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6 luglio 2026

Il caso Balogun è l’ultimo atto della guerra tra Uefa e Fifa?

  • di Domenico Agrizzi Domenico Agrizzi

6 luglio 2026

Nemmeno la Fifa è immune allo scossone causato della squalifica revocata a Folarin Balogun. La Uefa ha rilasciato un comunicato durissimo nei confronti di Gianni Infantino. Aleksander Ceferin si fa di nuovo sentire dopo il caso dell’arbitro Artan, escluso dai Mondiali e incaricato di dirigere la Supercoppa. E la questione Balogun (dietro al quale pare esserci Donald Trump) alza ancora il livello di uno scontro che ha ragioni profonde

Foto: Ansa

Il caso Balogun è l’ultimo atto della guerra tra Uefa e Fifa?

Squilla il telefono, nell’ufficio di Gianni Infantino: dall’altra parte c’è Donald Trump. Caldeggia un trattamento diverso per Folarin Balogun, attaccante titolare degli Stati Uniti, espulso nel turno precedente, obbligato a stare fuori contro il Belgio agli ottavi. Ci sarebbe l’articolo 27, mai usato per una sanzione ai Mondiali, che prevede la condizionale per un anno. Di fatto, la sospensione della squalifica per Balogun. Così accade: l’attaccante statunitense contro il Belgio ci sarà. È stato il New York Times a dare la notizia della presunta telefonata. Trump, da parte sua, non ha impiegato molto per far sapere a tutti via social che dietro alla decisione della Fifa, anche solo come un’ombra, c’era lui. Allenatori e dirigenti protestano, la federazione del Belgio e Rudy Garcia in prima linea, con il supporto di Jurgen Klopp. Passa qualche ora e anche la Uefa decide di reagire: “La decisione di ieri di sospendere per un periodo di prova di un anno l'applicazione della squalifica automatica di una giornata a seguito del cartellino rosso mostrato al giocatore Folarin Balogun ha superato il limite”, e ancora: “Il calcio, come qualsiasi altro sport, si basa su regole, che sono alla base di una competizione equa, onesta e trasparente. A volte le regole sono soggette a interpretazione. In questo caso no. La squalifica automatica minima di una partita a seguito di un cartellino rosso non è una facoltà discrezionale e non richiede la decisione di un organo competente per essere emanata”. L’unica sentenza è quella del campo: l’arbitro ha dato rosso diretto, dunque la squalifica è automatica.

Folarin Balogun
Folarin Balogun Ansa

La brutale sintesi è: Uefa contro Fifa, Aleksander Ceferin contro Gianni Infantino. È la seconda volta in poche settimane in cui la contrapposizione assume un carattere mediatico e politico così rilevante. A inizio Mondiale c’era già stato il caso dell’arbitro somalo Artan, bloccato all’entrata negli Stati Uniti, rimandato a casa e poi incaricato dalla Uefa per la Supercoppa che tra Psg e Aston Villa. La ragione dell’esclusione dalla Coppa del Mondo, invece, è la presunta vicinanza di Artan a un gruppo terroristico. Una materia di sicurezza nazionale su cui la Fifa non ha avuto la forza di sindacare. Una delle tante, in realtà: Infantino in conferenza stampa ha chiesto ai giornalisti di stare nel “chill”, perché su certi temi il calcio e politica devono stare separati. Ceferin, al contrario, ha fatto la sua mossa, parlando di un limite ormai raggiunto. Già nel 2022, anno del Mondiale in Qatar, quando l’ipotesi dell’allargamento a 48 squadre era circolata, il presidente Uefa si era detto scettico; e anche a proposito del Mondiale per Club aveva espresso qualche dubbio. Al contrario la Fifa, sempre rimanendo al campo, non aveva gradito la nascita della Nations League. Alcune rivelazioni del New York Times poi avevano suggerito che dietro al progetto (naufragato) della Superlega, a cui Ceferin si è sempre opposto con nettezza, ci potesse essere proprio l’istituzione guidata da Infantino, aperta – sempre secondo quanto emerso dall’inchiesta del giornale statunitense – al progetto, ombrello necessario ai club aderenti per eventuali ritorsioni. Qualche smacco, come l’abbandono del settantacinquesimo congresso della Fifa in Paraguay per colpa dei ritardi di Infantino (volato in Arabia Saudita insieme a Trump), e un rapporto mai davvero d’amore.

Gianni Infantino, presidente Fifa, e Aleksandr Ceferin, presidente Uefa
Gianni Infantino, presidente Fifa, e Aleksander Ceferin, presidente Uefa Ansa

È dunque in corso il nuovo atto della guerra tra i due presidenti. Infantino commette il fallo, Ceferin chiede la simulazione e la revisione al Var. Nel 2027 ci sono le elezioni Fifa: Infantino si candiderà ancora. Sul Mondiale 2034 ha già investito molte energie (Aramco è già sponsor dell’edizione in Usa, Canada e Messico). Alle spalle di entrambi, comunque, Trump fa il gigante. Gianni lo segue nelle missioni diplomatiche, anche a costo di far tardi ai congressi. Ceferin guarda da lontano, irrigidito. Il calcio è il campo di forze in cui volontà (e ambizioni) si confrontano.

https://www.youtube.com/watch?v=qyCAv_YrKCQ&t=1400s

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