Alessandro Usai, chi era costui? Un nome che ai più non dirà niente, ma non per questo poco meritevole di attenzione. Perché al nome di Alessandro Usai risponde l'autore di Tommaso Cerno: sia a Domenica In su Rai 1 che a 2 di picche, striscia quotidiana partita il 9 marzo su Rai 2 per la gioia sia della redazione del Tg2 che di Milo Infante, ritrovatosi con cinque minuti in meno di programma nella stessa settimana in cui deve chiudere le puntate in anticipo per lasciare spazio alla Tirreno-Adriatica.
Fin qui, inteso semplicemente come autore di Tommaso Cerno, quello di Alessandro Usai è un nome come un altro. E invece no: perché quando si parla di TeleMeloni, il sodalizio professionale tra Usai e Cerno ne è proprio l'esempio per eccelenza. L'Alessandro Usai in questione infatti, non è solo un omonimo di un ex concorrente di Temptation Island: è il cognato del Ministro della Cultura Alessandro Giuli.
Arrivato in Rai da Mediaset, dove era autore dei talk dell'access prime time Stasera Italia e 4 di sera, Alessandro Usai ha sposato la sorella del Ministro Giuli, Antonella, la quale a sua volta lavora nell'ufficio stampa della Camera.
Giornalista nel cuore degli house organ della destra, con Rete 4 che negli ultimi anni è stato megafono di Matteo Salvini prima e Giorgia Meloni poi, Usai è passato lo scorso anno nella squadra autorale di Porta a porta: un contratto di consulenza esterna, a cui si è poi aggiunto quello di Domenica In. Il nome di Usai era inoltre spuntato fuori anche per il talk show a cui starebbe lavorando Rai 2: inizialmente l'ipotesi era quella di affidarlo a Claudio Brachino, ma ora il nome dell'ex mezzobusto Mediaset sarebbe sfumato e lo stesso programma rimandato (era previsto in partenza per il 4 marzo).
Proprio come Usai, altrettanto esterno è Tommaso Cerno, a cui oltre lo spazio a Domenica In, è stata affidata un striscia quotidiana di cinque minuti: un format simile a quello di Vespa, la cui messa in onda è stata al centro di polemiche e proteste da parte della redazione del Tg2.
Che Tommaso Cerno sia un fedelissimo del governo in carica non è certo un mistero: altrettanto misterioso è come, nonostante i tagli ad alcuni programmi d'informazione dell'azienda quali Report, Far West e Lo Stato delle Cose, per finanziare 2 di picche si trovino invece la bellezza di 848mila euro totali, 11mila a puntata.
Intanto, dall'alto dei propri molteplici incarichi da esterni Rai, con buona pace di chi invece fa parte dell'azienda, la prima puntata di 2 di picche se n'è andata in salsa trumpiana, prendendosela con chi osa essere preoccupato per l'aumento dei prezzi e pensa all'aria condizionata della casa al mare; nella seconda invece, il monologo di Cerno è partito dal titolo del brano di Sal Da Vinci, per poi virare da Sanremo a uno spot per il si al referendum.
Non che ci fossero dubbi sulla direzione che questa striscia avrebbe preso; del resto, il profilo dell'autore è già sufficiente.