C'è un momento preciso in cui Vincenzo Raiola smette di essere “il cugino di Mino”. È il 30 aprile 2022, quando Mino Raiola muore in una clinica di Milano dopo mesi di battaglia contro una malattia polmonare. Se ne va così uno dei più potenti procuratori sportivi del mondo, l’uomo che si occupa di Gigio Donnarumma e, in passato di Mario Balotelli. Enzo ne raccoglie l'eredità, lo celebra sui social negli anniversari della scomparsa. Punta a diventare anche lui un riferimento tra gli agenti sportivi. Nella puntata numero 24 di Falsissimo è lui il “testimone”, colui che “autodenunciandosi” ha svelato il presunto sistema che regolerebbe il calcio italiano. Una macchina fatta di accordi tra procuratori e direttori sportivi, di conoscenze nelle proprietà e centinaia di migliaia di euro pagati direttamente alle famiglie dei giovani calciatori per assicurarseli. Cifre che non si spiegano, dice Enzo Raiola, senza la prospettiva di una sicura rivendita (del resto, da regolamento Figc, il mandato di un procuratore dura solo due anni). Passa anche brevemente in studio da Corona, ma è al telefono che dice le cose più pesanti.
Chi è Enzo Raiola, cugino di Mino?
Per capire chi è Vincenzo Raiola bisogna vedere dove era arrivato suo cugino. Mino aveva costruito una rete di fenomeni: gestiva i destini di Ibrahimovic, Pogba, Haaland, De Ligt, Donnarumma. Vincenzo gli sta vicino, impara guardando. La svolta vera arriva durante i Mondiali del 2006, quando Enzo inizia ad affiancare Mino sul serio. Dopo la morte di Mino, alcuni collaboratori hanno preso strade diverse. Enzo ha scelto di tenere insieme quello che poteva nel Team Raiola, con sede a Monte Carlo ma radici operative tra Italia e Olanda. L'organigramma ufficiale, come si vede sulla piattaforma Transfermarkt, lo vede al vertice insieme a José Fortes Rodriguez. Il portafoglio attuale conta 91 giocatori, di cui una trentina nel cosiddetto "first tier", quelli che muovono valore reale. Il totale del valore di mercato dei giocatori assistiti supera i 320 milioni di euro. Non sono quelli dell'era Mino, ma sono numeri che fanno del Team Raiola una delle agenzie più solide d'Europa.
Donnarumma, Gravenberch, Van de Ven: i big del Team Raiola
Il gioiello è Gianluigi Donnarumma. Il portiere della Nazionale italiana è con Raiola da tempo, ha passato momenti complicati come quando, nel giugno 2021, Donnarumma decise di non rinnovare con il Milan e firmare con il Paris Saint-Germain. Poi il numero uno azzurro è passato al Manchester City, e il rapporto con il suo procuratore è rimasto intatto. Mino aveva investito moltissimo in Olanda quella rete di relazioni è rimasta a Vincenzo. Ryan Gravenberch, centrocampista olandese, già all'Ajax e al Bayern Monaco, oggi al Liverpool con una valutazione di 90 milioni di euro. È il giocatore più prezioso del Team. Subito dopo c'è Micky van de Ven, difensore centrale del Tottenham Hotspur, valutato 65 milioni. Il portfolio si allarga ad altri nomi rilevanti: Alessio Romagnoli alla Lazio, Guus Til al PSV Eindhoven, Myron Boadu e giovani come Matteo Cocchi nell'Inter U23. Il Team Raiola gestisce anche allenatori: Mark van Bommel, ex centrocampista del Milan, Giovanni Martusciello, attualmente collaboratore tecnico della Juventus, e Fabio Pisacane, in panchina a Cagliari.
Falsissimo e le bombe sul calcio italiano
E poi arriva l'episodio 24 di Falsissimo, “La vera Calciopoli 2.0”, un attacco al presunto sistema dei procuratori italiani, nomi eccellenti (calciatori e dirigenti) e la promessa di sempre: notizie. Lo stile di Corona (spesso rivedibile) lo conosciamo. Così dice Vincenzo Raiola a telefono: “Volevo, diciamo, tra virgolette, autodenunciarmi”. L’agente descrive un ambiente in cui presidenti forti sono stati sostituiti da fondi di investimento che non hanno interesse nella governance sportiva e lasciano il campo libero ai direttori sportivi. E i direttori sportivi, secondo Raiola, sono la vera chiave per comprendere quanto il meccanismo sia marcio: “Oggi il giocatore che va avanti è quello gestito da un determinato procuratore, che paga la mazzetta al direttore. In Italia il 70-80% dei direttori sportivi mangiano tutti”. I procuratori, per assicurarsi i giocatori più promettenti, pagano le famiglie attraverso società di immagine, acquistano auto, gioielli, immobili. Poi arriva il caso Fiorentina, che è il più dettagliato. Raiola racconta come dopo la morte di Joe Barone, la società viola sia rimasta esposta, con il solo Daniele Pradè a guidare le operazioni. In quel vuoto, stando alla ricostruzione di Raiola, si sarebbe inserito Alessandro Lucci, procuratore di Kean, Dzeko e Piccoli, tutti piazzati alla Viola. “Una società che ha un procuratore con tre attaccanti io non l'ho mai vista in vita mia”, dice Raiola.
Le solite domande rimangono aperte dopo Falsissimo: le dichiarazioni di Vincenzo Raiola avranno un seguito istituzionale? Corona ha detto di avere prove certe e dovrà renderne conto. Ma Raiola si sarebbe esposto in maniera così plateale se non fosse sicuro di ciò che dice? Ha parlato di “mazzette”. Come se il calcio italiano fosse costruito su un sistema corruttivo. Lunedì 18 maggio un’altra puntata di Falsissimo riguarderà il Napoli ed Antonio Conte.