ma l’avete letto il labiale di De Giuseppe (Le Iene) a Zona Bianca? Signori, viene giù tutto davvero
  • BigMama dimagrisce e finalmente si può parlare di body positivity? Della sua musica, ancora no. Ma questa è una belvata che MOW rivendica

    di Grazia Sambruna

    BigMama dimagrisce e finalmente si può parlare di body positivity? Della sua musica, ancora no. Ma questa è una belvata che MOW rivendica
  • Caso Signorini, vendita gruppo Gedi, Elkann non ha più bisogno della stampa ma delle piattaforme, unico modo per spegnere quelli come Corona. È il potere che cambia pelle, bellezza

    di Antonio Mancinelli

    Caso Signorini, vendita gruppo Gedi, Elkann non ha più bisogno della stampa ma delle piattaforme, unico modo per spegnere quelli come Corona. È il potere che cambia pelle, bellezza

di Matteo Mattei Matteo Mattei

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Omicidio Liliana Resinovich, ma davvero è morta poco prima che il suo corpo venisse ritrovato? Ecco tutti gli elementi che fanno ipotizzare che non sia stata uccisa subito dopo la scomparsa…

di Giulia Ciriaci

Omicidio Liliana Resinovich, ma davvero è morta poco prima che il suo corpo venisse ritrovato? Ecco tutti gli elementi che fanno ipotizzare che non sia stata uccisa subito dopo la scomparsa…
Next Next

Omicidio Liliana Resinovich, ma davvero è morta poco prima che...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy