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Non fate la guerra, drogatevi consapevolmente. È partito il primo corso in terapie con psichedelici in Italia e abbiamo intervistato chi c'è dietro, Federico di Vita: “Siamo nel rinascimento psichedelico. Sarà rivoluzione o distopia”

  • di Moreno Pisto Moreno Pisto

  • Foto: Ansa

12 febbraio 2026

Non fate la guerra, drogatevi consapevolmente. È partito il primo corso in terapie con psichedelici in Italia e abbiamo intervistato chi c'è dietro, Federico di Vita: “Siamo nel rinascimento psichedelico. Sarà rivoluzione o distopia”
C’è un podcast che da anni fa divulgazione sulla psichedelia. Perché sì, siamo nel pieno di un rinascimento psichedelico e questi sono i segnali: in una clinica di Chieti una donna ha cominciato una terapia con psilocibina. È la prima volta in Italia. Anche il mondo della medicina quindi sta esplorando nuove possibilità. Nel frattempo, è arrivato anche il primo corso in terapia con psichedelici. L’ideatore è Federico di Vita, divulgatore e autore del podcast Illuminismo Psichedelico. Lo abbiamo intervistato per farci dire a che punto siamo

Foto: Ansa

di Moreno Pisto Moreno Pisto

Viviamo nel pieno di un rinascimento psichedelico. Non lo sapete, ma è così. È successo anche nel passato ma è finita male, colpa di Tim Leary e della degenerazione di massa della psichedelia, che poi fu vietata, osteggiata, bandita. Da diversi anni la scienza ha ricominciato a investire nella ricerca, sperimentare, e i risultati, soprattutto per curare malati terminali e alcolisti, sono incredibili. Infatti in una clinica di Chieti una donna con depressione resistente ai farmaci ha cominciato una terapia di psilocibina. È la prima volta in Italia una paziente viene sottoposta a un trattamento così in Italia e per ora gli effetti sono buoni: nessuna criticità, tutto procede regolarmente. Rinascimento psichedelico è anche questo: sperimentazione. L'informazione (e l'educazione) su questi temi è fondamentale, e se c'è qualcuno che se ne sta occupando - e bene - è Federico di Vita. Il suo Illuminismo Psichedelico è il podcast giusto nel momento giusto in un contesto (geopolitico e spirituale) giusto. Vabbè direte voi, una roba da fattoni. No, è un podcast educativo. Parla di evoluzione, di spiritualità e che ci crediate o no noi adesso stiamo vivendo nel mezzo di un rinascimento psichedelico. E come verrà gestita questa cosa sarà decisivo per il proseguimento dell’umanità. Federico adesso ha messo su anche il primo corso in terapie assistite con psichedelici in Italia, una roba fuori di testa. Rivoluzionaria. Un’accademia per medici, psichiatri, psicologi e psicoterapeuti. Ed è per questo che l’ho chiamato e gli ho fatto quest’intervista.

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Alla fine, se ci pensi, nel 1968 non è che andò poi tanto diversamente. Erano presenti delle condizioni che avevano portato al rinascimento psichedelico. O sbaglio?

Sì, sicuramente le cose a loro tempo non sono avvenute per caso. Poi bisogna vedere come andrà, perché ci sono diverse questioni in ballo per capire se quello che sta accandendo oggi diventerà una rivoluzione o una distopia.

Intendi quello che sta succedendo nel mondo in generale o in quello degli psichedelici?

Forse tutto è legato. Comunque mi riferivo al mondo degli psichedelici, che può prendere diverse pieghe. Infatti, nel 1968 o giù di lì, prese una piega non proprio corretta e la questione si è un po' sputtanata.

Capisco questa perplessità. Però il tuo podcast fornisce delle basi. E l’educazione va sempre bene. Quello che stai facendo secondo me è molto nobile e anti-contemporaneo, perché tutti vanno dietro ai trend e tu invece sei lì, parli solo di quello, hai la massima autorevolezza da quel punto di vista. È tanta roba.

Grazie.

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Per me la psichedelia è ricerca spirituale e Federico di Vita fa divulgazione. La psichedelia è una roba potente. Più studio la materia più la rispetto. Non l'ho mai provata, so che quando succederà sarà perché tutto si sarà allineato, set e setting, e se la rispetto in questo modo è anche perché a un certo punto ho incontrato Illuminismo Psichedelico. Ogni puntata un ospite: terapeuti, antropologi, ricercatori di riti sciamanici. Le puntate sono più di duecento. Da poco ha lanciato il primo corso in terapie assistite con psichedelici in Italia.

