Noi di MOW ve lo avevamo annunciato a luglio, adesso è ufficiale: Tommaso Cerno avrà un programma in Rai. Dopo la direzione de Il Giornale, a cui è passato da quella de Il Tempo, e lo spazio nel contenitore per famiglie Domenica In, ora Cerno gestirà uno spazio televisivo tutto suo. Ma se la scorsa estate si vociferava di Rai 3, alla fine la rete scelta sarà Rai 2. Non si sa ancora molto, tranne che il giornalista sarà alla conduzione di una striscia quotidiana di circa cinque minuti, in onda prima del telegiornale delle 13.00; la partenza sarebbe prevista per inizio marzo.
A dare maggiori informazioni sul programma è stato La Notizia, secondo cui Tommaso Cerno avrà a disposizione uno studio a Roma e uno a Milano. Ad aiutarlo come autore, si riconfermerebbe Alessandro Usai, con cui già lavora per gli interventi a Domenica In. Usai è il cognato del Ministro della Cultura Alessandro Giuli: la sorella, Antonella Giuli, è assunta all'ufficio stampa della Camera dopo aver seguito per anni la comunicazione di Fratelli d'Italia. Sempre secondo La Notizia, la striscia partirebbe in concomitanza con la campagna elettorale per il referendum sulla giustizia: Cerno è un fervente sostenitore del “si” e avviare il programma nel pieno della campagna elettorale, non sarebbe certo una scelta casuale.
I parlamentari del Partito Democratico hanno chiesto chiarimenti in Commissione di Vigilanza Rai riguardo la striscia di Cerno: "l’ennesima prova dell’uso della Rai come strumento di propaganda politica, reso possibile dallo stallo imposto dalla maggioranza sulla Commissione di Vigilanza, alla quale viene impedito di operare e di eleggere un presidente di garanzia”. E ancora, “siamo di fronte a una emergenza democratica nel servizio pubblico aggravata dall’avvicinarsi di importanti appuntamenti elettorali, a partire dal referendum”.
Intanto il diretto interessato ha risposto a modo suo alla richiesta di chiarimento in Commissione di Vigilanza, accostandosi al caso di Andrea Pucci a Sanremo. Cerno ha condiviso un articolo de La Repubblica su X accompagnandolo con un commento: "Non gli basta zittire Andrea Pucci. Devono tappare la bocca anche a me.. forse perché come dicono loro sono di una lobby gay…povera Italia". Il riferimento è alle chat di Sigfrido Ranucci con Rosaria Boccia, in cui si parla appunto di una “lobby gay” e di un “giro gay”, in riferimento a un'ospitata di Tommaso Cerno a L'Aria che tira.
Nel frattempo, i legami tra la destra meloniana e l'informazione Rai non accenna a spegnersi: nell'aria c'è ancora la voce del passaggio del direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci a responsabile della comunicazione del Presidente del Consiglio.