Se c’è una cosa che Andrea Orcel sa fare bene, oltre a scalare banche e gonfiare i rendimenti per gli azionisti, è assicurarsi che il suo stipendio salga di pari passo. E che stipendio: per il 2024, il ceo di UniCredit ha portato a casa 13,2 milioni di euro, un balzo rispetto ai 9,96 milioni incassati nel 2023. Il tutto mentre UniCredit si presenta agli investitori con utili record e il titolo ai massimi in Borsa, sfondando quota 50 euro e avvicinandosi agli 80 miliardi di capitalizzazione (Sole 24 Ore).
Pioggia d’oro per il ceo: come è composto il compenso di Orcel?
Entrando nel dettaglio, lo stipendio base di Orcel è di 3,6 milioni di euro, a cui si aggiungono 200 mila euro di "altre componenti fisse". Poi arriva il vero jackpot: 9,4 milioni di remunerazione variabile effettiva, che comprende 2,2 milioni di one-off share-award, ovvero azioni distribuite come premio straordinario (La Stampa).
E il bello deve ancora venire: per il 2025, la remunerazione totale potrebbe oscillare tra 13 e 16,4 milioni di euro, a seconda del raggiungimento di "obiettivi massimi fissati a livelli ambiziosi" (Sole 24 Ore).
Ma Orcel non è certo l’unico a beneficiare della generosità di UniCredit. Il bonus pool complessivo per il 2024, approvato dal CdA, arriva a 625 milioni di euro, in crescita del 13% rispetto al 2023. Per i cosiddetti Material Risk Takers della banca, il bonus medio si aggira attorno ai 200 mila euro pro capite, in aumento del 28% nominale anno su anno (La Stampa).

La filosofia Orcel: far felici gli azionisti (e sé stesso)
Se qualcuno si chiedesse come giustificare una pioggia di milioni di questa portata, la risposta di Orcel è pronta: gli azionisti prima di tutto. Lo ripete in ogni occasione, e i numeri gli danno ragione. “Negli ultimi quattro anni, abbiamo generato un total shareholder return per gli azionisti pari al 513%, superando i nostri competitor europei di quattro volte”, scrive con orgoglio il ceo nella lettera ai soci.
E il messaggio è chiaro: UniCredit è la banca più shareholder-friendly d’Europa. Tradotto, significa che chi investe in UniCredit ha visto ritorni superiori a qualsiasi altra grande banca europea. In questa direzione, Orcel ha già annunciato che il nuovo piano della banca prevede una distribuzione agli azionisti di 30 miliardi di euro nei prossimi anni (Corriere della Sera).
Banco Bpm, Commerzbank, Generali: Orcel non si ferma
Ma il vero gioco di Orcel non si limita ai numeri stellari. Il suo piano di espansione non conosce pause, e in cima alla lista c’è l’ops su Banco Bpm, su cui UniCredit ha già dichiarato di non voler rilanciare oltre i 7 euro per azione. Ma non finisce qui: nel mirino c’è anche Commerzbank, con cui UniCredit ha già mosso le prime pedine per un’acquisizione strategica.
E poi c’è Generali, che rimane un obiettivo mai dichiarato apertamente, ma sempre presente nelle mosse del ceo. “UniCredit sta offrendo l’esempio di leadership di cui l’Europa ha bisogno”, scrive Orcel, lasciando intendere che la banca ha ambizioni che vanno ben oltre i confini italiani.

Il resto del board: quanto guadagnano gli altri?
Se il ceo si porta a casa 13,2 milioni, gli altri membri del board non sono certo lasciati a bocca asciutta. Il presidente Pier Carlo Padoan ha incassato 1,04 milioni di euro, mentre il nuovo vice presidente vicario Elena Carletti ha ricevuto 345 mila euro. Tra i consiglieri, il più pagato è Marco Rigotti, presidente del Comitato per il Controllo sulla Gestione, con 287 mila euro, seguito da Jeffrey Alan Hedberg, presidente del Comitato Nomine, con 261mila euro (La Stampa).
