image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
  • MotoGp
  • Tennis
  • Formula 1
  • Calcio
  • Volley
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
  • motogp
  • tennis
  • Formula 1
  • calcio
  • Volley
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Attualità

Il Tar sorpassa l'ecodemagogia persino a Bologna: lo stop al limite dei 30 km/h è sentenza. Ma ora con le multe già fatte come la mettiamo?

  • di Michele Larosa Michele Larosa

  • Foto di: Il sorpasso

21 gennaio 2026

Il Tar sorpassa l'ecodemagogia persino a Bologna: lo stop al limite dei 30 km/h è sentenza. Ma ora con le multe già fatte come la mettiamo?
Il Tar ferma il Comune di Bologna sul limite di velocità a 30 km/h. Troppo generico e sproporzionato. Ma ora che succede con le multe?

Foto di: Il sorpasso

di Michele Larosa Michele Larosa

Alt al Comune di Bologna. Anche per la demagogia c'è un limite, ma è comunque superiore ai 30 km/h che erano stati imposti. Lo dice il Tar in una sentenza che ancora una volta dà alla Meloni e ai suoi l'occasione di dire alla sinistra “te l'avevo detto”.
La questione nasce da uno studio dell'Oms che dice che il rischio di morte per un pedone investito a 30 km/h è del 10%, mentre a 50 km/h supera l’80%. Da qui l'idea, già usata in altre grandi città europee di abbassare il consueto limite di 50 km/h nelle strade urbane a 30 km/h. L'eccezione diventa regola. Un limite però non limitato solo alle aree densamente popolate ma esteso indiscriminatamente a tutte le strade cittadine.
La solita bandiera di buonismo senza riflessi di praticità. Secondo il Tar infatti l’intervento del Comune sarebbe stato sproporzionato. Sarebbe bastato limitarsi a singole strade che hanno specifiche condizioni di traffico o altri requisiti che per la legge giustifichino l’abbassamento del limite di velocità, come la vicinanza a scuole, parchi o aree densamente abitate. Di norma il limite di velocità nei centri abitati è di 50 chilometri orari, e può essere abbassato in certe strade o tratti di strada e solo con presupposti specifici. Inoltre i provvedimenti con cui sono stati istituiti i nuovi limiti di velocità sarebbero stati troppo generici. Estendere il limite a tappeto è solo una scelta ideologica. Senza contare poi che, secondo vari commenti social, all'atto pratico a Bologna cambierebbe poco, visto che il limite non lo rispettava nessuno.

Se poi è vero che nel 2024 dall'introduzione di “Bologna 30” nel capoluogo emiliano il numero degli incidenti è diminuito del 13,1 per cento rispetto alla media dei due anni precedenti e soprattutto non sono stati uccisi pedoni per la prima volta da almeno 33 anni, cioè da quando sono disponibili i dati. È anche vero che nel primo semestre del 2025, gli ultimi dati ufficiali a disposizione, il numero dei pedoni investiti e uccisi è tornato a 4, addirittura più che nel 2021 e nel 2022.
Una misura che è diventata anche terreno di scontro politico e che, alla luce della sentenza, ha dato ancora una volta alla destra l'occasione di dimostrare maggiore pragmatismo e vicinanza alla realtà.
La sentenza del Tribunale Amministrativo nasce da un ricorso di due tassisti che, sostenuti da Fratelli d'Italia avevano contestato come l’obbligo di rispettare il limite dei 30 chilometri orari in città comportasse tempi di percorrenza quasi doppi, con il risultato di ridurre corse e guadagni rispetto a prima (uno dei due aveva poi ritirato il ricorso). Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini non ha perso l'occasione di mostrarsi felice per la pronuncia: "Il nuovo codice della strada approvato un anno fa dimostra la nostra attenzione alla sicurezza stradale, che però va fatta con buonsenso e non con provvedimenti ideologici che danneggiano i cittadini e tradiscono lo spirito delle Zone 30, pensate appositamente per proteggere alcune aree sensibili". Mentre l'amministrazione bolognese tira dritta, con il sindaco Matteo Lepore che annuncia: "La Città 30 andrà avanti, ce lo chiedono le vittime della strada. La sentenza del Tar pone questioni burocratiche sugli atti alle quali siamo pronti a rispondere, ma conferma una cosa importante: la funzione pianificatoria del Comune sui limiti di velocità”. Il Tar infatti non ha annullato la misura in sé ma la legittimità del modo in cui è stata applicata. Il Comune potrebbe ora decidere di adottare nuove misure per istituire il limite a 30 strada per strada, motivando ogni caso specifico.