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Spiegami bene questo corso.

È una cosa che avevamo in testa da tempo. Te la racconto dall'inizio. Intorno al podcast in quasi cinque anni si sono aggregati diversi interessi, professionalità e competenze. Questi aspetti vanno a intercettare tipi di attività e di interventi diversi tra loro, ma che sono tutti accordati dalla visione di come curare al meglio l'avvento di questa rivoluzione. Poi abbiamo iniziato a fare dei cerchi di integrazione, prima online e poi dal vivo, poi d'accordo con l’Associazione Luca Coscioni abbiamo lanciato la campagna sul fine vita, poi i servizi per gli abbonati.

Quanti siete adesso?

Adesso siamo 200, e non è poco. Queste cose sono occasioni di scambio d’informazioni, una rete di solidarietà e di supporto. Perché magari, se uno ha esperienza di questi temi, e nella sua cerchia di amicizia interessa soltanto a lui, non si sente più solo e questo fa parte del suo setting. È un viaggio difficile, ma avere qualcuno a cui raccontarlo fa parte di una cornice culturale e di sicurezza che sta crescendo. Per mettere ordine abbiamo fatto l'associazione Illuminismo Psichedelico, dove siamo in pochi. Nello statuto dell’associazione avevamo previsto di poter fare formazione, perché ci sembrava una cosa importante. Io per il lavoro che faccio avevo tutti i contatti in Italia per fare un progetto che coinvolgesse i migliori professionisti.

Ho scoperto personaggi incredibili grazie a te.

Sapevamo perfettamente che le professionalità c'erano per mettere su una scuola. Ci mancava la struttura. La nostra soluzione è stata quella di aver messo come obiettivo di fare formazione. Poi è arrivato uno psicoterapeuta che si interessa di questi temi, e che in realtà a sua volta è un formatore da decenni. L'idea non era fare solo una scuola di terapie assistite, quindi non solo una formazione per psicologi, ma di fare un percorso formativo che avesse un respiro più ampio. Siccome poi il tema è molto alto, per conoscerlo bene non c'è solo quel lato lì della terapia assistita, ma devi sapere che si va a intercettare quello che c’è negli spazi di coscienza.

Com’è nata in te questa passione per la psichedelia? Una passione a cui hai abbinato anche qualcosa di costruttivo. Perché si può essere appassionati di psichedelia senza fare nulla per la causa. Tu invece stai costruendo una struttura.

Per me è una missione. Poi in realtà è una passione nata per caso quando avevo 22 anni.

22 anni, quindi potevi farti il tuo trip e poi dire vabbè, grazie, ciao. E invece no, sei rimasto lì.

No, fin da subito ero dentro l’argomento. Ho fatto la tesi su questo.

Credi nel potere di questa cosa? È una domanda retorica, perché se tu non ci credessi non lo faresti.

Non lo farei, no.

Però tu ci credi veramente che questa cosa possa cambiare il mondo? Per questa cosa intendo il fatto che studiare gli stati alterati di coscienza ci faccia capire molto, tra cui anche il fatto di relativizzare aspetti che magari innervosiscono la geopolitica mondiale. Tu mi insegni che la prima droga al mondo è il caffè. Spesso mi domando: come sarebbe il mondo senza caffè, cosa succederebbe? Un mio amico è stato in Thailandia, massaggiatore, e la prima cosa che mi ha detto quando è tornato è stata che lì non prendono il caffè, e quindi il male di quella gente alla fine siamo noi occidentali.

Sì, il caffè quando è arrivato ha cambiato la produttività. Tant'è che ad un certo punto, e questa è una parte della rivoluzione industriale, gli imprenditori si sono resi conto che mettere la macchinetta del caffè gratis in fabbrica aumentava la loro produttività. La prima industria a metterle fu quella tessile inglese. Questo ha cambiato la società. Figurati quanto lo possono fare gli psichedelici. Però, essendo strumenti delicati, vanno usati con cura e bisogna stare attenti.

E questa deriva del microdosing su Instagram?

Anche lì ci sono quelli che ti danno dei feedback del tipo: “Mi ha curato la depressione e quindi mi ha salvato la vita”. Io ci credo a questa testimonianza. Poi non so se funziona davvero, perché al momento non è stata testata la sua efficacia.

