E allora sognare è ancora lecito. Anzi, guardando gli Internazionali di Roma diventa praticamente un obbligo. Luciano Darderi piange alla fine del match con Rafa Jodar, stanco, distrutto, uscito vincitore da una lotta contro il tempo e i fuochi d’artificio. Ha battuto un aspirante fenomeno nel torneo in cui sogna di arrivare fino in fondo. In semifinale l’ostacolo si chiama Casper Ruud, “che metterà a dura prova le qualità e la consistenza fisica di Darderi, sperando che nel frattempo abbia recuperato le energie”. In finale al Foro Italico potrebbe quindi esserci un derby azzurro: Jannik Sinner ha vinto 32 partite di fila nei 1000 e nella serata di venerdì 15 maggio incontra Daniil Medvedev. Paolo Bertolucci nella sua volée di rovescio sulla Gazzetta dello sport ha come sempre fatto il punto prima dell’inizio delle partite: se la “consueta, immarcescibile presenza di Sinner nelle fasi finali” dei tornei è un dato ormai poco interessante, il giro degli altri italiani che di volta in volta arrivano è più stimolante. “È toccato a Musetti qui a Roma l’anno scorso, a Cobolli che si è spinto fino ai quarti di Wimbledon. Questa volta ci è riuscito Darderi, quello meno famoso e conosciuto”, l’uomo delle battaglie passato dal “sottoscala del tennis” e mai così performante sulla terra rossa europea.
Contro Jodar “a leggere il linguaggio del corpo sembrava che fosse l’italiano il più stanco, invece all’improvviso è arrivato il crollo dell’avversario, in preda a crampi da cattiva gestione sulla lunghissima distanza, dovuta alla sua tenera età tennistica”. Ed ecco, quindi, la speranza di vedere in finale il derby Sinner-Darderi. Intanto, però, due semifinali con due azzurri le vedremo di certo, l’ennesima “dimostrazione del grande momento del tennis italiano”, e “non credo che si possa chiedere di più e meglio”. Certezze, speranze e, come già detto, sogni. Nella cornice di Roma “c’è un sogno bellissimo, neppure troppo nascosto, di una possibile finale tutta italiana. Non vorremmo sembrare ingordi, ma a questo punto sperare (o sognare) mi sembra giusto”.