Matteo Lepore inaugura la Bologna a 30 km/h
Matteo Lepore inaugura la Bologna a 30 km/h

E ora le multe?

La domanda ora è, ma i poveri sfortunati che sono incappati nell'autovelox? Per quelli che hanno già pagato toccherà turarsi il naso e mandarla giù. Il pagamento della sanzione amministrativa viene infatti considerato come una sua accettazione. Diverso il discorso per le multe non ancora definitive, cioè quelle non ancora pagate o che sono state impugnate. Queste devono essere annullate. Ma piano a cantare vittoria. La decisione del Tar non è ancora definitiva, e il Comune potrà opporre ricorso al Consiglio di Stato entro 60 giorni. In questo caso l'amministrazione potrà richiedere che la decisione del Tar venga sospesa fino alla decisione del Consiglio di Stato. Se anche la massima autorità amministrativa darà torto al Comune emiliano toccherà alle casse pubbliche far fronte alla bandiera ideologica issata da Lepore.

More

"Uccidere un pedone non è reato". La sentenza choc dopo la morte di un 71enne

di Giulia Ciriaci Giulia Ciriaci

Processo deludente

"Uccidere un pedone non è reato". La sentenza choc dopo la morte di un 71enne

Raffica di incidenti mortali sulle strade di Roma: diciotto vittime in un mese. Cosa sta succedendo?

di Giulia Ciriaci Giulia Ciriaci

Una tragedia senza fine

Raffica di incidenti mortali sulle strade di Roma: diciotto vittime in un mese. Cosa sta succedendo?

Con il nuovo pacchetto sicurezza diventeremo uno Stato di polizia? Norme anti maranza, Ice italiano e caccia a chi protesta. E su stazioni e zone rosse…

ordine e disciplina

Con il nuovo pacchetto sicurezza diventeremo uno Stato di polizia? Norme anti maranza, Ice italiano e caccia a chi protesta. E su stazioni e zone rosse…

Tag

  • Matteo Salvini
  • Bologna
  • Tar

Top Stories

  • Le nuove bombe di Report sul Villaggio Olimpico e il contratto tra Fondazione Milano Cortina e Deloitte: altro che Giochi a costo zero

    di Michele Larosa

    Le nuove bombe di Report sul Villaggio Olimpico e il contratto tra Fondazione Milano Cortina e Deloitte: altro che Giochi a costo zero
  • Delitto di Garlasco: la “roba” di Stefania Cappa e le parole del genetista Fabbri sui capelli di Chiara Poggi? Ok i fatti, ma occhio con le suggestioni

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: la “roba” di Stefania Cappa e le parole del genetista Fabbri sui capelli di Chiara Poggi? Ok i fatti, ma occhio con le suggestioni
  • Stranger Things, il Conformity Gate esiste. Ecco dove trovare il segreto Capitolo 9

    di Ottavio Cappellani

    Stranger Things, il Conformity Gate esiste. Ecco dove trovare il segreto Capitolo 9
  • Delitto di Garlasco: nessuno ha ancora detto che l’arma è la cannuccia dell’Estathé? Ormai vale tutto. E i consulenti dei Poggi…

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: nessuno ha ancora detto che l’arma è la cannuccia dell’Estathé? Ormai vale tutto. E i consulenti dei Poggi…
  • Chi è Claudio Carlomagno, il marito di Federica Torzullo scomparsa ad Anguillara: la madre poliziotta e assessore, la ditta di famiglia e la sua versione dei fatti

    di Michele Larosa

    Chi è Claudio Carlomagno, il marito di Federica Torzullo scomparsa ad Anguillara: la madre poliziotta e assessore, la ditta di famiglia e la sua versione dei fatti
  • Delitto di Garlasco: Maria Rosa Poggi, Stefania Cappa e i nuovi testimoni de Le Iene? La verità è che serve Fabrizio Corona

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: Maria Rosa Poggi, Stefania Cappa e i nuovi testimoni de Le Iene? La verità è che serve Fabrizio Corona

di Michele Larosa Michele Larosa

Foto di:

Il sorpasso

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Delitto di Garlasco: sicuri che lo scoop (di Giletti) sia la chat tra Chiara Poggi e Alberto Stasi? Cosa ha detto il gen. Garofano su “quel PC mai aperto” forse non l’avete sentito

di Emanuele Pieroni

Delitto di Garlasco: sicuri che lo scoop (di Giletti) sia la chat tra Chiara Poggi e Alberto Stasi? Cosa ha detto il gen. Garofano su “quel PC mai aperto” forse non l’avete sentito
Next Next

Delitto di Garlasco: sicuri che lo scoop (di Giletti) sia la...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy