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11 maggio 2026

Tutte le bombe di Report su Claudio Lotito: il “bunker” con sala cinema e discoteca, la Lazio e i pagamenti (per lavori mai svolti?) alle società del presidente, fino al nuovo stadio Flaminio

11 maggio 2026

Anche Report, non solo gli ultras della Lazio, ha parlato di Claudio Lotito. Lo ha fatto per un “bunker” di proprietà del presidente che non sembra rientrare nei documenti del catasto. E la squadra della Capitale? Ci sarebbero dei lavori forniti da società riconducibili a Lotito e mai pagati. E anche delle novità sullo stadio Flaminio

Foto: Ansa

Tutte le bombe di Report su Claudio Lotito: il “bunker” con sala cinema e discoteca, la Lazio e i pagamenti (per lavori mai svolti?) alle società del presidente, fino al nuovo stadio Flaminio

Nel cuore di via di Porta Latina, a Roma, sorge una delle proprietà di Claudio Lotito, senatore di Forza Italia e presidente della Lazio. La maggior parte dell'area su cui insiste il complesso immobiliare è vincolata nel rispetto delle mura aureliane, che si trovano a pochi metri di distanza. Il primo edificio su cui si è intervenuti è quello al confine che affaccia verso l'ambasciata canadese. Era la vecchia cappella che dal 2019 al 2020 è cambiata sia nella geometria che nell'altezza. Oltre alle immagini del prima e del dopo, Report è entrata in possesso di una relazione interna al gruppo di Lotito in cui viene descritto in dettaglio ogni intervento. Riguardo alla vecchia cappella, nel servizio realizzato da Luca Chianca chi ha compilato il promemoria ammette che sia stata interamente abbattuta e riedificata senza alcun titolo abilitativo di preventiva rimozione e successiva ricostruzione. Poche righe più sopra si legge che la causa dell'abbattimento sarebbe dovuta alla caduta di un albero che avrebbe arrecato danni irreparabili alle due casette, la cappella e quella centrale. Ma osservando l’unica foto disponibile, l'albero presente difficilmente avrebbe potuto rimbalzare su due edifici. Nel 2019 l'albero c'è; l'anno dopo l'albero non c'è più, ma gli edifici sono rimasti. Due mesi dopo il primo sopralluogo delle autorità, la proprietà, ricevuta la notifica da parte della Sovrintendenza, presenta alla direzione tecnica del Municipio Due due Scia: la prima come “sanatoria” per gli interventi già realizzati e la regolarizzazione sulla cappella, la seconda come condizione per interventi di ricostruzione edilizia pesante sull'immobile già abbattuto. Entrambe le Scia sarebbero state carenti della necessaria documentazione, ma alla fine, dopo alcune integrazioni da parte del tecnico di Lotito, il Municipio avrebbe concesso tutte le autorizzazioni.

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Secondo ciò che Report ha verificato, ci sarebbe stato un solo sopralluogo all'interno della villa. La Soprintendenza riesce a entrare e si accorge che al posto di una villetta degli anni Cinquanta c'è uno scavo regolare e il terreno davanti all'edificio principale è stato modificato con una fontana al centro, non presente fino al 2014. Durante il sopralluogo, però, la Soprintendenza non si accorge di altro: sotto quel terreno modificato si trova infatti un manufatto che non risulta dalle carte catastali. Una sorta di bunker, con tanto di sala cinema e discoteca sotterranea. Non solo id immobili, però, si parla su Rai 3. C’è anche la Lazio di cui discutere.

La Lazio, i bilanci e le società di Lotito

La Lazio ha lanciato la quotazione in borsa e qualche mese fa ha svelato l'idea di restaurare lo stadio Flaminio. Report si pone una domanda: che sostenibilità finanziaria ha la società di Lotito per spingersi in queste operazioni? Nel servizio interviene il giornalista economico-finanziario Gianni Dragoni: “Il mercato bloccato? La Covisoc ha verificato e rivelato che la Lazio non rispettava gli indicatori di robustezza e liquidità. La Lazio Marketing fa degli utili, ma se si guarda il bilancio è in perdita per 17 milioni. Lotito gioca con le cifre, fa girare i 300 milioni di patrimonio”. Secondo quanto riportato, il bilancio della Lazio al 30 giugno 2025 indicherebbe immobilizzazioni per circa 275 milioni di euro, comprendenti la rosa dei calciatori, il centro sportivo di Formello e l'immobile di via Valenziani, vicino Porta Pia. Una fonte anonima, citata nel servizio, ha parlato di “situazione fatiscente”, riferendo di “perdite d'acqua e solai pericolanti”.

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Nel corso dell'inchiesta è stato citato anche il caso della Preneste Appalti, società che avrebbe ottenuto dal Tribunale di Roma il pagamento di 146mila euro residui da parte della Gasoltermica. Sulla vicenda è intervenuto Giulio Gargano, ex direttore generale del gruppo Lotito e oggi in causa con il patron biancoceleste: “Abbiamo un giudizio in corso, ci sono stati dei comportamenti molto discutibili. Mancati pagamenti? Non voglio parlare di questo. C'è un giudizio”. Nel finale del servizio, Report ha fatto riferimento a documentazione depositata nell'ambito della causa civile tra Gargano e Lotito. Secondo quanto ricostruito dalla trasmissione, in un documento presentato dall'avvocato Gentile si farebbe riferimento a Paolo Buzi, storico collaboratore e responsabile del personale delle attività riconducibili a Lotito, come socio unico o figura di riferimento societaria di Lazio Events, Lazio e Lazio Marketing, quasi suggerendo che fosse proprio Buzi il presidente. Sul punto, Report ha riportato la risposta della Consob: “Lotito è azionista al 66,692% della Lazio e non abbiamo ricevuto aggiornamenti nel merito”.

Lo stadio Flaminio

Lotito ha affermato che da novembre 2027 la Lazio risparmierà 30 milioni derivanti dai debiti preesistenti. Dragoni ha smentito tale cifra: “Questa cifra è sorprendentemente alta perché nel bilancio della Lazio non c'è un costo così alto per pagare i debiti. Sono 6 milioni all'anno che la Lazio risparmierà, non 30 milioni. Lotito metterà capitale per 10 milioni su 480 milioni di costo. E basta”. Dal piano economico della Lazio emergono altri 25 milioni di contributi pubblici, 284 milioni di finanziamenti esterni e 45 milioni di crediti Iva. Dragoni ha sottolineato: “Vengono segnalati anche flussi finanziari per 66 milioni nei primi anni della gestione. La domanda è: se i 480 milioni sono da pagare durante la costruzione, quando arrivano i 66?”. A novembre scorso si era data notizia dell'ok dell'Avvocatura di Roma sul Flaminio per il diritto di superficie a 99 anni. Alcuni tifosi hanno scritto al Comune, guidati da Alfredo Parisi, storico azionista della Lazio e presidente di FederSupporter: “Nel giro di pochissimo l'Avvocatura capitolina ha risposto, dicendo che non hanno espresso alcun parere e che non hanno avuto notizia di alcun piano presentato dalla Lazio”. In studio, Sigfrido Ranucci ha concluso il servizio ricordando che il Campidoglio può ora convocare la conferenza dei servizi propedeutica al rilascio della pubblica utilità dell'opera, con richieste ancora aperte per l'utilizzo di parcheggi e navette. Il piano della ristrutturazione del Flaminio, essendo un bene di interesse pubblico, è sottoposto al vaglio della Soprintendenza speciale: Lotito dovrà dunque tornare a confrontarsi con la dottoressa Porro, già intervenuta sulla vicenda della villa di via di Porta Latina.

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