“Dai dai, iko, dale, allez, let’s go”: Shakira lo canta in cinque lingue diverse, ma la Rai non ce la fa comunque. Nel mezzo dell’esibizione dell’artista colombiana, stacca tutto e dà la linea al Tg1 che, poco dopo, lancia servizio sullo show di Shakira che apre la World Cup 2026. Perché la Rai non ha staccato durante un momento qualsiasi, ma proprio durante quello più atteso: è di Shakira in coppia con il cantautore nigeriano Burna Boy infatti, l’inno dei Mondiali. E dunque, la loro esibizione era il culmine della cerimonia di apertura.
Ma non c’era solo la Rai, a bucarci il pallone: lo sanno bene gli abbonati di DAZN, 40 euro al mese di abbonamento, per ritrovarsi il servizio in down proprio al primo incontro dell'evento.
Chi ha seguito l'incontro su DAZN infatti, ha riscontrato problemi all’avvio: nei primi minuti del match, partiva la pubblicità e subito dopo, anziché la partita, un nuovo blocco pubblicitario oppure compariva un messaggio di errore. In alternativa, un buffering che non finiva mai, con la rotellina che continuava a girare. Bastava leggere i commenti degli utenti che lamentavano di non riuscire a vedere la partita o di trovare straniante le voci di Pardo e Giaccherini, isolati rispetto allo stadio, come se intorno l'evento fosse stato completamente silenziato.
Almeno, su DAZN Shakira l'hanno vista. A chi invece è rimasto Rai 1, dove Shakira veniva tagliata a un minuto dalla fine dell'esibizione. Viale Mazzini fa sapere che i tempi della messa in onda sono rigorosamente concordati con l'organizzazione internazionale. Si è trattato dunque di un errore nella gestione del timing finale, causato dalla valutazione operativa legata al rispetto della scaletta e al passaggio di linea al telegiornale. Non erano nemmeno passate 24 ore dall'inizio dei Mondiali, che già da Viale Mazzini partivano le scuse ai telespettatori.
Le cerimonie di apertura non portano bene: dopo quella disastrose delle Olimpiadi Invernali, anche la cerimonia che apre i Mondiali è al centro delle polemiche.
È iniziato così il terzo Mondiale a cui l'Italia non prende parte, a vent'anni di distanza dal goal di Fabio Grosso che portava la nostra Nazionale sul tetto del mondo. Goal che, e qui il giro si compie, alla tornata successiva avrebbe aperto il video Waka Waka, pezzo di Shakira che era l'inno dei Mondiali nel 2010: il primo, l'inizio di una tradizione che avrebbe reso l'artista colombiana una sorta di grande classico dell'evento.
Vent'anni dopo non solo la Rai taglia la cerimonia di inaugurazione, ma l'unica consolazione che ci rimane è che almeno un italiano c'è: Marco Balich, direttore artistico delle tre cerimonie di apertura a Città del Messico, Toronto e Los Angeles. Anzi due: in Messico infatti, c'era anche Andrea Bocelli.