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Giorgia Meloni è uscita dal gruppo (WhatsApp di Sgarbi e Morgan): la più grande violazione della privacy della storia?

  • di Ottavio Cappellani Ottavio Cappellani

25 ottobre 2022

Giorgia Meloni è uscita dal gruppo (WhatsApp di Sgarbi e Morgan): la più grande violazione della privacy della storia?
Viaggio nel gruppo WhatsApp “Rinascimento e Dissoluzione”, creato da Vittorio Sgarbi e con amministratore Morgan, che ha fatto partire una raffica di inviti inserendo tra gli altri politici (tra cui Giorgia Meloni), artisti e giornalisti. Tra qualche entusiasta e fughe precipitose per non rendere pubblico il proprio numero di telefono (quando forse ormai era già troppo tardi), ecco il racconto dell’“infiltrato” Ottavio Cappellani: “Stanno parlando di arte, antiche riviste, collezioni personali, colori, intelligenze artificiali. Tra le ipotesi più accreditate la trasformazione del movimento Rinascimento di Vittorio Sgarbi in un Meetup grillino”

di Ottavio Cappellani Ottavio Cappellani

Giorgia Meloni è uscita dal gruppo, non si sa se ci rientrerà, come Jack Frusciante, oppure no. Appena ieri qualcuno sosteneva, più o meno, che la (o “il”, ne stanno discutendo) Meloni l’aveva praticamente rassicurato di persona che non solo non era uscita da gruppo, ma lo seguiva silente.

Stiamo parlando del gruppo WhatsApp di Vittorio Sgarbi – Rinascimento e Dissoluzione – creato nel 2020 e rimasto in vigile attesa (o in sonno, o quello che è) fino all’indomani della nomina di Gennaro Sangiuliano a ministro della cultura (e della sovranità dei bloc notes… “quadernini”, pardon), quando Morgan è stato inserito come amministratore e raffiche di inviti al gruppo sono state sventagliate coinvolgendo, come ha flashato Dagospia “politici, artisti, musicisti, critici d’arte, bottegai, giornalisti e Don Backy”.

Tra entusiasti, fughe precipitose per non rendere pubblico il proprio cellulare, nuovi inviti, siamo a quota 511, che dovrebbe essere il numero massimo con due amministratori.

Morgan e Sgarbi
Morgan e Sgarbi

Al momento stanno parlando di arte, antiche riviste, collezioni personali, colori, intelligenze artificiali, e in nottata Morgan ha detto che “il simbolo non rappresenta il significato ma il significante” e che poi a poco a poco il significante diventa significato anche se non ho capito di che simbolo parlava. L’atmosfera generale e un po’ vaga è tra un tavolino di un bistrot francese – diciamo epoca Derrida – i cui astanti io mi immagino, senza alcun motivo valido, con la maglietta a righe orizzontali e il basco da pittore; una televendita; un salotto culturale tra sconosciuti in una qualche villa di campagna dove fa freddo ma gli affettati sembrano  buoni e poi in ogni caso dove minchia andiamo a quest’ora?; il corpo smembrato di David Foster Wallace, come se al posto di impiccarsi sul patio si fosse fatto esplodere e i minuscoli pezzettini di DWF continuassero a esistere come minizombi; un rapimento alieno di gruppo e infine un “come cazzo si silenzia?”.

Le due ipotesi più accreditate a questo momento per l’estemporanea azione dadosurrealista (nel senso di surrealismo in dadi da brodo) sono: 1) vendetta tremenda vendetta all’alba vincerò 2) la trasformazione del movimento “Rinascimento” di Vittorio Sgarbi in un “Meetup” grillino (non riesco a capire se venuto meglio o peggio perché non ho mai messo piede in un Meetup).

Beppe Grillo e Vittorio Sgarbi
Beppe Grillo e Vittorio Sgarbi

In ogni caso è inutile parlarne perché in chat Sgarbi ha detto: “Il Rinascimento non si definisce, è il Rinascimento a definire”. L’ultimo messaggio prima del down di WhatsApp era di un qualcuno che alle 8:59 scriveva: “Buongiorno a tutti gli sgarbiani”. Tra simbolo significante e Rinascimento definitorio, al primo “buongiornissimo caffè” io lascio. Anche se la cosa non fa notizia come la (il) Meloni.

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