Io non ho mai fatto uso di psichedelici, penso che succederà quando succederà. Non sono fatalista, ma credo nell'allineamento delle cose, quindi le devi cercare senza forzarle. Perché è una questione di setting, tutto quello che spieghi tu costantemente. Però il microdosing me l'hanno spiegato ed è una cagata pazzesca. Secondo me non è neanche a livello spirituale quello giusto.

No, funziona con gente che si autoconvince, e secondo me attiva delle risorse che hanno un effetto placebo. La vedo così, però credo anche alle testimonianze di quelli che dicono che funziona. Se invece lo si vuole usare per ottimizzare la propria prestazione sul lavoro stiamo negando alla radice quello che sono gli psichedelici.

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Questo corso in terapia assistita con psichedelici in Italia come avviene in pratica? È online? Offline?

È dal vivo.

Con quante lezioni?

Dura un anno e mezzo, sono un weekend al mese con lezioni in classe fatte da docenti di vari corsi universitari, come psicoterapeuti e antropologi. Poi ci sono due weekend esperienziali in cui si fa la respirazione olotropica, che è un tipo di attivazione analoga a quella che danno gli psichedelici ed è legale. Poi ci sono altri tipi di attivazione, come la meditazione dinamica, il Kundalini che ti permette di accedere a stati espansivi.

Quanti studenti vorreste avere? Qual è l'obiettivo?

L'obiettivo è pensato per 35, abbiamo molte più richieste, stiamo facendo i colloqui. Anche questo è molto indicativo e positivo, è la creazione di un gruppo che spinge per l'educazione. Vogliamo iniziare a formare anche i clinici, perché non è neanche del tutto vero che per ora non si possono fare le terapie assistite, perché in realtà c'è l'esketamina, che non è proprio uno psichedelico, però il tipo di patologia che prevede è analoga, dovrebbe essere una terapia assistita che sblocca uno stato di espansione di coscienza. Senza contare che probabilmente in due o tre anni ci saranno da provare altri farmaci, ci sono tante ricerche in corso per cui alla fine ne arriveranno anche altri. Bisogna che il personale medico sia già pronto.

Ti posso fare una domanda da un milione di dollari? Però ci dimentichiamo tutti i passaggi intermedi e andiamo direttamente alla conclusione di un ragionamento. Tu che mondo sogni?

È un mondo difficile da realizzare, sicuramente meno sbilanciato, dove sia possibile per tutti avere il sostentamento e la cura di cui hanno bisogno. Un mondo in cui ci sia meno tensione, più apertura e disponibilità verso il prossimo. Un mondo pacificato. Umberto Galimberti lo apprezzo tanto come studioso, però ho sempre un po' di diffidenza quando gli intellettuali diventano troppo aforismatici e televisivi. L’etica della tecnica, il suo libro, è molto bello, ed è la storia dell'etica. Lui dice una cosa dalla rivoluzione francese, che le parole Liberté ed Égalité hanno avuto anche il loro risvolto negativo. Fraternité non è mai stata presa in considerazione, ed è arrivata nell'epoca della fratellanza che è un po' quello che stavi dicendo tu, cioè far esplodere questa parola in tutte le sue potenzialità. Un esempio pratico: una delle possibili derive è che diventi una cura per i ricchi. No, deve essere per tutti!

Sì, assolutamente. Quello che stai facendo è incredibile, poi sto leggendo i nomi dei relatori, professori come Piero Cipriano che è un'autorità, e poi lo psichiatra dell'Università di Chieti, Martinotti. Veramente tanta roba. Per la comunicazione se hai bisogno di qualcuno io ci sono, perché questo è un aspetto molto importante.

Il problema nostro è che al momento non abbiamo soldi, quindi facciamo tutto gratis. Ma questo non è un problema, fa parte di quella roba lì che deve in qualche modo promuovere un concetto di gratuità dove il denaro, te la dico male, se ne deve andare un po' a fanculo. Quando il Che ha fatto la rivoluzione, per fare un paragone che non c'entra niente, promuoveva il lavoro volontario. Della serie: queste sono cause, non sono lavori.

È vero, ma bisogna anche campare.

Chiaro, è vero. Però il professore dell'Università di Chieti ci deve credere. I docenti partecipano con un compenso minimo.

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