Alessandro Giuli ha scelto la forza e ha licenziato il responsabile della segreteria tecnica Emanuele Merlino e la sua segretaria personale Elena Proietti. Ha scelto di essere uomo d’azione, prima ancora che di cultura, perché la situazione stava precipitando. Lo scossone maggiore lo hanno dato le decisioni scandalose delle commissioni cinema: niente soldi al film su Giulio Regeni, 100mila per le fettuccine Alfredo. Il Ministro, va detto, ha subito provato a rimediare prendendo le distanze e assicurando la revisione delle linee guida. Un altro suo uomo ha detto di non essere a conoscenza della decisione presa a proposito del documentario su Regeni (che era già stato distribuito e premiato): Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia e Presidente della commissione Cultura, non sapeva; e se avesse saputo avrebbe fatto qualcosa. “Il Parlamento non si occupa di commissioni ministeriali”, ha detto quando l’emorragia era già grave, “ricordo che le commissioni nominate da Franceschini bocciarono C’è ancora domani non potendo sapere che sarebbe diventato un fenomeno nazionale, così come un film, Il Nibbio, dedicato a Nicola Calipari”. Se gli altri hanno fatto peggio che volete da noi, della serie. Ma qualcosa a Roma, nel mondo del cinema, sta cambiando. La Siae di Salvatore Nastasi, come abbiamo rivelato in esclusiva, si sta muovendo per entrare nei David di Donatello, passando da membro Fondatore Sostenitore a Ordinario, quindi con diritto di voto su materie decisive. Non ultima, la nomina del Direttore artistico.
“Politicizzare la questione non fa che avvelenare il clima sul cinema sul quale stiamo facendo una legge di riforma che delega il Governo al riordino delle norme su cinema e audiovisivo, senza bloccare il tax credit”, ha detto sempre Mollicone post polemica Regeni. Peccato che qui, come spesso accade, la questione sia assolutamente politica. “Sì, anche Nastasi è un nome gradito a Mollicone”, chiarisce una fonte che ben conosce le dinamiche interne al Ministero. Nastasi è già presidente, oltre che di Siae, della Fondazione Cinema per Roma (successore di Gian Luca Farinelli della Cineteca di Bologna), ovvero quella che organizza ogni anno la Festa del Cinema. Da lì escono spesso titoli che poi proseguono il viaggio sul red carpet, direzione David di Donatello. E sempre alcune fonti dicono che con lo statuto in via di approvazione verranno sdoppiate le due cariche di Direttore Artistico e Presidente, aumentando i costi e sperando che qualcuno di più affine assuma quei ruoli. “È come se Mollicone abbia tentato di commissariare dall’interno, via David e Nastasi, il ministro Giuli”.
Le commissioni di esperti che valutano a chi dare i contributi selettivi per le opere o i festival vengono nominate “intuitu personae”. Sono scelte politiche. Che poi politica e competenza vadano di pari passo non è per nulla da escludere, anche se le recenti disavventure qualche dubbio lo suscitano. A coordinare il lavoro degli esperti è Raffaella Salamina, in passato direttrice de Il Giornale Off, ramo online de Il Giornale, oltre che parte della redazione di Restart su Rai 3. “Salamina è vicinissima a Mollicone, è a lui che riferisce”. Un’altra fonte aggiunge: “È lui quello che orienta, che parla, va dappertutto. Mollicone è onnipresente. Del resto è presidente della commissione Cultura”.
Onnipresente e onnisciente. Conosce tutti. Ed è vicino alla maggior parte. Guardiamo quanto accaduto nel 2024: giravano voci sulla presidenza di Nastasi alla Fondazione Cinema per Roma come successore di Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna. Farinelli non è riconfermato per varie ragioni, sia professionali che personali, riporta Key4Biz. Ma sempre su Key4Biz si riporta un articolo del Corriere della sera in cui viene evidenziata la presunta vicinanza di Farinelli a Mollicone e di come questa avrebbe fatto scattare il sindaco Gualtieri (la Fondazione Cinema è partecipata del Comune), il quale autonomante avrebbe proposto (non imposto, ci ha tenuto a specificare il primo cittadino) proprio Nastasi. Il Fatto in quelle ore ha poi raccontato che in brevissimo tempo lo scontro tra Gualtieri e l’allora ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano si è spento. Eppure anche Lucia Borgonzoni, sottosegretaria con delega al cinema, aveva criticato l’ingerenza del sindaco: “Trovo particolarmente curioso il metodo adottato dal Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che ha proposto Salvo Nastasi quale nuovo Presidente della Festa del Cinema di Roma, senza informare il Ministero della Cultura che ha appreso la notizia dalla stampa. Conosco Nastasi da quando era Segretario Generale del MiC e sono fiduciosa che la sua nomina possa e soprattutto debba, avviare un nuovo percorso. Mi auguro che il Ministero della Cultura, primo contributore della kermesse cinematografica romana, possa finalmente avere il ruolo che gli spetta e non solo una posizione di forma. Ci tengo a ricordare che il nostro supporto è cruciale per garantire il successo della manifestazione”. Più una questione di metodo che di merito: che Nastasi, in fondo, piacesse anche agli altri?