Ma cosa sta succedendo a Rete 4? Secondo il giornalista Gennaro Marco Duello sembrerebbe che si stiano muovendo dei venti strani nei corridoi di Cologno Monzese. Perché? In un articolo di Fanpage, i cui estratti sono stati condivisi anche in un post sul suo profilo Instagram, Duello descrive la rete Mediaset come in “preparazione a un vero e proprio colpo di teatro, ma dell’assurdo”. Giusto il 27 marzo nella puntata di Dritto e Rovescio c’era stato un po’ di caos, dal momento che Paolo Del Debbio “ha mandato il suo 'vaffa' all'indirizzo di Luca Bottura e Massimo Giannini”. Il motivo? Aver utilizzato la parola “retequattrismo” in “senso deteriore”. Cosa che, stando alle parole di Duello, i piani alti del Biscione non avrebbero molto gradito. “Si sarebbero risentiti dell'ennesimo atteggiamento sopra le righe del professore”. Tra l'altro, negli ultimi tempi, più nello specifico negli ultimi due anni, è stata criticata la linea editoriale dell’azienda e alcuni suoi protagonisti. Da quando “l'ad Pier Silvio Berlusconi ha deciso di ‘berlinguerizzare’ il palinsesto”, scrive il giornalista.
Dopo diversi mesi, però, “quella che doveva essere una sorta di ‘Bianca Berlinguer pigliatutto’ non si è avverata, e gli ascolti dicono ancora che il pubblico vuole i nomi di sempre: Nicola Porro, Mario Giordano e proprio lui, Paolo Del Debbio”, continua Gennaro Marco Duello. Ciononostante sembrerebbe che a Mediaset siano comunque sicuri di “accelerare per quello che sarebbe il più confuso rebranding della storia televisiva italiana”. Perché attenzione, ci sarebbero delle importanti novità. “Voci clamorose dipingono la possibilità di un programma per Andrea Scanzi”. E ancora: “L’azienda fondata da Silvio Berlusconi che insegue i conduttori con il pedigree di sinistra. È come se McDonald's assumesse chef vegani per riposizionarsi sul mercato”, afferma il giornalista. Ma andiamoci piano, sarebbe stato avanzato anche un altro nome. Quello di Giuseppe Brindisi, che con Zona Bianca potrebbe essere la soluzione migliore. E Del Debbio? “Sarebbe pronto a fare un passo indietro lasciando l'impegno del daily (o del settimanale). Chapeau per lui che ha capito che in questa confusione è meglio chiamarsi fuori. Ma Mediaset non può permetterselo perché, tra tutti, è uno che ancora porta acqua al mulino”.
