Cortocircuiti e dove trovarli. In Fabrizio Corona se ne trovano parecchi; negli italiani, ancora di più: a partire dal plebiscito di commentatori, più e meno noti, che gli chiedono di entrare in politica perché loro lo voterebbero. Che poi tutto ciò accada a corredo di un video in cui Corona, tronfio e spavaldo come solo lui sa essere, racconta che lo volevano alla conduzione de Il Brutto Anatroccolo ma “Ops, mi hanno arrestato”; ha della poesia. Per chi di poesia ne volesse ancora di più poi, può visualizzare anche i reel di Corona su Instagram, quelli dell'avvocato Chiesa, gli altri video di Falsissimo: un plebiscito di commenti affinché, finalmente, si faccia avanti una persona con la schiena dritta.
Falsissimo ha funzionato benissimo: sire, è il popolo che ve lo chiede. Infatti, a più riprese, Corona lo ha detto: la volontà di entrare in politica c'è. Lo ha rimarcato anche nell'ultimo video del canale, quello a pagamento: “forse prenderemo un pezzo di potere, quello delle istituzioni”, usando un furbissimo plurale maiestatis.
Chi aveva la tv, chi un canale YouTube: Falsissimo è la via di Corona per sua la “discesa in campo”. O almeno provarci; o magari è solo una delle tante spacconate, ma la costruzione di consenso nel frattempo è in corso.
Silvio Berlusconi prometteva tette, fondoschiena, pailettes e sdoganava una tv godereccia come antidoto al serioso servizio pubblico; la gioia al posto della noia. Fabrizio Corona invece, si promuove come portatore di “verità” pronto a scardinare il sistema che ha portato il padre ad ammalarsi: dopo tante tette e fondoschiena, su cui lui stesso ha lucrato quando era definito il "re dei paparazzi", il ritorno alla morigeratezza del merito.
Il terreno di elettori per la discesa in campo, Silvio Berlusconi lo aveva coltivato attraverso anni di tv commerciale; Fabrizio Corona quella stessa tv del Cavaliere la usa come pretesto per alimentare Falsissimo. Un canale YouTube che ha macinato visualizzazioni raccontando i tradimenti di Fedez e la banalità di Raoul Bova quando si ritrova davanti una tastiera e una donna a cui scrivere. Con tutta Italia intorno alla sua fonte di gossip, Corona ha radunato il pubblico, poi lo ha definito: prima è toccato a un presunto “sistema Signorini” attraverso cui Corona ha promesso di voler abbattere svelare il marcio dentro Mediaset.
Forte di video da milioni di visualizzazioni, numeri che la televisione si sogna, Fabrizio Corona si è autoproclamato non il Robin Hood, bensì lo sceriffo di Nottingham, lasciandoci a chiedercene il senso, dato che lo sceriffo di Notttingham non è certo un eroe da predere ad esempio. Ma era Fabrizio Corona, non ci abbiamo fatto troppo caso. Poi Corona ha sparato il colpo: l'idea di entrare in politica, e allora là lo sceriffo di Nottingham ha improvvisamente avuto senso.
Attraverso il “sistema Signorini”, ancora tutto da verificare tra l'altro, Corona si è costruito una sorta di credibilità agli occhi di un pubblico che, più che dimenticare, condona molto facilmente: ed ecco che per ottenere un po' di verità, si chiede a un condannato per corruzione, frode fiscale e spaccio di soldi falsi di entrare in politica perché loro lo voterebbero. Mentre accumula altre denunce, oltretutto. A proposito di cortocircuiti.
Fabrizio Corona lo farà davvero o sta solo alzando il tiro? Oppure anche lui, come Silvio Berlusconi, dopo la discesa in campo, punta all'immunità parlamentare?