Ferrari corre più veloce nei mercati finanziari che in pista? Beh, forse sì, e pur prendendo le dovute precauzioni per quanto riguarda il mondiale 2025 possiamo dire che lo scorso anno sono i dati che lo dimostrano. Perché il Cavallino scalza Gucci e diventa il marchio italiano più prestigioso, dopo Generali, con un valore di 12,9 miliardi di euro, in crescita del 31% rispetto all’anno precedente. A dirlo è la classifica di Brand Finance Italy, che consacra la scalata di Ferrari ai più importanti e solidi brand italiani nel mondo, da Generali a Gucci, appunto. La compagnia assicurativa si piazza in vetta raggiungendo i 15,2 miliardi di euro (+41%), seguita da Ferrari i 12,9 miliardi (+31%) e infine Gucci, che passa dal primo al terzo posto con 10,2 miliardi di euro (-27%).

Il dato incoraggiante a livello generale è che il valore in euro dei primi 100 marchi italiani è salito complessivamente del 5 per cento, correndo più velocemente rispetto a Germania, Cina e Regno Unito: “L’incremento – spiega ItaliaOggi – è stato trainato in particolare da banche (+26 per cento), assicurazioni (+24 per cento) e alimentari (+13 per cento), mentre sono calati i player della moda (-9 per cento e le utilies (-1 per cento)”. Per quanto riguarda le banche crescono anche Intesa Sanpaolo (+2,3 miliardi di euro) e Unicredit (+1 miliardo), ma in generale ben 12 marchi bancari presenti nella top 100 che crescono quasi tutti a doppia cifra, "grazie agli elevati tassi di interesse e alla forza di attrazione". Tornando a Ferrari, il risultato non è solo legato alla vendita dei suoi esclusivi modelli, ma anche alla forza con cui il marchio riesce a influenzare le scelte dei consumatori. La capacità di attrazione del marchio misurata in classifica è pari a 90,1 su 100. Parte di questo successo si deve tanto all’appeal radicato nella tradizione della casa di Maranello, ed espresso soprattutto nella Formula 1, quanto alla spinta sulle nuove tecnologie, in primis, le supercar.

Ferrari ha concluso il 2024 con risultati finanziari incoraggianti. Nel corso dell'anno, l'azienda ha registrato ricavi netti per 6,677 miliardi di euro, in aumento dell'11,8% rispetto all'anno precedente, con una produzione totale di 13.752 unità. L'utile operativo (EBIT) è stato di 1,888 miliardi di euro, con un margine del 28,3%, mentre l'utile netto ha raggiunto 1,526 miliardi di euro, con un incremento del 22% rispetto al 2023. Numeri che, se da un lato rappresentano una tendenza di segno opposto rispetto a quella complessiva del gruppo Exor, dall’altro hanno contribuito a rendere Ferrari una voce cruciale nel portafoglio di investimenti della holding finanziaria di proprietà degli Agnelli. Nel primo semestre del 2024, il Net Asset Value (NAV) di Exor è cresciuto del 9%, raggiungendo 38,3 miliardi di euro al 30 giugno. Questo incremento è stato trainato principalmente dalla performance proprio di Ferrari.
