Sulemana e Dumfries battagliano, l’olandese riceve una manata dall’atalantino che seppur leggermente appoggia la mano sulla schiena dell’interista in corsa che cade, permettendo all’avversario di tirare verso Sommer che respinge ma trova Krstovic sulla ribattuta: 1-1. Per Manganiello l’azione è regolare nonostante tutta l’Inter protesti, il Var fa il suo velocissimo check e conferma quanto già deciso da Manganiello: nessun fallo su Dumfries, il gol è valido. Chivu non ci sta, esasperato si lascia sopraffare dall’adrenalina e sbotta a muso duro, viene ammonito per la seconda volta ed è costretto ad uscire dal campo. L’Inter dal canto suo reagisce e qualche minuto dopo è già di nuovo a mettere alle corde Carnesecchi, ma ancora una volta (non) interviene Manganiello. Sbagliando. Mischia in area di rigore: Frattesi finisce a terra dopo un tocco di Scalvini, il fischietto di Pinerolo fa cenno all’interista di alzarsi, non c’è niente, ancora. L’azione prosegue e non si fa in tempo a protestare per il non intervento di Manganiello e quello velocissimo della coppia Gariglio-Chiffi al Var che il direttore di gara cade ancora nel turbinio di orrori commessi sul prato del Meazza: Dumfries insegue Ederson che aveva recuperato la palla persa da Frattesi cedendo l’attimo prima, contatto tra i due che finiscono a terra, Manganiello sicuro senza neanche porsi il dubbio fischia e lo fa, ovviamente, a favore dell’Atalanta. Punizione a favore della Dea e triplice fischio subito dopo. E il Var? Da Lissone avevano già, evidentemente, spento le tv e l’intervento da campo dell’arbitro non viene mai corretto, né minimamente considerato. Idem accade nei salotti calcistici dove c’è chi addirittura parla di episodi regolari e corretta valutazione dell’arbitro- Mettendo, una volta per tutte, a tacere gli interrogativi sul perché alcuni facciano gli arbitri in tv e non in campo.
L’Aia però si accorge dell’errore e tramite frasi lasciate trapelare qui e lì regala indiscrezioni che oggi finiscono sui giornali: “L’Inter ha ragione, quello è calcio di rigore”. E addirittura è previsto per domani sera un vero e proprio mea culpa ufficiale da parte dei vertici arbitrali durante la puntata di ‘Open Var’ su Dazn. Aridaje, Ndicka-Bisseck 2.0 e altri punti sottratti all’Inter che non troveranno mai giustizia. L’importante è metterci la faccia, direbbe qualcuno, peccato che se, come nel caso di Ndicka dello scorso anno, non seguono provvedimenti reali e concreti, le comparsate degli arbitri in tv servono a poco o nulla, se non ad un superficiale lavaggio di coscienza puramente di facciata. Una facciata che peraltro inizia a prendere i tratti di un decadente e declinante palazzo in fase di rovina ed ecco che preparare i pop corn in vista dell’ennesima farsa in onda domani sera risulta doveroso.
A che serve d’altronde la spiegazione da parte degli arbitri a Dazn se alle giustificazioni fornite non crede neppure l’Aia? D’altronde l’esempio lampante che sbugiarda ogni faticoso tentativo di salvare il salvabile è fresco, freschissimo: basti pensare a come l’Aia per intero si sia schierata a difesa di arbitro e varisti a margine dello scorso turno di campionato durante il quale al centro del mirino c’era ancora un episodio che ha riguardato l’Inter, ovvero il tocco di braccio di Ricci in Milan-Inter. In quel caso Rocchi, come il resto della banda, ha definito “corretta” la lettura di Doveri, fischietto in questione, che, però nella designazione successiva è stato relegato agli inferi della Serie B. Un downgrade di certo non casuale che (poco si spiega con l’affannosa spiegazione di Marelli (quando parla di decisione dettata dall’importanza della gara in questione) e cozza con quanto affermato a Open Var qualche giorno prima. Tutto ‘passabile’, come spesso accaduto finora, se nelle puntate precedenti sull’Inter non si fosse detto di tutto e di più. E stavolta la società ha optato per il silenzio stampa. E chissà che magari in silenzio stampa ci vadano, una volta per tutte, pure i Marotta League’ supporters. Che in silenzio stessero loro, oltre che Marotta.